La prima birra

La prima birra della serata si butta giù quasi subito, non appena il boccale tocca il legno del tavolo dopo il brindisi iniziano le chiacchiere, quasi avessimo aspettato le birre per aprire le “danze”. Lunghe sorsate, quasi a berla per sete. E poi le confidenze, ma per parlarvi davvero avrei bisogno più di qualche sorsata, per rispondere a quel come stai con sincerità, ma forse sì sto bene davvero in quel momento, in realtà nonostante le risate abbiamo tutti i volti velati da malinconia, seppur sottile, appena accennata, ma la mandiamo giù, assieme alla birra fredda, che ci fa chiudere quella giornata pesante in bellezza. La banalità delle chiacchiere iniziali, poi si fanno più intense, quando l’alcol aiuta a sciogliere le inibizioni, ci si apre di più, si va oltre il raccontare la propria giornata. Ma sebbene si abbia voglia di sfogare le frustrazioni della settimana si sceglie di tacere, ascoltare, cambiare argomento. Perché quelle ferite restano in profondità, nessuno vuole piagnucolare, non sprechiamo quelle ore preziose attorno al tavolo lamentandoci, ridiamoci sopra. Ho gli occhi lucidi per il troppo ridere, avevo bisogno di vuotare il sacco, ma non l’ho fatto, eppure sono stata meglio, forse è stato così anche per loro. E allora altri giri, altri brindisi, chiacchiere più spinte, alcune quasi cattive. Ma le paure sono rimaste solo sullo sfondo, non hanno preso il sopravvento, nessuno vuole conoscere le nostre paure, perché scavare se ti sto offrendo la mia superficie? Rimaniamo così, quasi inebetiti da tanta spensieratezza, cambiamo posto, cambiamo discorso. Rimaniamo persone facili, persone semplici, l’apparenza a volte ci salva la pelle. Ma poi incrocio uno sguardo, più attento, come uno scossone, come un risveglio dal torpore che mi ero costruita, uno sguardo che va oltre, che non cede al mio sorriso, ma nessuno lascia cadere la maschera, io non riesco a sostenerlo, i miei occhi guardano altrove, scelgo di salvare l’apparenza e propongo un altro giro.

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46 pensieri su “La prima birra

  1. lamelasbacata ha detto:

    È una sorta di pudore che prende dentro, un tanto non importa detto come sfida a se stessi (invece cazzo se importa!) poi un incrocio di sguardi fa quasi rompere gli argini e buttare il riserbo alle ortiche. Non era il momento giusto, tieni ancora dentro ma non far incancrenire. Prima o poi sarà tempo di far uscire e stare meglio 😘

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  2. missiswhite ha detto:

    Ma petite, una sana bevuta in compagnia ci ricorda che esiste la leggerezza, la levità di una serata allegra, una risata che smorza, anche solo per un attimo, la grevità di uno sguardo. Uno spazio senza pensieri, senza fronti corrucciate, senza labbra piegate all’ingiù.
    Solo per il tempo di un’altra birra, et pourquoi pas? Poi, si torna a combattere.
    Bisous alla mia V…..

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    • Cose da V ha detto:

      Missis!!! Che bello rileggerti, sei vedova di parola tu! Hai ragione, in realtà più che di parlare avevo bisogno di birrette e di non pensare qualche ora, come capita a tutti! Spero di rileggere qualcosa di tuo, lo spero tanto :*

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  3. D. (Cercatoredifavole) ha detto:

    Ho sempre pensato che la leggerezza sia un concetto sopravvalutato. O meglio, qualcuno mi ha condotto verso questo pensiero. Perché, sebbene sia necessaria ogni tanto per respirare, non riempiremo mai i nostri polmoni alla massima capacità senza quell’unico sguardo che fa crollare le nostre difese e ruba tutto l’ossigeno residuo. In quel modo, saremo costretti a gonfiare al massimo la nostra gabbia toracica. E allora i nostri polmoni peseranno e saranno pieni di aria.
    Un po’ quello che è successo a me leggendo questo post, mi è piaciuto molto e mi ha permesso di immedesimarmi. Grazie. 🙂

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    • Cose da V ha detto:

      Grazie a te:) Sì, anche secondo me la leggerezza è sopravvalutata, ci sta, ma troppa svuota e non lascia nulla. Preferisco i discorsi che riempiono e le persone attente alle nostre sensazioni, che capiscono e leniscono. Purtroppo sono rare, ovviamente anche le birre in compagnia fanno bene, ma solo in quel momento!

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  4. unabirraplease ha detto:

    Spettacolo! Cercavo blog simili al mio, il tuo non lo è ma quest’articolo ha in comune la partenza: le mie sono ipotetiche conversazioni davanti ad una birra, quelle con un po’ di curiosità ed un po’ di parole disinibite.

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