Luce

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A volte vorrei che gli altri riuscissero a vedere quello che vedo io.

Me ne sto muta, il cuore che manca poco che scoppi, lo stomaco si chiude.

Fisso lo scorcio che mi si para davanti, quello spicchio di fiume davanti a me, gli alberi sradicati dalla tempesta, ora c’è un sole che brucia la pelle. Indosso gli abiti “da casa”, i pantaloncini corti e larghi, la maglietta da pallavolo della terza media. Porto le scarpe perché c’è la terra da attraversare, faccio questo piccolo sacrificio per godere di quel posto, un posto che sembro conoscere solo io. Eppure cresce il grano da quelle parti. Le scarpe affondano in quella terra friabile, qua e là chiazze d’acqua che sopravvivono a fatica. Ma tanto c’è il fiume, ma perché nessuno viene mai da queste parti? Gli insetti mi pizzicano le gambe senza sosta, affamati, mi gratto fino a far uscire sangue. Non ho certo gambe presentabili di questi tempi: graffi, lividi neri e punture di zanzare. L’erba è urticante, non trovo sollievo fisico, mi limito a riempire la testa di immagini vere, mi impediscono di pensare al dolore. Sono sporca, il caldo mi fa sudare, porto sempre qui le mie bestie, perché ci sono tanti alberi.

Nessuno viene in questo posto. Tiro i legni nel fiume, guardo il cane tuffarsi, vorrei seguirlo, ma non è il fiume dove ci si può bagnare, è il fiume che scorre dalle mie parti, accanto al treno. Qui c’è davvero tutto, in un posto di tremila persone che non vale la pena conoscere trovi piccole meraviglie, basta avere un occhio attento, scrupoloso, basta sapersi commuovere.

Sono così sciatta quando scovo questi luoghi, così intimi che non serve abbellirsi. Eppure so che i miei occhi luccicano per il piacere, bastano quelli a farmi star bene, perché nessuno capisce la bellezza di questo posto?

Mi ferisce che nessuno sappia, allevierebbe la sofferenza delle giornate poter ammirare, qui c’è un verde che ha dell’incredibile, dove c’è acqua la vita è rigogliosa, puoi concederti di trattenere il fiato per un momento.

Scorro assieme a quel fiume, la corrente forte che ripulisce. Non sembra fare fatica. La mia stanchezza, il caldo, tutto svanisce, perfino il grigio che mi accompagna sembra arrendersi di fronte a quei colori. Perché nessun altro ne ha bisogno? Qui l’estate è in piena, le sagome si fondono per il calore, i contorni sono ormai sfocati.

Vengo qui, trovo pace, nessuno sa, nessuno mi trova, non posso fare a meno di sorridere.

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19 pensieri su “Luce

  1. lamelasbacata ha detto:

    Ci sono angoli segreti che fanno tremare il cuore quando li riconosciamo, come ci appartenessimo da sempre e stessimo semplicemente tornando a casa. Sono luoghi nostri, nessuno ne saprebbe comprendere la bellezza nello stesso modo, intenso e viscerale. Sono nostri. 😘

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