Sarà l’età.

Comunque 24 anni è un’età del cazzo.

A 22/23 anni mi sembrava di collezionare successi, niente di che, ma comunque quelle soddisfazioni che te la fanno credere un po’, poi boom, sono ripiombata nell’adolescenza. 24 anni mi sembrano una seconda adolescenza, solo che non puoi avere sbalzi d’umore giustificabili con “è l’età”, non puoi vivere nell’incertezza, a 24 anni non puoi permetterti quasi nulla (manco i brufoli), sei ancora quella che deve trovare lavoro per l’estate, quella che i mesi invernali si studia, quelle degli stage non retribuiti che a quanto pare vanno di moda pure a 30. Vedi sgretolarsi quelle cose che avevi costruito prima, quell’identità da mostrare al mondo e poi sei sempre un passo indietro agli altri. Quelli decidono e tu nella fretta di stare al passo prendi la decisione sbagliata, ma non è ancora troppo tardi per cambiare idea, e quindi perdi altro tempo a realizzarti, in qualche modo. Faccio fatica a dare dignità a quest’età, a portarmela come si deve, a tenere la testa alta in mezzo a tutta quella sicurezza, a quelle persone già realizzate, già fatte, pronte per stare al mondo. Mi sembra quasi di tornare al liceo, a competere, a farsi valere, a lamentarsi della poca meritocrazia, dei leccaculo e compagnia. Solo che tutte queste lamentele stonano, stridono di brutto, suonano come scuse, solite scuse che mi racconto, ficco la testa sotto alla sabbia, che poi tutto questo fare “gne gne” è solo perché un esame è andato uno schifo, che voglio dire, alle 2 del pomeriggio mi piazzi un esame? Alle due del pomeriggio trovo al massimo la forza per una pennichella, non certo per un test scritto di cui non voglio sapere il risultato almeno fino al prossimo anno. Eh, anche questo, lo puoi dire a 20 anni, ma a 24 non c’è davvero tempo per sbagliare.

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31 pensieri su “Sarà l’età.

  1. An unusual girl ha detto:

    Benvenuta nel club, non sei la sola.
    Io nell’ultimo anno ho compiuto più cambiamenti che in tutta la mia vita, quindi la stabilità non so ancora cosa sia.
    In ogni caso, penso che sia naturale sentirsi così; anzi, a posteriori, posso ormai dire che questo sia il periodo delle maggiori insicurezze, crisi, incertezze e paure. Ti trovi in una sorta di limbo, perché sai di essere vicino al traguardo finale, ma ancora non sai dove esattamente andrai a finire, cosa ti riserverà il futuro.
    Io ho risolto cercando di vivere nel presente.
    Cerco di non stare a guardare dove sono arrivati gli altri.
    Nelle mie giornate, faccio il mio possibile per raggiungere i miei obiettivi, ma senza farmi prendere troppo dalle preoccupazioni.
    Un passo alla volta, so che realizzerò i miei progetti, ma anche se le cose non dovessero andare come desidero, confido nella mia capacità di rialzarmi dopo una crisi.
    E se hai voglia di lamentarti, fallo, perché è liberatorio, ma poi l’importante è agire!
    Boh, oggi mi sento saggia. Spero di averti un po’ confortato…

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    • Cose da V ha detto:

      Hai centrato il punti, anzi i punti. Il limbo, proprio quello. Conoscendomi mi lamenterò all’infinito 😀 Ma sempre agendo, questo sì… Fai bene a sentirti saggia, hai detto delle cose molto sagge 😉

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    • Cose da V ha detto:

      Questo post ha tirato fuori un sacco di perle di saggezza, ovviamente mi riferisco alle vostre. Sì, in effetti passo più tempo a voltarmi e a commentare il passato che a guardare avanti, magari apprezzando il presente…

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