Quelle sensazioni da sagra

Da bambina avevo un debole per le sagre, soprattutto quelle nei paesini. Il debole è sfumato via intorno ai sedici anni (mai stata precoce, io) quando sei convinta che il mondo non ti capisce (e io mi spiego malissimo, perciò c’avevo ragione), quando sfidi i tuoi, quando pensi che gli amici siano tutto e snobbi un po’ la tua famiglia. Mi vergognavo a farmi vedere in giro con i miei, mi annoiavano i loro discorsetti educativi, a scuola ero brava di mio ma non m’impegnavo più di tanto e i professori pensavano che fosse successo qualcosa di irreparabile a casa (mai sentito parlare di adolescenza?). E insomma, con gli ormoni a mille, le delusioni e la voglia di mettere tutto in discussione tranne me stessa affrontavo la vita perennemente incazzata, piantavo il muso per tutto, frignavo per i fatti miei, ero una palla mortale, più o meno. E con quella “rabbia” lasciavo perdere le piccole cose, troppo semplici per me, poco interessanti. Scivolava via la tradizione, che vedevo come una minaccia, di certo non mi sarei fatta vedere in quelle sagre paesane, io. Recuperata la testa e un po’ di serenità mi sono riavvicinata alla realtà, perché davvero mi chiedo sempre cosa sia meglio della birra gelata con le patatine fritte. Venerdì sera sono uscita con amiche e amici di amici per andare in una sagra, quella dei “santi” che si tiene dalle mie parti. La sensazione che mi danno le sagre è quella di trovarsi a casa e in buona compagnia. Tutti sembrano degli ottimi compagni di chiacchiere profonde e vino bianco più o meno scadente, tutti hanno un’incredibile voglia di vivere. Faceva freddo e io (lo ripeto sempre) che sono freddolosa ero l’unica della combriccola col giubbottone invernale e tutti pensavano che fossi esagerata. Ma poi è calata la temperatura di brutto e mentre loro tremavano io stavo da Dio. E niente, abbiamo mangiato in abbondanza e bevuto in altrettanta abbondanza (ehm, siamo in Friuli, non giudicate). E in queste sagre si ha la sensazione di trovare solo persone genuine, che poi magari le incontri al supermercato e manco ti salutano, ma in sagra sì, sorridono tutti, inebetiti dall’atmosfera che c’è. Finiva ottobre e con lui si alzava un po’ il vento, non quello da neve, ancora, ma faceva pur sempre freddo ed era piacevole starsene fuori. Liberi dai nostri ruoli, frivoli eppure veri, dentro ai cappotti più o meno graziosi, fissandoci e ridendo per niente, stringendo la birra alla zucca fra le mani, aggrappandoci alla sensazione che si sarebbe potuti rimanere così bene per sempre. Finiva ottobre e noi non volevamo lasciarci, un po’ per l’alcol, un po’ perché ce la godevamo un sacco. Restiamo ancora un po’, facciamoci ancora un po’ del bene che domani si riprende a fingere, o forse stavamo già fingendo così? Non m’importava granché, ciò che importava era stare in quel modo, all’aperto eppure al sicuro. Per me l’intensità stava tutta racchiusa nelle nostre mani e nei nostri discorsi, un po’ da bar, un po’ da gente “navigata”. Che fosse magia quella che ci circondava, ci sentivamo davvero sazi, pieni di quella vita notturna che impregna la bocca di parole che suonano sincere, che tanto si possono dire, svelare, che poi l’indomani si ritorna alla solita circostanza…

Annunci

19 pensieri su “Quelle sensazioni da sagra

  1. ricettedacoinquiline ha detto:

    Io, invece, alla sagra del mio paese ci lavoravo! Almeno fin quando non ti accorgi che lì dietro è tutta una mafia e allora io che ho un carattere di merda devo solo andarmene o metto fuoco tutt’cos’! Comunque, si, alle sagre di paese sembra di essere al pranzo domenicale con tutta la famiglia, e invece sei in mezzo a tanti estranei che manco ti guardano in faccia!

    Liked by 1 persona

    • Cose da V ha detto:

      Oddio, qui in Friuli le sagre son patrimonio dell’umanità. Ovviamente io mi riferisco a quelle piccole e poco dispersive. Che siamo in mezzo ad estranei è vero, però ci vai con persone che conosci e con cui ti trovi bene e questo le rende piacevoli (per me). Comunque posso immaginare il tuo odio, non ho mai lavorato ad una sagra, ma mi è capitato di aiutare a qualche “festa” di volontariato e più che altro ho odiato la gente che veniva a mangiare, molto maleducata ecco. Ma io e te non facciamo testo, vista la nostra misantropia 😀

      Liked by 1 persona

      • ricettedacoinquiline ha detto:

        Anche qui, portano soldi per la festa del santo patrono, quindi EVVIVA le sagre XD Esatto, poi il fatto che trovi tante cose tipiche lo rende ancora più buono dal punto di vista dello stomaco e della compagnia XD A parte la gente maleducata – che sta ovunque – ma anche gli adulti che lavorano lì dietro e che si comportano come dei mocciosi, per poco una volta non venivo alle mani con uno di 10 anni più di me XD

        Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...