Harry Potter e la maledizione… Del sequel!

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E niente, qualche tempo fa ho ceduto alla tentazione.

Ho visto Harry Potter e la maledizione dell’erede alla Coop, avete presente l’aria triste che assumono i libri buttati senza sentimento sugli scaffali del supermercato? Che hanno spesso etichette giganti (a volte più di una sullo stesso libro) con scritto sconto del 15%? Oppure  i best seller con quella copertina cicciotta che costano sempre tot euro virgola 99 centesimi. E probabilmente non li compreresti manco se costassero 99 centesimi.

Poi ci sono quelli che vanno tanto ora che cominciano tutti allo stesso modo: “la ragazza del…”. Che dù palle!

E niente, io ho visto Harry Potter in quel mucchio e ho pensato ai miei 7 libri della saga che ho a casa, a quanto volessero un fratellino, un nascituro di cui occuparsi… E io li ho accontentati.

E quindi eccomi qui, dopo aver letto nel giro di poche ore l’ultimo Harry Potter.

Lo consiglierei?

Ma che me frega, a me in tasca non ci viene nulla tanto.

Io l’ho comprato perché ero morbosamente curiosa. E poi sono un’inguaribile nostalgica.

Il problema è solo uno. Non aspettatevi niente di che. O meglio, non aspettatevi il mondo tanto amato di Harry Potter.

Perché sebbene i personaggi (quelli sopravvissuti, perlomeno, visto che la Rowling ne ha fatti fuori a iosa, tra l’altro accoppava sempre i miei preferiti, prima Sirius, poi Silente, poi Fred Weasley) dicevo, sebbene si ritrovino certi personaggi (e, ovviamente i tre protagonisti della saga) l’atmosfera è andata perduta. Avrei voluto utilizzare un termine più forte rispetto a “perduta” ma parlando di Harry Potter mi pigliava un po’ male.

Il libro è diviso in due parti ma non si tratta di un romanzo, bensì di un’opera teatrale, di conseguenza ci sono solo dialoghi. L’umorismo che caratterizzava i personaggi e i dialoghi della saga è del tutto assente.

I tre protagonisti (Harry, Hermione e Ron) qui non sono affatto la parte principale della storia, a leggerli oltretutto non sembrano manco loro. Che okay che nella vita s’invecchia, ma hanno perso tutta la loro verve.

Direi che è quasi un’altra storia, non fosse per le ambientazioni, i nomi famigliari, certi personaggi secondari che sbucano in alcune pagine. Tra l’altro qualche personaggio – nonostante l’edizione sia sempre Salani – mantiene il cognome originale (in inglese), quindi chi – come me – ha letto la saga in italiano si troverà un tantino spiazzato.

Veniamo però alla storia, in sé. Il libro è incentrato sul figlio di Harry Potter e di Ginny Weasley: Albus.

Albus deve farei i conti con la popolarità del padre, che poi il lettore si ricorderà che il povero Harry a scuola era un infelice sfigato, no?

Poi per carità, ha ucciso il mago più cattivo di tutti i tempi, ma poraccio, solo dopo che a scuola non andava più, quindi capirai il tempismo.

Vi ricorderete l’ultimo (odioso) capitolo del settimo libro? Dove tutti e tre sono adulti e con prole?

Il piccolo Albus chiede al padre: «E se divento un Serpeverde?»

Da lì in qualche modo riprende la storia, scopriremo a quale Casa è stato assegnato Albus, il rapporto con il padre, le amicizie che coltiverà e così via.

Ritroveremo personaggi che mai avremmo immaginato così “importanti” in un ottavo libro.

La storia è una sorta di “Sliding doors”, che cosa sarebbe successo se Tizio non avesse sposato Tizia e così via.

Sinceramente qualche punto è banale, ma i due protagonisti (già, perché come avevo anticipato i protagonisti non sono i tre maghetti della saga originaria) sono ben caratterizzati e questo mi ha reso la storia simpatica, sebbene sia assurda per certi (molti!) versi.

Non so se sia una scelta studiata, quella di evitare un approfondimento dei personaggi principali della saga concentrandosi su altri personaggi (vecchi) e creandone di nuovi. Nel senso, evitiamo di infangare la memoria del lettore lasciando da parte i protagonisti che tanto il pubblico ha amato e soddisfiamo le curiosità del lettore svelando dettagli su altri personaggi.

Ma allora che senso ha sto sequel?

Non ha alcun senso, se non quello di vendere facendola credere un po’ al lettore ingenuo.  E poi è stato realizzato per uno spettacolo teatrale.

Io personalmente ero più o meno consapevole a ciò che andavo incontro e non mi sono stupita né amareggiata leggendo questo libro, però ripeto: non aspettatevi un ottavo capitolo. Questo è proprio un altro libro, che non continua un bel ficco secco, che tratta di altri personaggi (pur famigliari a Harry) e lo fa in modo diverso rispetto allo stile della Rowling.

Si ri – famigliarizza con i personaggi originari verso la fine, dove Harry sembra ritornare in sé, dove semplicemente i tre amici (adulti) hanno maggiore spazio.

Concludo dicendo che avrei preferito un “prequel”, perché nella saga mi piacevano molto quei tuffi nel passato, soprattutto quando riguardavano le paturnie del povero Piton. E sì, ritroverete anche lui!

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15 pensieri su “Harry Potter e la maledizione… Del sequel!

  1. ricettedacoinquiline ha detto:

    Ma è vero che ci sta la frase di Harry ad Albus “Non ti avrei mai voluto come figlio” o una cosa del genere? Io non ho ceduto, non lo compro, non lo voglio regalato, se me lo regalano lo vado a cambiare perché alla Rowling non voglio dare più una lira bucata. Sono ancora incazzata nera per l’ultimo film (porca miseria tieni talmente tanti di quei soldi che potresti andare sul set e urlare IOOOOO HO SCRITTO HARRY POTTER E IOOOOO DECIDO COSA FARE” e invece no, lo fai sputtanare dal quarto film fino all’ottavo, meno male che al cinema ci so andata solo una volta o forse due pe’ ste schifezze) e quindi lei non si beccherà più una lira da (x2)
    Poi mi hanno detto altre cose assurde e stupide che succedono, perché ovviamente la curiosità di sapere che succedeva ce l’avevo, ma MAMMA MIA mi viene voglia di fare un rogo di libri

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    • Cose da V ha detto:

      Aspettavo un tuo commento sopra le righe ahaha! A ogni modo, noto che se i libri non interessano spoileri come niente e fai bene, io lo faccio sempre. Quindi posso spoilerarti un po’ di cose che non compromettono troppo la “sorpresa”? Intanto sì, Harry – adulto dice a suo figlio così, per poi giustificarsi verso la fine del libro dicendo che lui non ha avuto un padre e quindi non sa come comportarsi. Ma te l’ha prescritto il medico di fare figli??? Poi una chicca… Voldemort senza naso, in pratica viene ripresa la presa per il culo cinematografica a Voldemort, assente nella saga o_O Poi parole come “nerd”… Una tragedia. Però scorrevole eh.

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