Fatti insignificanti

amèlie

(Amélie)

Una volta all’anno circa, a volte manco quella, il mondo mi sorride.

Quindi fatti banalissimi mi sembrano pazzeschi. Tipo che becco il semaforo verde e mi faccio dei filmoni assurdi: ad esempio, quando una massa di sfigati sta lì due ore ad aspettare che diventi verde, no e magari sono pure in ritardo e poi arriva il fortunato di turno che cammina con passo celere e come per magia il semaforo diventa verde e lui passa noncurante, ma si rende conto di quanto è fortunato? Mi chiedo, ha idea di che figata sia? Ed è capitato pure a me, arrivo e scatta il verde e io ho un esame di lì a poco, quindi mi va proprio di lusso. Oggi mi è andata di lusso, davvero. La gente si fermava alle strisce per farmi passare, mi lasciava libero il passaggio nelle strettoie (che io non sono robusta ma inspiegabilmente ingombro peggio di un armadio) e a una certa pensavo di essere una gnocca stratosferica, così appena ne ho avuto l’occasione mi sono specchiata furtivamente, con nonchalance e no, niente, impressione mia. Entro in panificio, ordino due robe, la signora mi sorride felice “ecco a te il tuo fantastico krapfen e la tua magica pizzetta”. Che forse avrei dovuto interpretarlo tipo così “eccoti il krapfen e la pizzetta, ingorda che non sei altro”, ma preferisco pensarla positivamente, pensare di starle simpatica ecco. Poi l’esame, ecco che mi capitano le domande che pensavo sarebbero capitate, cazzo, na roba del genere mai successa prima. E lì nell’aula termino il mio scritto alla velocità della luce. Oh, mi sento na miracolata. Faccio per consegnare ma sorge un problema, per abbandonare l’aula devo far alzare la “collega” a fianco. La prof mi guarda e fa “psst, scavalchi”… No, scusa, siccome sta lumaca ci mette venti ore per scrivere due righe devo scavalcare? Mi avvalgo quindi della facoltà di non rispondere (fingendo di non aver sentito) ma la prof si pianta davanti al banco: non è che riesce a scavalcare? Valuto la situazione: silenzio tombale, aula piena, persone che dovrò vedere per altri due mesi (circa). Ne val la pena? Rischiare di cadere davanti a tutti per non far alzare la collega dal culo pesante? Guardo la prof, il mio cervello lavora come non mai: prof, ho paura di ammazzarmi, ammetto. Un po’ mi costa ammetterlo ma sincerità, sempre e comunque. La prof lancia un’occhiata incredula alle mie gambe chilometriche, convinta che potrei saltare staccionate e fare acrobazie e poi scoppia a ridere, come una pazza. Strabuzzo gli occhi e faccio alzare la collega culo pesante senza tante cerimonie e me ne vado soddisfatta.

Purtroppo con questi fatti inutili non è che si possano intavolare conversazioni al bar, non è che se una mia amica mi chiede come è andata la giornata posso dirle “ho trovato il semaforo verde”, mentre lei magari ha trovato l’amore della sua vita, nel mentre. Quando viene il proprio turno per raccontarsi, non è che posso buttare lì un “ho trovato una commessa cortese”, cioè… Capite che a nessuno frega se qualche estraneo è stato gentile o ha sorriso o si è fermato per farti passare anziché investirti con l’auto… Però davvero, oggi mi sono sentita come la fastidiosa ma dolcissima Amélie nel suo favoloso fasullo mondo.

 

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26 pensieri su “Fatti insignificanti

  1. Bloom2489 ha detto:

    Condivido il terrore di scavalcare i banchi. Riguardo il senso di onnipotenza quando si arriva e il semaforo diventa verde… Vuoi mettere con il fatto che non ti rinfaccerà mai che non era verde davvero e ti eri solo illusa? Altro che amore della vita!

    Mi piace

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