Ottobre sta finendo e un mese di merda se ne va

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La sentite quest’aria frizzatina, il naso che si arrossa e cola (bleah), la sciarpa di lana che pizzica, la cuffia di lana che vi strizza le tempie?

Si sta avvicinando Novembre!!!

Il mio mese preferito. Anche se l’ho deciso in questo momento che è il mio mese preferito. Perché riflettendoci il periodo più bello dell’anno per me è quello che precede e comprende il Natale. Ci ficco anche il 26 dicembre perché in quel giorno è tradizione andare al cinema, guardare un film brutto (NON CINEPANETTONI, sia ben chiaro che quei dementi non meritano manco un centesimo) e strafogarsi di pop corn.

Però appunto, dicembre come mese in fin dei conti è banale, novembre invece è già una scelta più seria, più studiata. E poi ci leviamo dai coglioni ottobre, che detto fra noi è stato un mese non merdoso… Dippiù.

Comunque, in realtà qui cuffie di lana e sciarpe di lana sono ancora troppo pesanti. Perché come accennavo poco fa, ottobre è stato un mese merdoso (e lo è ancora) sia per una serie di ragioni che non elencherò qui, ma che potrei benissimo elencare seduta su un lettino dallo psicanalista, sia per il meteo altalenante. Io comunque ho un tossone spaventoso, segno che ottobre è un mese veramente del cazzo, con un clima idiota e insensato. Perciò confido in novembre, con tutto il mio cuore.

Prima di tutto perché non ho vestiti per affrontare altre giornate come quella di oggi o quelle passate. Secondo… Secondo continuo a non avere vestiti.

E dunque dicevo, novembre. Un mese che per me è già natalizio e questa è una cosa che io ripeto sempre e da sempre, giusto per infastidire le persone, in questo caso voi affezionati lettori.

Io amo il Natale e a novembre tutto assume già una sfumatura più festosa. In effetti fosse per me si potrebbe già addobbare casa e invece si aspetta sempre l’8 dicembre, che poi manco il tempo di mettere le tende con le renne in cucina che già è ora di levarle. Quando avrò casa mia, da SOLA, lascerò la casa tutta natalizia per tutto l’anno, primo perché sarò troppo pigra per levare tutto, secondo perché faccio schifo.

Comunque, ho comprato una cover natalizia per il mio telefono, perché il maglione natalizio dell’anno scorso non era sufficiente.

In molti mi danno della cinica, qualcuno mi ha anche dato dell’insensibile, cosa che io trovo terribilmente offensiva visto che nel giro di un secondo provo una vastissima gamma di emozioni (tutte contrastanti tra loro).

Ma se fossi cinica non amerei il Natale.

E pure Halloween va benissimo, visto che si parla di caramelle e dolcetti. E anche di morti, ma va beh.

Insomma, ho già una gran voglia di ossessionare tutti che sta arrivando il Natale, a casa mia ci sono già i primi cioccolatini sul tavolo e okay, basta. Attendo almeno metà novembre per scartavetrarvele con la storia del Natale.

Se ci sono fissati come me, che tutto l’anno fanno il muso e poi appena vedono un panettone al supermercato (magari dimenticato dall’anno prima, schiaffato tra un materassino per il mare e la colomba pasquale) si commuovono… Beh, sappiate che vi voglio bene.

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Elenco di tre giorni stringati a Praga

  • Gran parte del personale di locali, negozi e via dicendo parla in italiano.  Molti lo parlano meglio di certi italiani. Se parlate inglese meglio, se conoscete pure il ceco allora vi va di lusso.
  • Il personale di locali, negozi e via dicendo sembra (quasi) sempre distaccato e a tratti scazzato. Credo sia una loro caratteristica, in realtà in molti erano super gentili.
  • Se avete carenza d’affetto potrete o mangiare dolcetti a tutto spiano oppure andare sul ponte San Carlo (meraviglioso) e abbracciare i tizi col cartello “Free Hugs”. Oppure fare entrambe le cose.
  • Vanno per la maggiore dei dolci tipici locali che trovate nei baldacchini, in centro. Sono (lo apprendo ora su internet) i “manicotti di Boemia”. Sono dei dolcetti cilindrici, puoi scegliere se consumarli così, se infilarci il gelato o la Nutella. Metterò una foto per farvi capire meglio. Buoni!
  • Vanno per la maggiore gioiellerie che vendono gioielli in ambra o cristalli di Boemia.
  • A me le gioiellerie non interessano.
  • Nei mini market ci sono tanti alimenti alla cannabis. Poi non ho capito cosa ci sia realmente dentro, se sia uno scherzo o che, mi è sembrato curioso. Ma magari io timida e ignorante campagnola (pff) non mi sono accorta che certe diavolerie ci sono ovunque. Non lo so, attendo delucidazioni in merito.
  • I prezzi sono abbastanza onesti, ma è pur sempre una capitale.
  • Io che i fine settimana lavoro in un ristorante ho fatto caso ad alcune cose. Ad esempio se tu hai il bicchiere vuoto si materializza subito un cameriere che te lo porta via alla velocità della luce. Non so cosa dica il galateo a riguardo, io lo trovo un po’ angosciante. I vassoi li ho visti utilizzare raramente e sul tavolo non ci sono (quasi mai) tovaglie. Troverete un contenitore con tovaglioli e posate su ogni tavolino. Più le salse.
  • Il caffè espresso non è buono nelle catene tipo Costa Caffè e menate varie (io da giovane adoravo Starbucks, ma tutti abbiamo le nostre debolezze): se siete caffè – dipendenti prendetelo nelle bettole appiccicate alle stazioni metro. Vi assicuro che più squallido è il locale più il caffè è buono. Anche in Italia trovo che spesso sia così.
  • Il cibo non mi è piaciuto un granché, prevale la carne. A me la carne piace, ma in quei tre giorni non ne ho mangiata molta. La zuppa di Gulash servita nel pane è buona ma pesante, però secondo me è curiosa e va provata.
  • Se portate la macchina fotografica digitale sappiate che 4 giga non vi basteranno. Io ero convinta di sì, che fossero pure troppi. Il secondo giorno avevo la memoria piena e ho dovuto smettere di fotografare ogni minchiata… Toh guarda, un piccione ceco: clic clic.
  • L’Hotel dove abbiamo alloggiato offriva il servizio taxi a 680 Corone Ceche (tipo 25 euri) per trasportare i passeggeri dall’aeroporto all’hotel e viceversa. Sinceramente non so se convenga o meno perché non viaggio mai in tassì e non conosco le tariffe, ma ero con la mia famiglia e ne ho approfittato. Ovviamente 680 Corone in tutto. Certo se l’hotel fa questa cosa carina ma poi il wifi in camera non prende mi manda un po’ in bestia ma d’accordo.
  • Ci sono molti negozietti che vendono cioccolato. E anche la birra al cioccolato.
  • Se volete visitare il castello di Praga pigliate la metro e scendete alla fermata “Hradcanskà”, seguite le indicazioni per il castello (c’è il disegnino sul cartello) vi porterà a un’entrata dove c’è molta meno coda rispetto a quella principale. Ci sarà la polizia o quel che è a controllare se trasportiate armi e a giudicare se siete belli abbastanza per visitare il castello.
  • Pagherete il biglietto per visitare bene bene la cattedrale di San Vito e altre aree del castello, se siete senza quattrini oppure volete conservarli per mangiarvi lo stinco di maiale avrete comunque accesso a molte aree del castello. Vi dirò che secondo me merita pagare il biglietto, perché la cattedrale al suo interno è davvero mozzafiato.
  • Sempre nell’area del castello c’è il Vicolo D’Oro: molto grazioso, a mio parere, anche quello accessibile col biglietto.
  • Per tornare alla stazione della metro senza dover camminare, visti i polpacci doloranti perché non fate mai attività fisica e avete il culo pesante come il piombo (ma finalmente rassodato) potrete prendere il  tram linea 22.
  • Io in realtà preferisco camminare, so che sembra una barzelletta ma mi pesa più il culo a dover cambiare linea alla metro.
  • Praga è molto “amica degli animali”, ho visto solo cani educati in giro, più educati di me e forse anche più puliti. C’è un’area sotto al ponte San Carlo chiamata “Kampa”(isola di Kampa), un’area turistica dove è possibile liberare i cani. In molte zone verdi ci sono dei distributori di sacchetti, così il vostro cane potrà espletare con spensieratezza. Ovviamente per quanto i cani siano educati non raccoglieranno i loro escrementi da sé, ma dovrete farlo voi.
  • I miei cani erano a casa, in Friuli.
  • C’è un’area che se ricordo bene era sempre l’isola di Kampa, ma il mio senso dell’orientamento fa pena, dove ci sono cigni, piccioni, anatre in quantità industriali. Non è che potete andare lì e impallinarli eh, però potrete scattare foto a tutto spiano perché si lasciano avvicinare senza problemi. Quella zona avrebbe fatto la felicità di Hitchcock e chi capisce ha la mia stima e se non capisce camperà lo stesso.
  • Secondo me a Praga amano il nudo, perché ho trovato diverse statue che facevano prendere aria al pisello o che mostravano il didietro con indifferenza. E non parlo di statue antiche.
  • Statue, ho detto statue.
  • C’è il quartiere ebraico abbastanza suggestivo, la Sinagoga spagnola merita.
  • C’è la Casa Danzante: per ammirare il panorama dall’alto della Casa Danzante dovrete consumare qualcosa al bar.
  • C’è Piazza Venceslao con tutti i negozi e le robbbe più commerciali.
  • C’è l’Orologio Astronomico (fichissimo!)
  • Sicuramente ho dimenticato di elencare le cose principali o più importanti o qualche chicca. Purtroppo sono una fotografa scarsa, ma qualche scatto ve lo lascio lo stesso.
  •  Vi lascio anche i link di due articoli su Praga che ho letto prima di partire: Resoconto di Romolo e Quanta storia a Praga di Giusy. E ringrazio anche scrittore5 – 5 per i preziosi consigli!

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Cronologie

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Foto da qui

– Le mie cronologie quando mi devono venire –

YouTube, cronologia:

Ricette dolcetti facili.

Fritti.

Ricette dolcetti facili.

Ricette salate.

Ricette cibo etnico.

Ricette dolcetti facili.

Ricette dolcetti facili da fare con bambini.

Ricette che perfino un bambino di 5 anni saprebbe fare.

Ricette che ho quasi 25 anni e queste cose le so fare, dai.

Ricette a prova di bambino.

Cuccioli di cane giocano.

Cuccioli di Pastore Tedesco giocano con la mamma.

Cuccioli simpatici.

I dieci video più divertenti di Welsh Corgi.

Welsh Corgi si tuffano.

Ricette senza forno.

Ricette veloci e facilissime.

The Power of Love – Motel Connection

(Consigliati) The Power of Love – Celine Dion

(Ascoltati) The Power of love – Celine Dion

(Riascoltati) The Power of love – Celine Dion: cause I’m your laaaaaadyyy and you’re my maaaan

Google, cronologia:

Film d’amore finiti male

Film drammatici

Storie d’amore impossibili

Film che fanno piangere

Commedie romantiche

Commedie romantiche senza lieto fine

Frigo di casa propria:

Dolci

Dolci

Dolci

Basta, ho la nausea di tutti questi dolci.

Patatine ce ne sono?

No.

Perché quella volta al supermercato ci sono andata senza fame e ho snobbato il reparto di salato dopo che avevo svaligiato quello di dolci.

La vita fa schifo.

YouTube, di nuovo:

Ricette di patatine come quelle del sacchetto

Ma dai, ma chi voglio prendere per il cul!

Per coloro che sono arrivate alla fine dell’elenco, lascio un mio vecchio post da leggere, adatto al sanguinoso periodo del mese.

Con affetto!

Stereotipi di stagione

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(Foto Web)

Stringo le mani attorno alla tazza di tè caldo, per un attimo scotta, poi il sollievo. Le dita intirizzite si arrossano. Raccolgo una goccia scura che cola giù dal bordo, rimane sospesa per un attimo, indecisa se lasciarsi andare. Addolcisco le prime giornate grigie e a tratti ventose guardando lo zucchero rimasto sul fondo, scaccia via l’amaro del tè e alleggerisce l’umore. Il freddo è piacevole se poi c’è conforto, il piumino caldo, le fiamme nella stufa che rischiarano, i foulard pregni di profumo riposti nel cassetto, troppo leggeri per queste temperature, i primi geli che schiacciano gli odori, niente è pesante, il vento spazza via i ricordi più densi, secca le lacrime. Il vento non è mai gentile, ti scuote e ti lascia nuda. Il vento è una scossa, un invito a cambiare, a non restare ferma. Ti sveste dai rimpianti, ti dà una certa carica, ti senti viva nel mezzo della gente, gli occhi sono due pozze in cui annegare il dolore, mando giù un sorso di tè, esco nel freddo, la notte cala prima, i desideri vibrano nell’aria. Il freddo che mette a tacere la natura, quella riposa per qualche tempo, lontana dai rumori volgari, dalle chiacchiere senza peso, si rintana per qualche tempo, nel suo guscio tiepido, lontana dal mormorare della gente, solo un silenzio che sa di musica, che culla e dà pace, accarezza la natura che chissà cosa tiene in serbo. Guardo le macchie che il tè scuro ha lasciato lungo la tazza, strofino le dita sulla ceramica, s’appiccicano, col cucchiaino scavo nello zucchero umido, ne raccolgo un po’, lascio che addolcisca quest’atmosfera tesa. Tutto è più delicato, eppure questo tempo è spietato, passa e divora, non ti lascia neppure un granello, è arrogante il vento che graffia un po’ il volto, ma bisogna goderne, riderne, si sa che il vento rende folli. Mando giù questo tè bollente e con lui le giornate e i loro umori tetri, una tazza di tè che lenisce le ferite, cura il malcontento generale, tanto poi ci pensa il vento a ripulire tutto.