Mai far incazzare una donna in pre

Anni fa mandavo giù qualsiasi critica e cercavo di evitare il più possibile polemiche sterili, della serie “okay, c’hai ragione tu, mò levati dalle palle”, complice della mia “omertà” personale era sicuramente la timidezza e una buona dose di insicurezza. Nel momento in cui ti rendi conto di essere adulta, che anche se la cassiera del supermercato ti dà del lei, anche se qualcuno ti dà la mazzata finale chiamandoti “signora”, ecco, nonostante questo in molti pensano che io sia giovanissima, che d’accordo non è che io sia anziana, ma la scuola l’ho finita da un pezzo. Il fatto è che arrivi a un punto in cui sei un’adulta in un mondo di adulti e il famoso “rispetta chi è più grande di te” perde un po’ di senso. Così, anziché arrossire ed evitare discussioni, io non evito proprio nulla, non rimango col capo chino a mormorare “sissignore mea culpa”. Se poi aggiungi che sono in “pre” allora non hai proprio scampo. Oggi stavo col culo poggiato sul regionale, quando arriva il controllore di turno a chiedermi il biglietto. Glielo mostro e lui lo fissa intensamente, manco fosse il Sacro Graal, io inizio a scocciarmi perché si sa che in quel momento ti passa tutta la vita davanti, che anche se sei innocente sei già lì a pentirti di non aver detto addio ai tuoi genitori, visto che passerai il resto dei giorni in galera, o peggio: in un merdoso vagone regionale. Il controllore dopo attenta osservazione del mio biglietto mi fa: non c’è niente che vuole dirmi? Per un folle attimo penso che voglia sapere se c’è qualcosa che non va nella mia vita, poi realizzo che è alquanto improbabile. A quel punto mi girano e di brutto. Gli faccio “prego?”. E lui, alto e sbarbatello, con l’aria di essere il più felice controllore del mondo che sta per vincere il premio per il “controllore del mese” mi lancia un’occhiata e dice: quante volte ha tentato di obliterare il biglietto? Gli faccio guardi che a Verona l’obliteratrice mi ha segnalato errore e ho dovuto timbrare il biglietto in un’altra. (Ah, va detto che il mio biglietto era perfettamente timbrato, privo di sbavature, con la scritta Verona bla bla nitidissima). A quel punto il controllore, da bravo controllore del mese mi fa: doveva rivolgersi al capotreno. Eh? Ho capito bene? Insomma, una persona che sale su un treno di merda, come ogni tot giorni, alla stessa merdosa ora, sborsando sempre la solita cifra, col biglietto timbrato così bene che mi sarei data una pacca sulla spalla per quanto fossi stata brava a timbrarlo… Deve rivolgersi al capotreno? Il controllore decide di troncare la discussione indicandomi un punto a caso del mio biglietto, sostenendo che avessi sbagliato a non farlo sapere al capotreno. Dopodiché se ne va. Mio caro controllore, visto che sei stato tanto simpatico, visto che hai beccato la mia giornata peggiore, che manco se t’impegnavi mi trovavi così seccata, visto che mi devono venire e che ho gli ormoni che t’avrebbero preso a schiaffoni io ho presentato un reclamo a Trenitalia che se finirà nel dimenticatoio mi sentiranno pure loro, e vedremo se ti nomineranno ancora controllore del mese, maledetto.

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63 pensieri su “Mai far incazzare una donna in pre

  1. redbavon ha detto:

    Controll..ati 😉
    Anche i controllori hanno i loro giorni. Se poi il tapino è tutti i giorni così, beh pensa che vita di schifo è essere un o(r)mone ambulante con in testa uno stupido berretto.
    Il recalmo (non è un refuso) è cosa buona et iusta perché i treni regionali – per quel poco che li ho presi e per quel molto che ne sento da amici – sono al limite delle tradotte militari del ’15-’18, con l’aggravante che allora si era in guerra. Alle Ferrovie si diano una calmata con i controllori maleducatamente zelanti e cerchino di dare un servizio tale che il cliente paghi quel biglietto perché ritiene essere un prezzo corretto e non l’ennesimo balzello.
    Controllore: “Signora…Due fiorini!” 😉

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    • Cose da V ha detto:

      Ahahaha! Ho viaggiato su ogni tipo di regionale, alcuni sono quasi moderni (hanno le comesichiamano, le prese per la corrente) che però non funzionano mai. Ma voglio dire, mò pretendiamo pure che funzionino? L’ultima mi è capitata qualche giorno fa. Il controllore (gentile) ci ha detto che nell’altro vagone c’era l’aria condizionata così ci siamo spostati trovando effettivamente l’aria condizionata. Parte il treno e che succede? Spengono l’aria condizionata! Va beh… Comunque sono esperienze di vita non indifferenti.

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