E insomma, niente.

Impressioni di ottobre. Ah, ottobre, foglie che cadono… Okay, non mi viene in mente nient’altro da dire di tipicamente autunnale perciò dirò solo che ottobre è un mese di merda come un altro. Sono infatti ricominciate le lezioni, questo è anche l’ultimo anno accademico (e perciò l’ultimo anno da fancazzista convinta che troverà il lavoro dei suoi sogni). Quest’anno mi sta stretto. Sebbene l’uomo sia un animale sociale, io quest’anno non ho nessuna voglia di fare nuove amicizie. Spero solo passi in fretta, anche perché quando la gente ti chiede cosa fai e tu rispondi “studio” e quella ti chiede “ma quando pensi di far famiglia” e tu vorresti rispondere “mai” ma invece sei garbata e sorridente e dici “prima devo trovare lavoro” e quella parte a chiederti “e quando pensi di trovarti un lavoro che non sia uno stage non pagato bla bla bla” e tu a quel punto ti metti le dita nelle orecchie e parti a fare “lalalalala”, ci siamo capiti? Ecco, quando la gente ti fa sottilmente notare che sei una nullafacente e che dovresti andare a sfornare figli, torte e ramanzine, tu inizi un po’ a chiederti se la gente non abbia ragione. Fortunatamente, nonostante lo sconforto iniziale, la ragione poi ti torna e capisci che è improbabile che la gente abbia ragione. E insomma oggi ho fatto l’errore di andare a fare la spesa affamata e sono uscita dal supermercato carica di cibo inutile. Quattro salti in padella, birra, grissini, muesli (che mi fa cagare, ma ha un nonsoché di poetico) e patatine. E per sentirmi un po’ bio ho preso pure tre mandaranci. Insomma, un disastro. Ho percorso Verona con passo celere, pensando anche di avere un’aria figa ma poi lo specchio in ascensore (traditore!) mi ha mostrato che avevo torto marcio. Mentre facevo lo slalom fra i turisti mi sono imbattuta in una scenetta strappalacrime. Un barbone con un cane bello ciccione chiedeva la carità e una tizia è andata a comprargli un panzerotto. Il barbone non era affatto entusiasta, sembrava sul punto di tirarle in faccia il panzerotto e di ordinarle qualcos’altro. E invece non è successo, la ragazza si è sentita un’eroina e io, con la fame che avevo poco c’è mancato che chiedessi al barbone un pezzo di panzerotto, considerando che non l’aveva degnato di un’occhiata. E insomma, niente.

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5 pensieri su “E insomma, niente.

    • Cose da V ha detto:

      Ottima definizione, mi piace! Un abbraccio anche a te! Ps: io odio anche chi ha la fissa per sto mese, tipo che mette foto di paesaggi autunnali che nulla hanno a che veder con la realtà…Non so se mi spiego! 😀

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      • Lorenzo Manara ha detto:

        Non so se ricordi il viale alberato di windows xp. Laggente pensa che quello sia l’autunno! Invece l’autunno è cielo grigio e nebbioso, umidità, la pelle appiccicosa, l’ombrello che devi richiuderlo per entrare in auto e poi non ci riesci e ti bagni e fai un gran casino.

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      • Cose da V ha detto:

        Ahaha lo ricordo, sì… Guarda, a me piace che faccia o molto caldo o molto freddo, altrimenti ho un umore di merda. Poi trovo che ottobre sia sopravvalutato, preferisco novembre, quando cala la temperatura e la gente smette di farsi selfie in viali alberati!

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