Ascoltati

In seconda o terza elementare la maestra di italiano ci assegnò un tema di fantasia da svolgere. Avremmo dovuto seguire uno schema preciso, scegliere tra vari personaggi già proposti, seguire una traccia. Ecco, io non sono mai stata tipa da traccia. Non sono fuori dagli schemi, per carità, io manco li so fare gli schemi, è questo il punto. Ma tu come studi? Ti fai una scaletta? Ma quale scaletta. Non ho mai seguito scalette in vita mia. E così quel giorno ho capito che non sarei mai stata in grado di fare qualcosa di preciso. Di pulito, organizzato. Ordinato. Impossibile per me. Ricordo di essermi guardata un attimo attorno, con una punta di panico. I miei compagni con carta e penna osservavano la maestra in attesa di istruzioni. Le più brave avevano già scritto la data, in alto del foglio. Io non avevo nessuna voglia di mettermi a riflettere. Presi la penna e iniziai a scrivere di una tizia che non era proprio una bellezza. Ricordo che la chiamai Marilyn, anche se non avevo mai sentito parlare della celebre Monroe. Mi figuravo la mia Marilyn bionda ma bruttina, col fisico asciutto. Il suo salvatore si sarebbe chiamato Gerardo. Un tizio brutto, un po’ rozzo ma comunque principesco nel complesso. A pensarci ora quel Gerardo era l’uomo della mia vita. Ma come, Gerardo, non puoi chiamarlo così, devi scegliere tra questi nomi, tra questi personaggi… Non ascoltai i consigli delle più diligenti, ma andai avanti. L’oggetto magico era una caffettiera e via così. Inventavo una storia che non aveva alcun senso ma non me ne importava proprio. D’altra parte era un tema di fantasia. Quella fu l’unica volta in cui la mia testardaggine fu premiata. Nonostante questo ho sempre ascoltato me stessa e poco gli altri, perché davvero quando la gente è convinta di doverti dare consigli e istruzioni per l’uso mi fa scocciare parecchio. Eh, ma se facessi così o prova a dire così. No, non voglio fare così… Ma facendo così saresti… Sì, sarei come te. Appunto. Ho sempre tenuto molto alla mia identità, annullarla nei consigli degli altri mi sembra una grave mancanza di rispetto verso me stessa. Certo, se poi volete dirmi come fare una buona frittata sono tutta orecchi…

The winner is.

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