“Come fai ad avere un orgasmo senza che sembri un luogo comune”? (Impressioni su un film)

e mori con un felafel in mano 01 dia noah taylor

(Scena del film, foto Web)

La citazione del titolo è tratta da “E morì con un felafel in mano”, regia di Richard Lowenstein anno 2001. Si tratta di un film di produzione italo – australiana e Wikipedia (e non solo) me lo classifica come “commedia”.Non saprei, io trovo sia uno dei film più drammatici che abbia visto e non esagero.

Che sia in apparenza leggero, non direi, il film da subito ha chiari intenti drammatici: si apre infatti con la morte di un tizio con in mano un felafel con la salsa che cola, sulle note di Golden Brown degli Stranglers. Già il titolo che svela “tutto” trovo sia una gran trovata (dimenticavo di dire che il film è tratto dall’omonimo libro di  John Birmingham) e per me il film guadagna già mille punti così, con un gigantesco spoiler della trama…

A me, dico la verità, i finali non interessano mai, spesso leggo libri o vedo film di cui conosco già i finali, preferisco di gran lunga gli inizi e in questo caso inizio e fine coincidono, lo spettatore quindi già si aspetta la morte di uno dei personaggi a cui probabilmente si affezionerà.

La trama è di base scarna, il protagonista è un aspirante scrittore di nome Danny, interpretato da Noah Taylor. Danny ha scritto un racconto su un tizio che a forza di masturbarsi si è innamorato della propria mano (l’agghindava e tutto quanto)… Danny è costretto a cambiare appartamento più di 47 volte, continuando a non pagare l’affitto e trovandosi degli strambi inquilini ogni volta: una ragazza lesbica, un tossicodipendente, un omosessuale, una tizia che fa assurdi riti pagani ed è bisessuale, tutte vite che si trascinano apparentemente senza uno scopo preciso, senza reali ambizioni, sullo sfondo di una bella colonna sonora e dialoghi piuttosto particolari.

Il film presenta caratteristiche “kafkiane”: coloro che hanno letto il libro “Il processo” o visto il film troveranno infatti delle scene simili: la giustizia per niente imparziale, personaggi che non hanno diritto di difendersi di fronte alle autorità e via dicendo.

Questo è un film di un’intensità pazzesca, basta guardare l’espressione perennemente malinconica del protagonista per rendersene conto, basta lasciarsi coinvolgere dall’emotività dell’amica di Danny o dall’apatia e dall’apparente assenza di emozioni di una delle inquiline, è anche semplice immedesimarsi nella miserabilità delle loro vite, nei loro fallimenti… E poi il fatto che abbia un gusto così europeo, stile favoloso mondo di Amelie (non per la trama) ma per le immagini vivide, l’accuratezza nell’inquadrare i dettagli, le tipiche musiche dall’aria spensierata ma terribilmente malinconiche… Che dire? Non è un film semplicissimo, nel senso che a tratti ha dell’assurdità, ma pone lo spettatore di fronte a diversi aspetti della vita: sesso e sessualità, droga, amicizia, morte, ma non in modo banale (a mio parere).

Qualche citazione che mi ha colpita, (potrebbero essere considerate spoiler, io nel dubbio vi avviso):

Tu hai una profonda consapevolezza del tuo personaggio. Non hai fiducia in te stesso, però dagli altri la pretendi. Proietti le tue insicurezze su coloro che ti circondano. Rifiuti la felicità perché la ritieni scialba e superficiale. Ti sei convertito al post-modernismo per evitare un pensiero tuo originale. Critichi te stesso perché così cerchi di vanificare le critiche. Desideri ciò che odi e odi ciò che desideri. Devi sempre distruggere ciò che ami di più.

Tu sei troppo sensibile. Senti troppo. Perché devi sempre sentire così tanto?

Sam: Ci sono un sacco di parole per definire una donna che non vuole fare sesso: frigida, inerte, insensibile, fredda. Ma riesci a pensare anche a una sola parola per definire un uomo che non vuole fare sesso?
Danny: Morto?

Volevo farvi notare, che non mi sta affatto bene che accettiate la mia omosessualità senza stupirvi.

 

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50 pensieri su ““Come fai ad avere un orgasmo senza che sembri un luogo comune”? (Impressioni su un film)

  1. Fannes ha detto:

    Vidi questo film un bel po’ di tempo fa, ricordavo la citazione dell’uomo che non vuole fare sesso che è geniale, ma per il resto mi è sembrato un film molto moscio che non mi ha entusiasmato. Forse il libro era meglio 🙂

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    • Cose da V ha detto:

      Anche io la prima volta che lo vidi lo trovai un po’ lento, poi rivedendolo con calma mi piacque proprio quell’aspetto che secondo me era voluto e legato alle esistenze annoiate dei personaggi. Il libro non me lo sono mai procurato D:

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  2. massimolegnani ha detto:

    non so se m’interessa questo film, non ha importanza. quello che mi interessa è la passione con cui ne parli.
    apprezzo chi, come te, non si ferma alla pappa pronta dei bestsellers o dei film dagli incassi stratosferici ma cerca prodotti di nicchia che l’appassionino come un itinerario studiato apposta e non subito dal navigatore.
    ml

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    • Cose da V ha detto:

      Ti ringrazio Massimo, una volta ero più superficiale con i film, ho cominciato ad appassionarmi un po’ di più col tempo, prima ero più da pappa pronta 😀 Ora m’incantano di più i film nell’ombra, un po’ strani, con attori poco conosciuti.

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  3. rossellas ha detto:

    Film che vidi quando uscì al cinema. Ok sì sono vecchia.
    A 17 anni un po’ mi traumatizzò. Rimasi perplessa per un pomeriggio intero. Dovrei riguardalo adesso a 15 anni dalla sua uscita mi sa.

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