In cucina poco amore

Quando sono da sola a casa succede che divento così:

Ne approfitto per consigliarvi nuovamente questo film (Little Miss Sunshine), perché è troppo figo. Detto ciò, quando sono sola o improvviso balletti o faccio tentativi in cucina, scegliendo ricette già di loro facilissime e levando la maggior parte degli ingredienti e dei passaggi più contorti.

A me riesce male pure una pasta aglio olio e peperoncino, brucio i sofficini (una volta li avevo messi a cuocere nell’olio bollente e nel mentre facevo le parole crociate, intanto quelli prendevano fuoco). O brucio il cibo o la roba non è cotta abbastanza e quando sono da sola preferisco prendere cibo pronto e poco sano, ecco perché con alte probabilità non arriverò ai trent’anni.  Una sera volevo preparare una cena romantica al mio (ex) ragazzo, ma non sapevo da dove iniziare… Così presi quei noti spaghettini  in brodo della Star, che dovrebbero rappresentare un piatto cinese (o giappo, che ne so) e due hamburger surgelati. In compenso illuminai la cucina con candele alla vaniglia nauseabonde di mia madre e disegnai una faccina sorridente con il ketchup sui rispettivi hamburger… Terribilmente romantico.

Una cosa che mi dà l’idea di saper cucinare è il soffritto. Ma quello pronto, surgelato, sminuzzato, non quelle terribili cipolle che poi piangi per due giorni, no. Il fatto che stia lì a sfrigolare beatamente mi fa sentire una chef. E poi i mestoli di legno. Cioè, sono degli strumenti pazzeschi, che stai lì a mescolare qualsiasi cosa e ti senti capacissima… Il mio problema è la distrazione ma pure la pigrizia. L’idea di seguire tutti i passaggi, di stare attenta ai fornelli, maneggiare coltelli… Certe volte immagino la mia vita futura: io in veranda sorseggiando tè freddo e un uomo a caso che mi serve da mangiare. Ecco perché il mio uomo ideale deve saper cucinare, assolutamente. Certo se poi per lui la donna ideale deve saper cucinare ecco che siamo fottuti entrambi.

 

 

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43 pensieri su “In cucina poco amore

  1. Gintoki ha detto:

    A me piace cucinare ma la cosa richiede un sacco di tempo oltre che per un singolo piatto sporco tre pentole, 4 piatti, 6 posate, un appartamento.

    Poi mi piace anche provare ricette, ma richiedono tutti ingredienti che utilizzati una volta non utilizzi (e non esistono micro dosi per micro piatti single), quindi a volte prendo le ricette e vado per sottrazione…

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  2. intempestivoviandante ha detto:

    Tra tutti i lavori di casa cucinare è quello che mi dispiace meno, ma non posso dire di avere questa gran passione. Me la cavo. Mi piace un po’ di più cucinare quando ci sono ospiti e sbizzarrirmi in piatti particolari. Nella vita di tutti i giorni, se il marito o il figlio grande (che fa l’alberghiero) mi sostituiscono per me va più che bene! 🙂

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  3. ysingrinus ha detto:

    In realtà so fare molto piú di quanto non creda.
    Ma le posate di legno le uso per qualsiasi cosa. Anche e soprattutto per cercare di avviare eliche che hanno bisogno di spinte senza rischiare di farmi troppo male alle dita (in realtà se conosco la velocità delle eliche uso le mani senza problemi. L’estate scorsa ero diventato rapido e preciso come un gatto ninja per come infilavo le mani nel ventilatore per dare botte extra alle pale già in movimento).
    Io mangio molto riso in bianco con sale olio e pepe. Questo è tipo il piatto piú buono cui possa aspirare in casa.

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