Vagone

Sei seduta sul treno, le cuffie alle orecchie, le gambe accavallate, delle volte un po’ scomposta, la schiena schiacciata sul sedile lurido del vagone, quante teste si sono appoggiate, nel vagone si respira sempre male, i pensieri di tutti come una nube densa di fumo, i cazzi di chi non sa tacere, li vengono a sapere tutti gli ospiti del vagone, il volume di un telefonino è al massimo, alzo quello dell’ipod, si mastica il rumore, lo fa a pezzi, mi rilasso così, i polpacci dolenti, ho camminato tutto il giorno, gli stivaletti comodi mi danno comunque noia. Avverto quel grumo di sozzume per terra, tutte quelle scarpe sporche che calpestano lo stesso punto, tutte quelle storie che si scontrano, forse abbiamo storie simili. Forse soffriamo per cose simili. Non lo saprò mai, perché non le ascolto, sono assorta nella musica, certe volte mi viene la pelle d’oca. Sale qualcuno che ha un buon profumo, di quello costoso, di quello che è ben confezionato sotto alle feste, passa e rimane solo una lieve sfumatura nell’aria viziata del vagone. In questo vagone c’è un caldo torrido, mi sciolgo dentro al mio maglione, percepisco l’insofferenza generale, ma io sono quasi rilassata, due ore per non pensare al male, due ore per decidere cosa sognare. Poi ecco un ricordo, c’è un momento della giornata in cui un ricordo buono dà sollievo, è un attimo, perché non resta a tenermi compagnia, se ne va troppo presto. E siamo una folla dall’aria stanca, io ho i capelli che risentono dell’umidità, li ho lasciati sciolti oggi, non è stata una buona idea. Alcune persone invece sono così in ordine, hanno un aspetto curato, io quasi mi vergogno della mia aria sfatta in mezzo a certa compostezza. C’è un momento della giornata in cui un ricordo intenso s’insinua fra le dita, giù per lo stomaco, tra le gambe. Il piacere forte di un ricordo mozza il fiato. C’è chi scende dal vagone, finisce di condividere quello spazio ristretto con estranei, eppure siamo tutti legati da quelle ore costretti insieme, certe volte gli sguardi si incrociano per poi cadere subito, certe volte fissiamo fuori dal finestrino, i campi scorrono, non si inquadrano i dettagli, scivolano via veloci. C’è un momento della giornata silenzioso che viene intaccato da un ricordo vivido, c’è una persona che scava nella mente, lascia ricordi come briciole, ti sfamano per un attimo, sono quei ricordi buoni che svaniscono subito. Ma nel mezzo della folla ti viene da sorridere, è un momento della giornata, che riempie e poi ti priva, ti scuote un attimo, sei appiccicata al sedile, non trattieni il sorriso che forse è simile a una smorfia, perché slitta via subito il ricordo, è un supplizio, rimane così poco. Ma forse basta quel momento, tra facce cupe, espressioni che sembrano assenti e tu che nella folla sorridi per un secondo e per un attimo tutto passa.

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(Foto Web)

Trovo che questa sia una frase d’effetto bellissima, per quanto sia banale. La frase è tratta da un pezzo di Uomini di Mare o Teste Mobili, non l’ho capito, comunque è un vecchio pezzo rap.

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45 pensieri su “Vagone

  1. ivano f ha detto:

    E pensa se qualcuno coglie proprio il momento di quel tuo sorriso spontaneo, ti vede sorridere e sorride anche lui, contento per te – e magari prova a immaginarsi il motivo… Senza saperlo potresti aver impreziosito attimi altrui…
    Ogni bene

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  2. Zeus ha detto:

    A chi pensi o a cosa pensi… scontata, ma comunque bella come domanda.
    Il treno è traumatico, sporco, infido e rumoroso. Il problema è che mi causa sonno e mi fa pensare e quando penso è un momento molto strano.

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    • Cose da V ha detto:

      infatti, a me piace come domanda! Il treno dipende dall’orario, dalla tratta, se lo devi prendere ogni giorno. A me piace viaggiare in treno quando non c’è troppa gente e quella volta a settimana. Se dovessi andarci tutti i giorni e a orari di punta… NO

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      • Zeus ha detto:

        Io ci andavo tutti i giorni quando andavo all’università (tempi che furono… ahhhh… che bei tempi). Adesso non uso più molto il treno, giusto qualche vacanza ecco. Se no bici o auto, dipende cosa devo fare.

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      • Cose da V ha detto:

        A me l’unica cosa che scoccia del treno (beh non proprio l’unica) è dover fare il cambio, mi scoccia da morire. L’ultimo anno di triennale anche io prendevo il treno (quasi) tutti i giorni ma era tipo un’ora ed era piacevole. Invece non ho mai viaggiato sulle Frecce, esperienza che prima o poi farò!

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  3. Andy ha detto:

    Mi è sembrato di leggere uno dei racconti di Tabucchi (perché spesso i suoi libri sono, in realtà, più racconti). Un bellissimo flusso descrittivo di pensieri, sensazioni e immagini. Chapeau

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