Questioni di sangue

AVVISO: post dai toni altamente polemici, forse esageratamente polemici, forse molto di parte (per motivi diversi dal tema principale del post). Ovviamente chi non fosse d’accordo può dirlo, non me lo mangio mica.

Oggi vorrei ritornare su un argomento che avevo accennato tempo fa: le madri surrogate. Sui giornali è partita una vera e propria crociata contro a questa pratica. Nel giornale Repubblica di oggi si legge «Strasburgo dà la linea “No all’utero in affitto ma più diritti ai gay”» che a me suona come un “siamo dei bigottoni però con la mente aperta, vedi qua che noi i gay li accettiamo”. Ma leggiamo le motivazioni che spingono a opporsi a questa pratica scandalosa. Leggo che la maternità surrogata «compromette la dignità umana della donna dal momento che il suo corpo e le sue funzioni riproduttive sono usati come una merce» Bastaaaaa, basta, basta, con sta storia della merce. Ma santissimo cielo, femministe, una donna potrà fare quello che vuole del suo maledettissimo corpo? Perché sempre a pontificare sull’utilizzo che le donne ne fanno? Non siete stufe? E poi l’ipocrisia di fondo, voi siete qui, per difendere la donna. Ma davvero? La state difendendo o giudicando e condannando per ciò che desidera fare? Non sto a ripetermi sulla storia del pagare una donna affinché porti a termine una gravidanza nel terzo mondo, quello è un discorso a parte che credo chiunque con un briciolo di cervello bocci a priori, senza considerarne pro e contro. Però, veniamo alle vostre motivazioni, sì. Ieri sul Corriere della Sera Elisa Grimi – laureata in filosofia e docente universitaria – ha detto: «Un figlio ha una sola madre, la vita è una grazia che può dare soltanto Dio.» Ho letto bene? La invito a casa mia a bere un caffè, metto su la moka, nella mia cucina, dove non troverà nessuno con il mio stesso sangue e mi spiegherà se Dio ci ha fatto la grazia pure a noi, che, le sembrerà strano: viviamo benissimo! Forse anche meglio di lei, radicata nelle sue convinzioni, dai appelliamoci a Dio quando non sappiamo che cazzo di argomentazioni portare per sostenere la propria tesi. Ma andiamo avanti. Alla docente Grimi viene posta un’altra domanda: «Esiste un limite al di là del quale si deve accettare di non avere un figlio?» La risposta è l’assurdità: «I calcoli umani non sempre vanno in porto, per quanti ausili si possa disporre. Ci siamo abituati a una società in cui il concetto di sacrificio è visto come nemico dell’uomo, come quello di pazienza. Invece sacrificio e pazienza hanno fatto la nostra storia.» Potrei aver frainteso e nel caso sono pronta a scusarmi ma… Una donna sterile non può ricorrere ad altri metodi per avere figli? Deve accettare pazientemente il suo destino? La sua natura? Strano, pensavo che fossimo nel 2015, quasi 2016. Per quanto riguarda l’articolo di oggi, su Repubblica, è presente un’intervista alla regista Cristina Comencini, contraria all’utero in affitto. Come sostiene il suo parere? Così: «La relazione che nasce tra la donna e il bambino durante la gravidanza, una realtà che non si può cancellare, escludere, ignorare.» Sicuramente una motivazione più sensata di quella della dottoressa Grimi ma che comunque mi rende perplessa. Che cosa fa realmente inorridire chi è contrario alle madri surrogate? Certo, io sono obiettiva (si fa per dire…), rifletto sulla differenza tra un legame mamma – bambino reciso per cause di forza maggiore (bambini in adozione) e quello in cui sono le donne a sceglierlo (madri surrogate) eppure continuo a pensare che non sia un metodo barbaro, se si tratta di una libera scelta. Ne discutevo con mia madre e lei mi ha detto che il problema si presenta quando bisogna spiegarlo al bambino. Sapete, detesto fare la sentimentale, ma la penso così: se nella famiglia c’è un rapporto basato sulla sincerità non sarà un problema spiegare al bambino le sue origini, anzi. Quel bambino è stato desiderato, è davvero un crimine questo?

Articolo di Repubblica scritto da Caterina Pasolini, intervista a Cristiana Comencini fatta da Ivan Scalfarotto e intervista sul Corriere a Elisa Grimi fatta da Giusi Fasano.

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11 pensieri su “Questioni di sangue

  1. ysingrinus ha detto:

    Sono schifato: non capire la differenza tra scelta e costrizione ed anzi voler imporre qualcosa in virtú di fantomatiche fondamenta umane, anche a costo di andare contro gli altri principi che difendono tipo l’andare e moltiplicarsi…

    Mi piace

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