“Leggere è terapeutico?” Impressioni su un articolo scritto con i piedi

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Oggi ho letto questo articolo a proposito di letture.

C’è scritto che leggere è terapeutico e credo che l’autore/autrice del post dovrebbe leggere di più e perché no, imparare a scrivere. Cito: “E che su ilLibraio.it spiega come la lettura ha volte può essere terapeutica…”. Intanto ci troviamo in un sito che parla di libri e quindi di scrittura. La mia ostilità è quasi totale nel momento in cui trovo un errore simile. Perché “capisco” la signora non studiata ma maga dei fornelli che fa un errore ortografico mentre scrive gli ingredienti nel suo blog di cucina. Non tollero però un articolista che scrive così – probabilmente pure retribuito – in un sito dedicato ai libri. Ho proseguito nella lettura dell’articolo perché non mi trovavo d’accordo con l’affermazione “leggere è terapeutico”.

Cito: “Il libro fa compagnia e prova a dare senso al vuoto di senso che il dolore porta con sé; esso inoltre dispone all’ascolto e facilita la flessibilità ad aprirsi a nuove esperienze, contrastando l’immobilismo fisico e la paralisi interiore che inaridiscono l’energia vitale di chi vive un disagio.”  What??? Cerco di non concentrarmi su come è scritto l’articolo e vi comunico le mie impressioni riguardo all’articolo in sé.

Amo leggere e indipendentemente dall’umore, se un libro mi piace, leggo. Però non sono d’accordo. Un libro non ti fa compagnia e non ti ascolta. Sì, in un libro è racchiuso un mondo (di parole, appunto) ma dubito possa essere una terapia. Voi direte che un libro può far ridere e rilassare, certo. E’ vero. Ma non è una cura per i nostri mali. E lo dico per esperienza. Perché come tutti, ho vissuto momenti schifosi, momenti in cui preferivo essere lasciata in pace e quindi mi immergevo nei libri. Ma non mi hanno aiutata a uscirne. Anzi, mi hanno aiutata a restarmene chiusa in casa, lontana da tutti, accantonando i miei problemi, senza la volontà di trovare un modo per superarli. Io leggo perché mi va di leggere, non certo perché mi aspetto che un libro risolva i miei problemi esistenziali e via dicendo.

Il mio consiglio (non richiesto) è: quando state male, leggete, sì, quanto vi pare. Poi prendete lo smartphone e chiamate una persona positiva, una di quelle che sa ascoltare e anche criticare, perché no. Sono rare, ma esistono. Bene, uscite con lei per una birra e parlatele pure di un libro che vi è piaciuto tanto. Quello sì che è un gesto terapeutico.

(Foto dal Web)

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2 pensieri su ““Leggere è terapeutico?” Impressioni su un articolo scritto con i piedi

  1. Barbara Venturini ha detto:

    Gentile V,
    Sono una psicoterapeuta che utilizza la lettura come complemento al processo terapeutico e conduco gruppi di “libroterapia”. La lettura ( soprattutto di un bel romanzo) ha un effetto positivo nelle persone cosi come puo’averlo il cinema o una passeggiata nella natura perche’ come dice lei rappresentano piacevoli attivita’ che possono per alcuni momenti distrarre la mente da preoccupazioni e problemi. E’, tuttavia certo che non possono essere sufficienti per risolverli i problemi.
    Nella libroterapia il libro viene utilizzato come spunto per parlare di se’ e poi affrontare le tematiche personali emerse con la guida ed il sostegno del terapeuta.
    Nella mia esperienza ho potuto verificarne l’efficacia soprattutto in un setting di gruppo dove le persone, partendo dalla lettura di un testo che facilita’ la capacita’ introspettiva e rende e rende meno faticoso aprirsi, possono confrontarsi con i punto di vista e i vissuti dagli altri.
    Un caro saluto e complimenti per il blog.
    Barbara Venturini

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    • Cose da V ha detto:

      Buondì. Ho dato sicuramente un giudizio superficiale, dettato dal fatto che l’articolo presentasse molti errori. Ero più concentrata su quello, che sull’utilizzo dei libri in una terapia. Credo che parlare di sé e comunicare a qualcuno le proprie sensazioni dopo la lettura sia molto interessante. In quel caso quindi concordo: Certo che è terapeutico. Solo non credo che leggere curi la depressione, soprattutto leggere a casa da soli. Ecco questo intendevo… Non intendevo sminuire l’importanza di un libro utilizzato nel modo in cui dice lei. Anzi, grazie per aver riportato la sua esperienza : )

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