On the road

Martedì e mercoledì (ieri) sono stata in Croazia con mia madre perché aveva un’altra “importante” operazione ai denti/bocca e si sa che in Croazia i tempi sono brevi, i costi più bassi, l’assistenza migliore. Ma soprattutto alla macchinetta del caffè puoi prenderti tutto quello che vuoi gratis.

Unico difetto di una clinica croata? Trovi tutti italiani.

Io a dirvela tutta ho deciso di far compagnia a mia madre nonostante l’esame imminente (domani) più per un mio tornaconto che per bontà. Mi sono detta, posso approfittare e farmi il primo bagno della stagione estiva, che manca poco che finisce. E poi in Croazia il mare fa una gola pazzesca. Così ho portato via il costume, asciugamano (mia madre idem) con un certo ottimismo. Ho portato pure i libri per l’esame, visto che in clinica ci avrei passato molte ore ma alla fine mi sono letta metà “Il buio oltre la siepe” limitandomi solo ad evidenziare oziosamente qualche concetto dei testi d’esame.

Io e mia madre abbiamo soggiornato in un albergo una notte. Abbiamo prenotato e giustamente solo DOPO abbiamo letto le recensioni: terrificanti. In realtà l’unica cosa che mi ha allarmata di brutto è stato il commento “scarsa colazione”, lì proprio mi sono sentita perduta per sempre. L’albergo invece malgrado le recensioni sconfortanti si è rivelato pulito e confortevole ma ahimè con una colazione davvero deprimente.

La sera passata in Croazia per consumare un umile pasto in una zona balneare con mia madre lamentosa e dolorante, io alla guida della Lancetta che sudavo mille camicie (io odio guidare quando non so dove andare, quindi quasi sempre visto il mio inesistente senso dell’orientamento) è stata tutto sommato piacevole. Io volevo mangiare piatti gustosi e ricercati o almeno un panino con l’hamburger ma mia madre poteva “mangiare” solo zuppe , ci siamo accomodate nel peggior posto per turisti della cittadina balneare, accanto alla costa. Gente, la Croazia è ferma agli anni 80 e credo che questo sia terribilmente affascinante. C’ero già stata, anni fa, beh a dire il vero non so come fosse negli anni 80 ma a me ha dato questa impressione. Le pubblicità dei cartelloni, il vestiario dei camerieri, le tovaglie dei ristoranti, tutto era vecchio e stantio e mi è venuta una nostalgia pazzesca. Stavo con gli occhi lucidi a fissare i passanti, l’acqua all’ora del tramonto e mi veniva da piangere. Mia madre pensava mi mancasse l’ex fidanzato, a volte è triste che riduciamo sempre e tutto all’amore. Io non pensavo all’ex fidanzato o agli uomini, pensavo a quanto quel paesaggio mi emozionasse, i bagnanti felici e tutto quanto.

Il giorno dopo ho infilato il costume sotto ai vestiti e ho pregato che mia madre uscisse dal secondo giorno di operazione in buono stato, così da potermi buttare dal primo scoglio che mi capitava a tiro. Ma mia madre che è pure parecchio commediante non stava proprio al top, le ho comunque lanciato una frecciatina “e anche oggi, niente bagno”, degna di un’adolescente complessata (cosa che una persona è per il resto della sua vita, diciamocelo). Siamo tornate a casa a passo di lumaca con la mia guida da pensionata in autostrada.

Mi spiace di aver dimenticato per l’ennesima volta la memory card della digitale, portandomi però la digitale, così non ho scattato manco uno straccio di foto, a parte col cellulare, ma sono venute orrende.

In tutto questo, non volendo scrivere un post a parte ma volendo comunque scriverlo ho visto grazie al wifi dell’hotel il film “Carol” credo del 2015. I dialoghi li ho trovati un tantino banali, la Cate Blanchett strafiga, ma sprecata, tutta smorfie da femme fatale per due ore di film e l’altra attrice un mix tra Winona Ryder da giovane e la Keira Comesichiama. Tuttavia un film abbastanza scorrevole, anche se non mi è rimasto nel cuore.

Ecco tutto.

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27 pensieri su “On the road

  1. ricettedacoinquiline ha detto:

    Recensione delle giornate, letteralmente! Comunque, Il buio oltre la siepe è un libro meraviglioso, io ho avuto la fortuna di comprare l’edizione limitata *-*
    Io non sono mai stata in Croazia ma la mia zia/nonna (una parentela bizzarra, ma è la moglie del fratello di mia nonna, io l’ho sempre chiamata zia, ma lei diceva che la dovevo chiamare nonna quando morì mia nonna – la mia bis, tra l’altro) è croata e io ho sempre desiderato andare a visitare i posti dove ha vissuto da piccola. Lei li descriveva sempre con affetto perché scappo prima della seconda guerra mondiale, quindi la ricordava selvaggia!
    Carol, invece, non l’ho visto 😦

    Mi piace

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