Come non scrivere una mail

Oggi voglio condividere con voi una mini – guida che la mia tutor aziendale mi ha mostrato quest’estate, durante il tirocinio. Siccome sono pigra, la copio papale papale dalla rubrica (o quel che l’è) Italians, di Beppe Severgnini. Se il sior Severgnini mi accuserà di plagio spudorato, sappiate che vi ho voluto (quasi) bene. Eccola qua:

Guida sicura verso il cestino. Ovvero: come scrivere un’email kamikaze, destinata a schiantarsi nella “posta eliminata”. Bastano poche righe, contenenti le espressioni giuste, per garantirsi attenzione nulla e, con un po’ di sforzo, anche un certo risentimento da parte dell’ignaro destinario. Qualche esempio, tratto dalle prime righe di email non richieste, ricevute in poche ore. Il numero finale (tra parentesi) indica il tempo di permanenza nella mia “posta in arrivo”.
“A Roma il 14 maggio i guru del marketing…” (3″) A Roma in maggio sembra accadere di tutto (come a Milano in ottobre), e questo è già un handicap per il mittente/incosciente. I vocabocoli “guru” e “marketing”, insieme, funzionano come un colpo di pistola in un branco di gatti: tutti in fuga!

“Gentile Giornalista, in allegato il comunicato stampa in oggetto che spero possa essere di interesse per la sua testata. Non esiti a contattarmi per ulteriori informazioni” (7″)
Nessun collega, che io sappia, ha mai contattato l’autore di comunicati-stampa siffatti. Anzi, no: pare sia accaduto, il 30 marzo 2007, ma la notizia non è mai stata confermata.

“Carissimi, sono felice di segnalarvi un appuntamento all’interno del ciclo di incontri…” (2″)

“Carissimi” è scritto in blu, “sono felice etc…” in nero: l’evidente copia-e-incolla aumenta la diffidenza, resa elevata dal “ciclo di incontri” (una formazione circolare che l’Alighieri pensava di inserire tra i gironi infernali).

“Invito- Solo per creature straordinarie – Un evento imperdibile – Un’occasione prestigiosa per celebrare…” (4″)

“Imperdibile”, “prestigioso” e “straordinario” sono tre aggettivi-spia: quando li leggete, allarme rosso! Hanno sostituito “exclusive” e “vip”, in voga negli anni Novanta e oggi confinati in discoteche di provincia e villaggi turistici.

“Cari amici, Vi informo che sono aperte le iscrizioni per…” (1″)
Le iscrizioni si aprono alla velocità con cui si chiudono certe email: è una sfida continua. Devo dire che quello citato era un caso interessante: si trattava, infatti, di un corso di danza (“Il migliore corsista sarà invitato ad esibirsi in Bulgaria!”).

COSTRUIAMO LA SVOLTA – Gentili Dottori, in allegato alla presente Vi inviamo il numero di maggio 2009 (8″, lo stupore mi ha indotto a rileggere).

“Costruiamo la svolta”?! Solo l’Anas è autorizzata a usare questo linguaggio. E poi: evitare le maiuscole, PERBACCO! Infine: come sanno che siamo tutti “Dottori”? E quelli che, con fatica, sono riusciti a non esserlo?

Qui il link diretto!

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