Belle da morire?

Non giudicare qualcuno per l’aspetto fisico credo sia pressoché impossibile. Lo facciamo tutti, belli e brutti, dal più fessacchiotto al più intelligente, dal più sensibile al più superficiale, anzi, diciamocelo: siamo tutti un po’ superficialotti. I commenti sull’aspetto se son negativi fanno male, nessuno è perfetto, e via così. Perché faccio questa premessa? Perché è facile (s)cadere nella banalità, nel dire quella è diventata anoressica perché voleva essere sempre più magra, somigliare alle modelle, dai piazziamo più donne burrose e chiamiamole curvy, facciamo contente tutte, nessuna esclusa, dalla secchetta a quella abbondante, dalla nana alla stangona… Una vetrina di donne, perché di vetrina si tratta, dalle forme più diverse (e pure di omini, eh) che promuovono questo o quello, che gridano di essere notate per la loro personalità, che sono tutte uguali (ma non credo proprio) e solite storie. Insomma, tutti guardiamo l’aspetto fisico, tutti abbiamo le nostre fisse (chi più, chi meno) ma non tutti i problemi scaturiscono da lì. Certo, io consiglio sempre una cosa: farsi un gran paccone di cazzi propri, perché certe osservazioni se non espressamente richieste, non sono mica necessarie. Parlando per me, qualcuno a caso (il mio dentista) mi dice sempre: ma svelaci il tuo segreto per essere magra, non mangi? No, carino, non mangio un cazzo dalla mattina alla sera, campo d’aria e d’ammmore, anzi, mangio e poi vado a vomitare, oppure boh, devo pensare a un modo creativo per rispondergli. Capite che a volte la gente deve rompere le palle per forza di cose o non è contenta.  A ogni modo, ho dato un’occhiata a un post dell’HuffPost Italia (capirai…) che parlava di una certa Giulia Pezzullo guarita dall’anoressia, se può interessarvi qui l’articolo, ma a colpirmi non è stata la sua storia (che comunque ho letto) bensì un commento di un utente: Ah ma quindi si ammala anche chi non vuole fare la modella? Forse finalmente si inizia a capire che l’anoressia non c’entra nulla col semplice capriccio di essere piú belle?!. Ho pensato: finalmente! Finalmente qualcuno che ragiona. Perché, scusate un attimo, ma pensiamo alla situazione contraria. Una donna/uomo che mangia fino a scoppiare, non lo fa certo per sembrare più bella/o, giusto? Ma niente, noi preferiamo liquidare la cosa con un: quella voleva far la modella, o quella voleva somigliare alla Balti e guarda come s’è ridotta. O peggio: ma mangiati un panino, va! Il fatto è che spesso disagi del genere non sono proprio frutto di mere esigenze estetiche, non sono la rincorsa al corpo perfetto. Nell’articolo leggo: Per loro si trattava soltanto di un problema con il cibo. E ancora: Non si tratta di una preoccupazione estetica, il nostro è un dolore profondo che diventa visibile se dimagrisci molto come nel caso dell’anoressia, oppure rimane invisibile se non c’è variazione di peso. Io ora non voglio fare la morale, ma ho conosciuto qualcuna che in queste situazioni si è cacciata, stress da studio, inadeguatezza generale, il ragazzo che l’ha lasciata e altri fattori scatenanti e non ho mai pensato che queste volessero essere più belle. A dire il vero non ho neppure pensato che con il loro corpo stessero chiedendo aiuto. Ho pensato solo che quel rifiuto verso il cibo fosse un rifiuto verso altro, la paura di affrontare una determinata situazione e via così. Quindi, siamo tutti superficialotti, ma sparare a zero sulla gente come fanno in molti non fa altro che aumentare il disagio di chi sta soffrendo. Dunque io magari, che ho la (s)fortuna di essere quel che sono per semplice costituzione posso anche mandarti a fanculo se parti a dirmi che devo mangiare, ma un altro, o un’altra, che invece è davvero troppo magro/a e si sta consumando per le sue ragioni, quello/a ci soffre sul serio. E consigliare di mangiarsi un panino con la mortazza, ecco, non è che sarà proprio d’aiuto.

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19 pensieri su “Belle da morire?

  1. avvocatolo ha detto:

    Uhm… dici molti concetti sensati. Non so se tu abbia sofferto di qualche disturbo alimentare… io sì e devo dire che anni dopo con la fortuna di esserne uscito posso dire che in giro si dicono davvero un mucchio di stronzate su quei disturbi. Vengono da dentro e finiscono dentro. Quel che succede fuori è solo un effetto collaterale ma non ha nulla a che vedere con l’ossessione che si prova…

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    • Cose da V ha detto:

      No, non ho mai sofferto di disturbi alimentari ma conosco una persona che ne ha sofferto e la gente le diceva “vedi di mangiare, ma mangia eh” convinta che così l’avrebbe aiutata. Ecco, il tuo esempio riassume perfettamente ciò che ho scritto nel post o comunque quello che volevo dire.

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  2. lamelasbacata ha detto:

    Raramente l’anoressia risponde solo ad un mero bisogno estetico, un ideale cui tendere. Dietro e dentro ci sono sempre ossessioni profonde, una rigidità interiore ai limiti dell’ascetismo, la volontà ferrea che sostiene una lotta contro i bisogni naturali. Cosa c’è di più umano e materiale dell’avere fame? Un anoressico ma anche un bulimico, l’altra faccia della medaglia, combatte una battaglia della ragione contro l’istinto ma combatte con sè stesso e alla fine non ci sono vincitori ma solo sconfitti.
    Per chi sta intorno ed assiste a questa autodistruzione è un logorio senza pace.
    ciao mia cara 🙂

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    • Cose da V ha detto:

      Infatti, è proprio stupido o a questo punto “comodo” pensare che queste persone vogliano migliorarsi esteticamente, io non conosco questa malattia, non ho neppure amiche o persone care che ne abbiano sofferto, però persone che conosco sì e appunto i commenti che venivano rivolti a queste persone mi facevano stare male. Il tuo commento mi ha ricordato la Mazzantini in uno dei suoi libri dove affronta l’argomento. Notte cara Mela!

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  3. missiswhite ha detto:

    Abbandono la veletta per qualche minuto, visto che l’argomento è assolutamente serio. Avevo due cugine gemelle, entrambe anoressiche: si nutrivano del loro condividere questa malattia. Malattia, sì. Mortale. A sedici anni, una delle due è morta. Il trauma della perdita è stato sconvolgente eppur rinvigorente per la sorella. Ora è grande, sana, bellissima, sposata e con figli.
    Ho lavorato in un ambulatorio per diversi anni, ho visto diverse ragazze ammalarsi, perdere i denti, avere il fegato ormai incapace di lavorare bene. Adolescenti che avevano paura di vivere, altro che estetica ed emulazione delle modelle!

    Voilà, rimetto la veletta e ti abbraccio, ma petite:*

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    • Cose da V ha detto:

      Non è la prima volta che la morte di un proprio caro scuote l’altro e lo spinge a riprendersi la vita. Comunque io credo che di queste cose bisognerebbe parlarne spesso e invece niente, se ne parla a vanvera, incolpando la televisione e le solite cose. Grazie per esserti tolta la veletta ed avermi raccontato questi episodi, sei proprio brava cara missis!

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