Belle e piene di vita, se lo dice il giornalista…

Ieri ho guardato qualche spizzico di tg, a cena e a pranzo, come succede sempre a casa mia durante i pasti, c’è o il tg o il programma quiz e il tg subito dopo, bene. Insomma, penso che più o meno tutti sappiano dell’incidente del pullman dove sono morte diverse studentesse Erasmus eccetera eccetera. Ecco, ieri ancora non erano certe le vittime, della serie che manco il pullman s’era schiantato che il tg sparava foto delle studentesse all’impazzata, dandole tutte per spacciate. Ma a parte questo, che è il classico vizietto dei giornalisti, ciò che mi ha turbata maggiormente sono state le parole di tutti i giornalisti incaricati di commentare l’accaduto: erano belle, erano brave, amavano la vita… Di una si è detto addirittura che il padre fa il medico, perché sappiamo quanto sia utile per lo spettatore sapere che la vittima del giorno aveva genitori facoltosi. O aveva un bell’aspetto. O sognava di diventare maestra. Intanto gran parte dei dati forniti non erano oggettivi e – di conseguenza – superflui barra inutili. Perché se proprio vuoi impolpare la notizia, renderla più succosa, più vendibile, non ti metti a dire che la ragazza era tanto bella, perché non ha senso, non è un dato che mi aiuta a ricostruire l’accaduto, a vederci chiaro, questa non è un’informazione. Perché allora mi compro Novella 2000 (ammesso che sia ancora in commercio) e mi leggo le baggianate varie. Perché a me che Tizia ha il padre sfondato di soldi e amava vivere, fondamentalmente: non interessa. A me interessa (prendere con le pinze quell’interessa) sapere come è successo, dove è successo, chi è stato coinvolto, perché è successo e quando è successo: tutto il resto è un merdoso sciacallaggio che mi urta il sistema nervoso. Oltretutto vien da chiedersi, ma se le ragazze fossero state delle cozze? Non ci saremmo inteneriti? Avremmo cambiato canale? Al posto della carrellata di fotografie rubate dai social che le ritraggono contente e spensierate (già, perché nelle foto di solito si piange come fontane) cosa avremmo avuto? Un ritratto altrettanto distorto della vittima? Era brutta e odiava vivere e alla fine è morta, pace all’anima sua? Le ragazze erano una più brutta dell’altra… Ma passiamo a notizie più importanti. (?) La ragazza non era bella, era un tipo…  Se proprio dobbiamo arricchire la notizia di dettagli inutili, che siano almeno oggettivi: studiava legge, lavorava in un ristorante, aveva vent’anni. Vi giuro che ogni volta che m’imbatto in articoli o servizi al tg che decantano la bellezza della vittima in questione mi piglia un’orticaria pazzesca.

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25 pensieri su “Belle e piene di vita, se lo dice il giornalista…

  1. romolo giacani ha detto:

    Purtroppo il livello dell’informazione è questo. La cosa che mi turba di più però è un’altra. Chi fa i giornali (o i telegiornali) mette le cose che interessano chi compra (o chi guarda). E lo fanno, di solito, con cognizione di causa, sulla base di ricerche. Il che sta a significare che per quanti ci indigniamo di questa informazione pettegola, che pesca sul torbido invece di informare, ce ne sono molti altri (temo la maggioranza) che va cercando proprio queste cose.

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  2. intempestivoviandante ha detto:

    Pensa che io, in parte per questa ragione (e in parte per altre) non guardo più telegiornali e non leggo più giornali da molto tempo. A volte mi capita di sentirmi in colpa, quasi che stessi sfuggendo a chissà quale realtà. Ma appunto, quale realtà? Me lo chiedo. Non mi sento molto più utile, a leggere avidamente le pagine di cronaca. Forse sbaglio, forse è l’età. Forse non so neanch’io bene cosa è utile o cosa non lo è. Sicuramente però, sapere che le ragazze erano “belle e piene di vita”, per noi non lo è. Quando chiunque muore, spero per lui che abbia vissuto davvero pienamente fino all’ultimo. Ma non possiamo mai davvero saperlo e non ci dice certo nulla riguardo all’incidente. Su altre cose… non so, ho deciso che per il momento vivo meglio sapendo il minimo indispensabile, per dedicare il resto delle energie a rendere la vita più piena possibile a me e a chi ho vicino.

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    • Hadley ha detto:

      Sai che pure io non guardo quasi mai tg e giornali. .. una volta lo facevo ma mi innervosivo e, lo stesso mi succedeva con certi programmi televisivi, ho capito non giovava alla mia salute…tanto le notizie importanti sono comunque sulla bocca di tutti per cui allo scuro non restiamo lo stesso

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    • Cose da V ha detto:

      A me il mondo dell’informazione affascina e mi piacerebbe pure lavorarci, ma quando vedo/sento/leggo certe cose mi sento turbata, mi dispiace vedere la fine che fa l’informazione, gonfiata e distorta per accontentare il pubblico. Infatti, il giornalista che pretende di sapere se la vittima era felice pescando due foto su facebook, d’altra parte se stava in Erasmus era contenta di sicuro… Vaaaa beh, velo pietoso da stendere.

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  3. domenicomortellaro ha detto:

    Io certe cose proprio le detesto, come le domande stupide fatte ai familiari del tipo “Erano felici di essere qui?”
    “No sa signora proprio non lo erano di fare una gita…”
    La banalità del male non è essere felici o meno… è chiederlo!

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  4. An unusual girl ha detto:

    Pure a me queste cose fanno saltare i neuroni.
    Ed è anche per questo che non guardo più la tv e non leggo i giornali.
    Non ignoro i fatti che accadono nel mondo, anzi, mi aggiorno sempre, quando ho del tempo libero, però cerco di farlo dove le notizie vengono distorte e “pompate” il meno possibile, ovvero dove vengono riportati i fatti in maniera oggettiva e concisa.

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    • Cose da V ha detto:

      Io a volte son costretta a guardare i tg perché quando sono a casa i miei li guardano, però sono pessimi, dei veri e propri teatrini… Le sparano troppo grosse, a volte m’imbarazzo guardando i giornalisti D:

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