Oltre al sogno la beffa

 

Main16

(Questa foto mi ha uccisa.)

No, ma fatemi capire.

I sogni son desideri, giusto? Lo diceva Cenerentola o la fata Smemorina (o era turchina?), comunque io ci credevo.

E invece?

I sogni sono la realtà, per quanto mi riguarda. Anzi, il passato, quello più becero di tutti.

Possibile che io vada a coricarmi, senza neppur aver mangiato la giornaliera terrina di pop corn (quindi niente di pesante sullo stomaco) e che senza alcun pensiero mi ritrovi a fare un sogno… Così realistico e crudele?

Alle medie (ma ne avevo già parlato) amavo follemente quello che si definiva il mio migliore amico. Io a detta sua ero per lui come una sorella: ma che bello! che felicità! Sono quasi convinta di aver inventato io (inconsapevolmente) la Friendzone. In realtà all’epoca non è che pensassi ai baci, figuriamoci a robe più spinte. A me piaceva e mi bastava parlarci. Diciamo che mi sarebbe bastata anche un’altra cosa, un dettaglio del tutto irrilevante… Che non fosse innamorato della mia migliore amica. Lui amava lei, lei amava lui e a tredici anni si misero insieme, contenti come due Pasque. Oh, io questo tizio l’avrò rivisto sì e no quattro volte dopo le medie (ora posso permettermi di essere noncurante circa il mio triste passato, per questo lo chiamerò “tizio” con tono indifferente, quasi disgustato) e vi GIURO che non l’ho mai stalkerato su Facebook né pensato, salvo rare volte. Ricordo ancora quando mi lanciò un bigliettino in cui si dichiarava… Oh mio Dio, pensai. Finalmente potrò essere felice! Gli risposi in modo distaccato, fingendo di non aver ben inteso il concetto. E sapete cosa successe? Il biglietto era per lei, la mia compagna di banco, la mia migliore amica… “Ma sei scema, era per A”. Ah. A volte penso che se ho superato quell’episodio, posso davvero superare qualsiasi difficoltà.

Per lui piansi davvero tutte le mie lacrime, il mio cuore divenne un gigantesco masso, una roccia. Non fui in più in grado di amare nessuno, persi ogni fiducia nell’amore… No va beh, esagero. Fatto sta che stanotte, ignara di tutto, l’ho sognato. Stavo camminando rilassata lungo le vie del mio “quartiere” quando ecco un’auto accostare… Ma chi cazzo è. Era lui. Un bel sorrisone stampato in faccia. Oh mio Dio, eccomi lì, cresciuta, vissuta, piena di esperienze (se va beh)… Io e lui di nuovo insieme a ridere e a scherzare (di fare altro manco a parlarne) ma io so che nel sogno tutto andrà diversamente. Lui si dichiarerà, finalmente faremo… Senti, ma A è libera? Siete ancora amiche? 

Mai risveglio fu più amaro.

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70 pensieri su “Oltre al sogno la beffa

  1. An unusual girl ha detto:

    Anche io ho alle spalle una storia simile. Alle elementari mi innamorai follemente di un mio compagno di classe.
    Quando lo confessai alle mie compagne, mi incitarono a fare un puzzle con dei quadratini di carta con su scritto le lettere: “C H I T I P I A C E ?”.
    Io non volevo, perché temevo di sembrare infantile (?) e di non piacergli più dopo quel gesto, ma le mie amiche insistettero e alla fine lo feci.
    Rimasi in classe, in attesa di una sua risposta.
    Quando lo vidi entrare, appallottolare il mio puzzle, gettarlo nel cestino con un gesto deciso e andarsene, mi sentii mancare l’aria.
    Lo stesso giorno, durante una lezione, mentre la maestra era uscita, io mi alzai dal banco, andai verso di lui e gli chiesi spiegazioni, senza riuscire a trattenere le lacrime di dolore ed incurante del fatto che i miei compagni stessero vedendo tutta la scena…
    Sono sempre stata una ragazza emotiva.

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    • Cose da V ha detto:

      Sai che ti dico? Almeno siamo coraggiose. Che poi magari ne siamo uscite umiliate ci può stare, ma almeno ci abbiamo provato. Anche io mi dichiarai a lui e va beh, sono sopravvissuta. Almeno abbiamo pianto per qualcosa di reale, pensa a tutti quelli che non hanno il coraggio di dichiararsi, io da ragazzina ero coraggiosa. Anzi, ero più coraggiosa che ora 😀

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  2. massimolegnani ha detto:

    ma non è walt disney il regista dei sogni, semmai freud 🙂
    probabilmente rivivere la delusione dei tredicianni (che hai raccontato in modo ironico e toccante) aveva una funzione simbolica e liberatoria.
    ml

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