La vecchia estate

 

Ad esempio a me piace la strada, con il verde bruciato  magari sul tardi, macchie più scure senza rugiada, con i fichi d’India e le spine dei cardi. (…) Ma come fare non so, sì devo dirlo ma a chi? Se mai qualcuno capirà, sarà senz’altro un altro come me… (Ad esempio a me piace il Sud – Rino Gaetano).

Quando le giornate si allungano sono già in vena d’estate, quando la sera cala piano, con pazienza, c’è quella pace striata nel cielo, il caldo che quasi ha un odore, s’appiccica alla pelle. Cammino sull’asfalto bollente, sul presto, quando tutti cenano, le luci delle case che rassicurano.

Percorro la mia strada preferita, quella che portava allo scivolo, da lì scorgevo le ville più belle, luccicavano e le fissavo avidamente da lontano, la campagna tutt’intorno che quasi prendeva fuoco, respiravo quella libertà, lo scivolo ora non c’è, ci hanno costruito delle case, pensavo fosse un paesaggio intaccabile, quello, pensavo sarebbe rimasto là per sempre, lo scivolo. Quella parvenza d’infanzia aleggia nell’aria, quel profumo di frutta che impregnava le nostre serate e poi veniva notte, e si tornava a casa con la bici. Che fine ha fatto tutto questo, mi chiedo, seduta sull’asfalto, che fine ha fatto l’erba secca che segava le gambe? Ora è tutto così perfetto, le case chiuse nei recinti, come gabbie, ma gli abitanti non l’hanno vista la campagna, com’era, non lo sanno, e lo scivolo maestoso che governava quel posto magico, l’unico gioco, l’unico appiglio. A cosa ci aggrappiamo ora?

Le cene del quartiere, le donne che portavano le torte, la frolla sbriciolata sulle tovaglie di carta, le panche scomode, le nostre chiacchiere. Scorreva l’estate, così accogliente il calore ci teneva vicini, ora tutti a casa propria, il freddo del condizionatore ghiaccia i ricordi, d’estate le porte sono chiuse, non si rimane attaccati alla finestra per godere dell’aria, ora ci si barrica al riparo, dal caldo e dalle emozioni, di che cosa abbiamo paura?

Ad esempio a me piace la strada, quella che raggiungo con pochi passi, quella che porta al campo, che è incolto e se sei scalza ti ferisci, eppure prosegui, mentre t’incanti a pensare e resti a guardare cosa è rimasto di quelle estati.

 

 

 

Annunci

9 pensieri su “La vecchia estate

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...