Neve e estate, ricordi

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(Foto da qui)

Ricordo lo strato di neve, compatta, avere paura di calpestarla, impronta volgare di vecchi scarponi di seconda mano. Ricordo le tute da sci, sebbene abitassimo in campagna. Era la vigilia di Natale e c’eravamo proprio tutti, oggi qualche posto rimane vuoto, il tuo lo è ormai da tempo, rimane intatto il ricordo della neve fitta che cade, i nasi appiccicati alle finestre, l’alito caldo sui vetri, disegnare sogni con le mani, cancellare, rifare. Le nostre madri ci coprivano, sciarpe di lana calde fatte a mano, guanti che si inzuppavano con la neve e mentre tutti si riscaldavano nelle case, luci accese che feriscono chi è più solo, noi stavamo fuori, nella notte, si giocava nella neve, in quel quartiere che ricordo immenso e senza fine, ora è una piccola realtà e la neve ha smesso di cadere.

Ricordo quando il caldo non era una scusa per stare fermi, si pedalava veloce, le giornate esplodevano per il calore, i gomiti sbucciati, le ginocchia striate di rosso vivo, i capelli appiccicati alla fronte. La piscina con il ghiaccio e le bibite a rinfrescarsi, le panche di legno, la tavola con la frittura croccante, mia nonna e la sua friggitrice, patate sottili e grumi di sale sul fondo della terrina, le canzonette estive. La torta del panificio, con quella frolla un po’ insapore, le birre nelle bottiglie per i grandi. E chi aveva fretta di diventare adulto e perdersi quella magia? La notte che calava gentile, lasciando brividi di sollievo sulle pelli abbronzate, ma tanto si correva ancora, si correva sempre.

L’albero decorato e mio nonno che si vestiva da Babbo Natale, è così facile ingannare i bambini, è così facile essere piccoli. Eravamo in tanti, a ciascuno diversi regali, dentro al sacco nero gigante, quel Babbo Natale dall’aria così famigliare consegnava i presenti, sapeva tutti i nostri nomi, l’emozione quando arrivava il proprio turno, un grazie sussurrato piano e poi lontano a scartare il pacchetto.

L’odore degli spray anti zanzare, l’erba umida sotto ai piedi, l’altalena nel mezzo del giardino, quel verde smeraldo e scuro della notte. Un bacio frettoloso sulle guance, un buon compleanno biascicato velocemente e poi via a giocare, ogni minuto prezioso, ogni minuto era vita intensa. Ricordo i cani di mia nonna, i suoi gatti spelacchiati, ogni giorno animali nuovi.

Ricordo mia nonna, il volto cupo e la smorfia, il taglio sempre corto, quella cucina che odorava di fumo. Il latte a bollire, quella patina bianca che mi faceva rivoltare lo stomaco. Ricordo mia nonna, quella parigina finita nell’ostile campagna del Friuli, ricordo quel volto scuro e insoddisfatto. Ricordo l’amore con cui curava il suo gatto malato.

Ricordo di non averti voluto molto bene, ma ogni tanto ti penso, se tu avessi resistito oggi saresti stata così soddisfatta della tua famiglia, anticonvenzionale come lo eri tu, sboccata come lo eri tu e anche molto fiera.

Siamo cresciuti bene, siamo belli, non lo so se siamo tristi, c’è sempre un velo di malinconia in tutti noi, quando mi guardo attorno.

Ti ricordo nonna, raramente, senza amore, ma ti ricordo. Eri ostile e fredda, dura come la tua erre francese e i tuoi modi poco ortodossi, eppure oggi saresti soddisfatta dei nostri volti cresciuti.

Oggi sei solo un pretesto per scrivere del passato, ti ricordo, una bestia solitaria che però ci accoglieva come una madre, forse hai asciugato molte lacrime.

Hai deciso di farla finita anni fa, perché nessuno ha asciugato le tue, di lacrime?

Credo tu abbia sbagliato, perché se tu avessi resistito a questa vita oggi saresti soddisfatta di vederci ancora insieme. Ogni tanto ti ricordo, rivedo i ciliegi maestosi nel tuo orto, mi rivedo bambina nel tuo cortile. Ogni tanto ricordo e sorrido, un poco.

 

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17 pensieri su “Neve e estate, ricordi

    • Cose da V ha detto:

      Sì forse è un post crudo, l’ho scritto proprio perché non avevo un forte attaccamento a mia nonna e quindi ho cercato di ritrarla con lucidità. Mi piace scrivere su di lei perché era davvero una donna particolare.

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    • Cose da V ha detto:

      Lo so Tiz, hai ragione. Infatti non la incolpo per le sue scelte, semplicemente credo che si sia persa molto, ma non voglio giudicarla male per la sua scelta, ognuno affronta o non affronta la vita come meglio crede.

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  1. lamelasbacata ha detto:

    Sei sicura che non sia soddisfatta di te? Ora, in questo momento? Qualcosa di chi ci ha segnato, di chi abbiamo amato, magari inconsapevolmente, di chi ci ha amato senza farsene accorgere, rimane, sempre.

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    • Cose da V ha detto:

      Fatico sempre a pensare ai morti come presenti, è un mio limite, forse perché non ho mai perso qualcuno di veramente caro e quindi non ho bisogno di crederlo. Però tu come sempre hai centrato il punto “chi ci ha amato senza farsene accorgere”, credo che sia azzeccato per mia nonna, lei era molto burbera ma anche profonda.

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    • Cose da V ha detto:

      Ti dico la verità, ieri è morto il nonno di due mie amiche e loro avevano un forte legame con lui, cosa che io con i miei nonni non ho mai avuto (mentre con tutto il resto della famiglia sì) ma solo per questioni logistiche. Quando i miei non c’erano stavo da mia zia che abita attaccata a me, quindi lei era un po’ la nonna (sebbene sia giovane). Così ho voluto scrivere per la seconda volta di mia nonna, che per me non ha mai rappresentato molto, ma l’ho sempre stimata per via del suo carattere e dell’essere poco nonnina amorevole. Per me è quasi una figura letteraria.

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      • Zeus ha detto:

        Ho notato l’aspetto “figura letteraria” e anche il primo “poco nonnina amorevole”.
        In effetti si hanno memorie strane con i nonni… da me è l’odore del ragù (anche se non sono emiliano/bolognese o chicchessia) e le lasagne (come sopra). O certe piccolezze.

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      • Cose da V ha detto:

        La mia non sapeva cucinare come Dio comanda, per fortuna invece ho mia madre che è un’ottima cuoca. Comunque dipende dal rapporto che si ha, vedo molte persone amare i propri nonni come fossero i loro genitori e forse in molte famiglie succede proprio così. Insomma, ognuno ha i suoi ricordi, ora però mi è venuta fame : D

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      • Zeus ha detto:

        Ehehehehe… in realtà non cucinava come Io comando (ahah) ma è l’odore del cibo quello che mi fa venire in mente certe cose.
        Strano eh? 🙂

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  2. massimolegnani ha detto:

    sai cosa c’è di bello (e tanto) in questo brano? l’essere anacronistico, cioè fuori dal tempo, e universale, tanto che la tua infanzia può coincidere con la mia infanzia (e cene corrono di anni di differenza tra noi!). E questo non significa che hai usato luoghi comuni o meglio sono luoghi (dell’anima) comuni a tutti, nel senso più bello del termine. Sì, è un brano personale dal profumo universale, che anche un parente fuori dal coro come tua nonna l’abbiamo avuto tutti e se non l’abbiamo avuto ci prendiamo il ricordo di tua nonna in prestito.
    un sorriso
    ml

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    • Cose da V ha detto:

      ti ringrazio… Io ho avuto davvero una gran bell’infanzia, passata perlopiù fuori a giocare e non chiusa in casa e con le grandi cene di famiglia… Sono contenta che ti ci rivedi e che sia semplice immedesimarsi in questo brano (di vita vera), grazie davvero.

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