Sviste d’ammmmore!

A tredici anni, in terza media ho sofferto davvero per amore.

Quando ami follemente, irrazionalmente, senza pretendere nulla in cambio. Ti alzi la mattina, ti vedi un cesso, non vedi l’ora di filare a scuola per incontrarlo. È lui l’amore della tua vita, ne sei certa. Piace a tutte, ma tu ti racconti che lui prima o poi smetterà di vedere le altre, quelle che a tredici anni già hanno le tette pronunciate, sono pettinate bene, si stanno lasciando l’infanzia alle spalle. Tu a confronto sei una dilettante, la regina delle perdenti, la suoretta con la tuta da ginnastica. Sei insomma una sfigata.

Però ci provi lo stesso, non sai che significhi avere dignità. Difendi le tue idee, sei quasi coraggiosa: glielo dici, gli dici che lo ami.

Pensi che nessuna di quelle ragazze lo amerà come hai fatto tu. Forse hai ragione, forse no. Quelle ragazze sono belle, da morire. Tu sei l’anatroccolo, sei quella simpatica, quella che ride, quella che alla fine perde. Tu con lui ti scambi sguardi innocenti, lui ti guarda, non ti prende sul serio, per lui sei un’amica, la migliore di tutte. Ma lui infila la lingua nella bocca di qualcun’altra. Lui accarezza quell’altra.

Tu piangi, vai a casa, i tuoi pensano che ti sei rammollita del tutto, ma come, il mio maschiaccio, la mia bambina, ora si fa le paranoie, ora piange per i ragazzi, ora non vuole più farsi la coda bassa, che è da sfigate. Mamma comprami i jeans, lisciami i capelli, mi stanno di merda, sono brutta. Ma che succede amore, queste cose prima non t’interessavano. Mamma non voglio mettere più quella felpa, voglio una maglia carina, come le altre. Come ti brucia dire “come le altre”. Non sarai mai come loro. “Non sarò mai come loro” pensi, con un po’ di orgoglio. “Dio, come vorrei essere come loro”. Amarezza.

Quelle sono belle, fanno mille moine, lui ci casca, lui ci sta. Mi ha sorriso, mi ha detto che con i capelli sciolti sto meglio. E dai, continua a guardarmi, guardami dentro, vedi cosa provo, vedi che per te farei qualunque cosa. E niente, quello è uno stronzo, per lui sarai sempre l’amica del cuore. Ti racconta delle altre, delle sue delusioni, tu sei lì, lo ascolti, gli dai pure consigli, ti mangi il fegato, ti rode di brutto. Ma che puoi fare. La mattina ti guardi allo specchio, eppure ti vedi un po’ cambiata, perché lui non capisce che ti stai trasformando per lui, che tenti di sbocciare. Arrivi a scuola, lui ti saluta, ti fa un sorriso, ti tremano le gambe, pelle d’oca, occhi lucidi. Quant’è bello, con quello sguardo consapevole, così sicuro.

Passano gli anni, vi rivedete. Lo guardi, forse per la prima volta. Non ti sembra molto cambiato. Tu invece sei cambiata, eccome se lo sei. Ora sei donna, sei più sicura, hai vissuto di più, hai amato per la prima volta come si deve. Gli occhi non sono affatto lucidi, le gambe sono ferme, la tua voce lo è.

Lui ricambia il tuo sguardo… E finalmente pensi, “ma quanto ero cogliona a tredici anni?”.

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