Camminando insolita

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Foto di Francesca Woodman (Presa dal Web)

Oggi mi sentivo formale e avevo voglia di strisciare tra la folla veronese, mischiandomi ai turisti. Così mi sono messa dei pantaloni neri stretti stretti, una maglia color crema con un fiocchetto sulla schiena, che scopriva un po’ di pelle che nessuno avrebbe visto. Poiché avevo anche un cappotto caldo, nero, che ho snobbato per diversi anni. Lasciato solo e pensoso nell’armadio, ignaro del mondo che scorreva fuori. Sapevo tutta di stantio e di noia, questa mattina, mentre giravo la città sentendomi un po’ elegante, quasi cavallerizza con la coda alta e la mia altezza ingombrante. Mi sentivo polverosa e vecchia con gli scarponcini che mi stringevano i piedi e il foulard un po’ da signora legato al collo. Non lo so, oggi mi è girata un po’ così, avevo voglia di risaltare, cosa strana per me, che di solito preferisco rintanarmi. Avevo voglia di sfidare la mattina luminosa che è uscita fuori e il caldo fastidioso autunnale, che ti fa sudare e non sai come affrontarlo. Ho camminato a testa alta, con la coda che andava a ritmo con il mio passo e ogni tanto mi scappava da sorridere per i bei film che mi facevo in testa. Non ho mai esitato, questa mattina, non ho ceduto il passo a nessuno, non mi sono scostata, mi sono finta noncurante. Calpestando Verona con i piedi doloranti e il foulard impregnato di profumo costoso mi sono detta che il look che mi ero scelta aveva un ché di maschile. Gli occhi striati da un velo sottile di matita grigia, le labbra screpolate e le mani fredde, nonostante i raggi del sole premessero su tutto il resto del corpo, lasciandomi tregua solo sulle mani. Non so che mi è preso, stamattina, sapevo un po’ di soldi buttati via per niente e di sigarette umide, per la pioggia caduta i giorni prima. Sapevo di essere diversa, questa mattina, mentre mi guardavo attorno, scoprendo i dettagli di una mattinata inutile, spesa a invecchiarmi, a guardarmi riflessa nelle vetrine di abiti eccessivi, di commesse costrette a sorridere. Io però ho sorriso veramente, perché ero diversa questa mattina e a volte fingere mi fa sentire bene.

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9 pensieri su “Camminando insolita

  1. missiswhite ha detto:

    Ma pétite, assecondare la parte camaleontica della propria natura è divertente, giocoso e didattico: insegna, infatti, a conoscere altri frammenti di sé. Che, prima o poi, mostreranno la loro utilità. Parola di ladra gentilvedova!

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