“La vita di Adele”, una semplice storia d’amore (?)

“La vita di Adele” è un film che a quanto pare è piaciuto a molti: ho letto solo critiche positive a riguardo.

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E francamente non concepisco tutto questo entusiasmo, addirittura persone che lo definiscono un capolavoro… Ma ritornerò sulle mie perplessità più in là.

Ieri lo hanno dato in televisione e così ho deciso di vederlo.

Il film racconta la storia d’amore e di passione tra due ragazze: Adele, una giovane liceale, ed Emma, una studentessa al quarto anno di Belle Arti.

Adele dopo aver scaricato un tizio che non la coinvolge più di tanto sessualmente (e soprattutto mentalmente ) accetta di trascorrere la serata in un locale gay assieme al suo migliore amico.

Lì un po’ spaesata, gira per il locale fino a quando incontra una ragazza dai capelli blu, Emma, che da subito la colpisce molto. Le due chiacchierano per un po’ e si rincontrano fuori da scuola, attirandosi gli sguardi e le critiche delle “amiche” di Adele.

Abbastanza interessante il litigio tra Adele e la bulletta (che in teoria era sua amica). La bulletta infatti accusa Adele di essere lesbica e si mostra disgustata per averle permesso di trascorrere la notte a casa sua tempo prima.

Nel frattempo Adele ed Emma iniziano la loro storia d’amore.

Emma è una ragazza sicura di sé, molto dolce ed eccentrica. Inoltre è un’artista. Un giorno, dopo l’amore con Adele, decide di ritrarre la sua amante nuda mentre fuma una sigaretta…

Ed è subito Jack e Rose in Titanic.

La classica furbata di film e libri.. Prendi una tizia, le tingi i capelli di blu, le fai nominare due pittori ed eccola qua: una super artista alternativa.

Insomma, la storia d’amore prosegue tra alti e bassi, tra le insicurezze di Adele, mostre d’arte, un tradimento…

Vediamo le due protagoniste crescere e maturare, soprattutto Adele che è più giovane e insicura di Emma, già realizzata e consapevole.

Vediamo le rispettive famiglie, contrapposte, diverse. Quella di Emma è aperta mentalmente, mentre quella di Adele è più “limitata”, tant’è che Adele non si confida con i genitori sulla sua storia d’amore.

A ogni modo, questo film non mi è piaciuto. Le scene di sesso troppo lunghe, le ragazze ovviamente sono belle da vedere altrimenti dubito che il film avrebbe funzionato… E per carità ci sta. Ci stanno le scene di sesso, ma senza tutta quella bellezza ostentata il film avrebbe avuto il medesimo successo?

Forse sì, forse no.

I dialoghi sono un po’ piatti, l’attrice che interpreta Adele invece l’ho trovata molto credibile.

L’espressione spesso persa, il disagio nello stare con gli amici della sua ragazza, le fitte di gelosia che in certi momenti prova: l’attrice rende bene il tutto e credo sia quasi l’unica cosa che mi sia piaciuta del film.

Perché questo film è piaciuto così tanto al pubblico?

Non è niente di eccezionale (parere mio, s’intende): è una storia d’amore che parte bene, poi prende una brutta piega, poi finisce e ognuna va per la sua strada.

Direi quasi banale.

Però… Però è una storia d’amore tra due ragazze.

Si può definire banale una storia d’amore tra due ragazze al giorno d’oggi?

Per quanto mi riguarda sì, perché per me francamente le persone possono farsi chi caspita vogliono.

Capisco che nel 2017 ci siano ancora un sacco di pregiudizi sull’omosessualità e che quindi un amore tra due persone dello stesso sesso può creare più – come dire – impatto sullo spettatore (in fin dei conti è stupido negare che siamo più abituati a vedere “l’eterosessualità”) e che magari il regista è stato anche “coraggioso” (o paraculo?) a mettere in scena la tematica in modo esplicito, però io giudico questo film obiettivamente, e questo film non è niente di che.

Diciamo che potrei giudicarlo un inno all’amore e alla libertà d’amare e perché no, di amarsi pubblicamente: nel film infatti c’è un continuo “ostentare” l’amore nei luoghi pubblici, al bar, alle manifestazioni e così via.

Inoltre l’amore non viene etichettato. Lo spettatore non pensa per forza di cose che Adele sia lesbica, tant’è che si concede durante il film a diversi uomini. Potrebbe significare che Adele deve ancora maturare, che è alla ricerca della propria identità… Oppure semplicemente che Adele è innamorata di Emma e non dobbiamo per forza catalogarla per i suoi gusti, il che secondo me sarebbe un bel punto su cui riflettere.

Il problema qual è? Che certe volte ho come l’impressione che un amore per così dire meno convenzionale faccia più breccia nel cuore della gente.

Il film non mi ha emozionata, tranne forse in una scena dove Adele guarda Emma con curiosità e desiderio per la prima volta: le due sono in un parco e il regista inquadra un accenno di pelle di Emma e l’espressione incantata e bramosa di Adele.

In quella scena è reso bene il fascino (anche solo estetico) che Emma esercita sulla protagonista.

Detto ciò, non consiglio né sconsiglio questo film, forse l’avrei apprezzato di più in giovane età (ma il film è uscito nel 2013) o forse sto diventando troppo cinica o magari devo solo prenderlo per quello che è: un banale film per adolescenti.

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44 pensieri su ““La vita di Adele”, una semplice storia d’amore (?)

    • Cose da V ha detto:

      Ma è sempre così. Su fb una persona giudica una coppia perché mette sempre selfie pucci pucci. Lo fa una coppia gay, allora sono fantastici. (Perdona la banalità dell’esempio). Idem per i matrimoni. Uno dice che i matrimoni sono idioti (la faccio breve). Ma se a sposarsi sono due gay allora è fichissimo. Fermo restando che tutti devono avere il diritto di sposarsi eccetera eccetera, sia chiaro. Io mi lamento dell’incoerenza.

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  1. Moon That Never Sets ha detto:

    Non ho mai visto il film e non so se lo guarderò mai (odio le cose troppo sdolcinate), però mi trovo d’accordo con te riguardo l’incoerenza. Tra l’altro, viviamo in una società in cui l’omosessualità ormai è cosa di tutti i giorni, non ci si dovrebbe più nemmeno fare caso… E invece non è così. Ci facciamo sopra i film quando prima nessuno ci avrebbe mai neanche pensato, mille manifestazioni… Praticamente lo rendiamo un affare di stato e contribuiamo a continuare a farla sembrare qualcosa di speciale quando in realtà non lo è. È una cosa sempre esistita e onestamente non ci vedo niente di straordinario e/o di così ripugnante.

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    • Cose da V ha detto:

      Sul fatto di farci film non ci trovo niente di male, proprio perché esiste. Come si sono scritti libri ecc, ci mancherebbe. Nel senso: ognuno può mettere in scena l’amore che preferisce. Però questo film è palese che venga definito un capolavoro solo perché tratta di un amore tra due donne. Non è che basta metterci una relazione tra due persone dello stesso sesso per farci un bel film. Inoltre è vero, facendo così contribuiamo a renderla una cosa speciale, quando in realtà è una cosa normale. Prendiamo un altro esempio: una donna che fa gossip, quindi fondamentalmente la pettegola è appunto una pettegola. Un uomo gay che fa del gossip piace, fa ridere. Cioè, ci sono una marea di atteggiamenti incoerenti… Ma per me il peggiore resta l’ostentazione dell’amore. Se ostentano due etero si attirano critiche, lo fanno due gay e tutti sbrodolano di piacere. E come dici tu: sottolineano una differenza che invece non c’è…

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      • Moon That Never Sets ha detto:

        Non intendevo dire che ho qualcosa contro i film del genere, ci mancherebbe 🙂 È che negli ultimi, diciamo, dieci anni è esplosa proprio la moda di essere omosessuali o bisex e di conseguenza sono usciti milioni di film incentrati su quel tema – anche – per fare soldi. È questo che non mi piace. È proprio ipocrisia. In più sono d’accordo sull’ostentazione dell’amore: è una cosa che si potrebbe perfettamente evitare, etero e non. Fare certe cose in pubblico lo trovo proprio fuori luogo. Ma io sono vecchia scuola per certe cose xD

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      • Cose da V ha detto:

        Sì, sì, ho precisato io il mio punto di vista. Io ti dico la verità, moda o non moda giudico l’opera in sé. Nel senso che anche se un regista cavalca l’onda della tendenza del momento ma mi presenta un film decente, con spunti interessanti, fatto bene ecc io giudico il film positivamente. Perché alla fine come per l’omosessualità, ci sono i film sul razzismo, sulla malattia, sui drogati ecc. Insomma, tutto fa o ha fatto tendenza. Ma se poi il film fa cagare e tutti gridano al capolavoro allora mi faccio due domande… Da qui la mia “riflessione” e la mia perplessità. Scusa, mi spiego sempre da cani /: Anche io sono vecchia scuola, provo molto fastidio per l’ostentazione dell’amore in pubblico.

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  2. Zeus ha detto:

    Questo film l’ho visto al cinema e, posso assicurarti, quando sono partite le scene di sesso (che, al tempo, nessuno si aspettava – non era ancora stato recensito in Italia) c’è stato un mormorio sommesso per tutta la sala. E non era un multisala, ma quei cinema “d’essai” in cui proiettano solo certi film.
    Comunque… torno sul discorso. La Vita di Adele è un film tratto da un fumetto (Blue Is The Warmest Color) e perciò risente, per certi dialoghi, della sua provenienza. La storia non è male, l’interesse, più che nella storia d’amore fra Adele ed Emma, è nella crescita emotiva di Adele. La storia d’amore, fatta di lunghissime scene di sesso, e dei classici stilemi delle storie d’amore nei film è quasi secondaria (a mio parere – ci sono film che hanno altrettanta forza senza dover, necessariamente, mettere sullo schermo 2 ore di scene lesbo). La storia di crescita, maturazione e contatto con il mondo di Adele, invece, ha un senso e prosegue bene, si sviluppa anche grazie all’abilità dell’attrice.
    Fine del pippone enorme 😀

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    • Cose da V ha detto:

      Sì, ho letto che è stato tratto da un fumetto e che l’autrice del fumetto era in disaccordo su svariate cose riguardanti la trasposizione cinematografica (tipo il fatto che l’attrice fosse bella a differenza del personaggio del fumetto) e anche riguardo le scene esplicite. L’attrice come ho detto mi è sembrata davvero brava, aveva una gran espressività e rendeva bene le emozioni che provava. La controparte invece non mi ha convinta. La storia nel film l’ho trovata un po’ debole. Mi aspettavo di meglio, ecco. Mi ha annoiata terribilmente la tizia coi capelli blu che mi è sembrata uno stereotipo vivente. Poi la scena del ritratto, dio mio… No, non posso farcela davvero. D:

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      • Zeus ha detto:

        Eheheheeh.
        Già, il fumetto non l’ho letto, l’ho solo regalato… chissà, forse un giorno riesco anche a vedere com’è 😀
        Adele è carina e sa recitare bene, Emma (che è interpretata dalla futura Bond-girl) urta per come è rappresentata e per quel suo essere alternativa (come hai detto te). Ma forse è nel personaggio o, forse, è per evitare di dare ad Emma il ruolo della ragazza sfigata. Non lo so.
        Non mi ricordo bene la scena del ritratto… dovrei rivedere il film.

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      • Cose da V ha detto:

        Esatto! Io sono più pessimista… Semplicemente tira più un personaggio costruito così: capelli blu, artista ecc ecc. Il problema è poi andare oltre. Fortunatamente il personaggio di Adele è già più approfondito. Uhm, praticamente Emma ritrae Adele nuda, con la sigaretta e poi espone il quadro… Per me lì si è raggiunto l’apice della banalità. Ma va beh, amen eh… Dico solo che tante cose potevano evitarle e magari concentrarsi di più su altri aspetti e dettagli.

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      • Zeus ha detto:

        Su quello sì, potevano concentrarsi di più su alcuni aspetti e tralasciare altri. Quello che mi viene da pensare è, ovvio, che sarebbe venuto fuori un filmone troppo spesso e difficile da digerire!?
        O forse no, forse sarebbe venuto meno commerciale e più introspettivo e originale. O, cosa possibile, i francesi avrebbero sbragato e avrebbero girato un classico film verboso (con seimila dialoghi al minuto)…

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      • Cose da V ha detto:

        Esatto! Che era appunto ciò che mi aspettavo da sto film. Più introspezione e più originalità. A ogni modo Zeus, ti auguro un bel fine settimana! Io mi faccio una mini vacanza lampo : D A presto! : )

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  3. Ina Mirzac ha detto:

    Io ho visto il film e ho letto anche il fumetto “Il blu è un colore caldo” da cui è tratto il film. È una storia banale? Si forse, ma come tante storie di vita reale d’altro canto. È un capolavoro? Non credo, ma sicuramente ha saputo emozionare molto. L’unico scopo del film era raccontare una storia, credo sia piaciuto tanto appunto perché ha saputo trasmettere con forte energia le sensazioni delle due protagoniste.
    Credo che se la stessa storia fosse stata interpretata da una coppia etero avrebbe avuto la stessa forza, perché i dettagli molto erano intensi.
    Io l’ho apprezzato molto.

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    • Cose da V ha detto:

      Non saprei, non l’ho trovato molto emozionante… Ho visto film decisamente più emozionanti di questo e meno stereotipati : ) Poi chiaro, tutto è soggettivo. L’attrice invece mi è piaciuta molto. Non lo so, c’è decisamente di meglio in giro, l’ho trovato molto sopravvalutato. Ripeto, secondo me un banale film per adolescenti e continuo a non capacitarmi di tutto sto successo.

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  4. ricettedacoinquiline ha detto:

    Io volevo andare a vedere questo film al cinema, perché mi piace Léa. Nessuno mi portò perché parlava di omosessualità quindi tutti “bleah bleah bleah”. Vabbè, lo guardo dopo un bel po’ di tempo con due amiche e GIURO non ricordo niente, ciò significa che non mi è piaciuto XD

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      • RossaSciamana ha detto:

        Condivido…. tra i film a tematica LGBT La Vita di Adele lo classifico tra gli ultimi per gradimento personale, tutto era incentrato a mio parere sul come far vedere due donne a letto insieme cercando di non ritrarle in maniera patriarcale il che assume i contorni dell’ego maniacalità, io la vedo in questo modo e toglie anche emozione ad un modo di rappresentare più fluido, infatti la lungaggine nella descrizione filmica delle scene di sesso non l’ho trovata per nulla gradevole e non sono una bacchettona perché ad esempio altri film a tematica lesbica con scene di sesso espresse ed evidenziate mi sono piaciuti perché nella storia rientrava focalizzarsi su tali scene ma nella vita di Adele c’è stato troppo manierismo in tal senso. Quindi vuoto cosmico è un espressione alla quale mi associo.

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  5. amilcaxas ha detto:

    e sdrum! film stroncato in un post, con ottime motivazioni. Non ho visto il film, come non ho visto a suo tempo i segreti di brok… brock… brak… insomma quello dei cowboy gay e per certi versi la penso come te su molti punti, anche se lì forse c’erano alti livelli di recitazione.

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  6. amilcaxas ha detto:

    però, togliendo la parte cinematografica-recitativa-narrativa ecc. purtroppo abbiamo ancora bisogno di affrontare questi temi e fare in modo che riescano a passare come storie d’amore banali, alla fine, senza nessun clamore, scandalo e tutte le discriminazioni e catalogazioni di sorta. cosa ancora molto lontana.

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    • Cose da V ha detto:

      Però sai, io la penso così. Le teste di cazzo che hanno da ridire sui gusti sessuali altrui non le cambi… Quelle sono ottuse, figurati. Ma io vedo nelle nuove generazioni ( ho alcuni cugini più giovani) per loro è già la normalità. Non si pongono manco il problema… Chiaro, incidono molte cose… L’educazione, la famiglia ecc. Concordo con quanto dici, sul fatto di considerarle delle storie “banali” (o pazzesche, a seconda della qualità dell’opera), è importante.

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      • amilcaxas ha detto:

        le teste di cazzo diventano un problema marginale quando la società sarà in grado di silenziarle in automatico, una sorta di bullismo al contrario. Come dici tu dipende dal contesto di riferimento, io invece vedo ancora violenza sia fisica che psicologica, vedo sorrisini e smorfie di disapprovazione. Vedo discriminazione, soprattutto se penso ai diritti che uno stato dovrebbe garantire. Ma qui entriamo in un altro discorso. L’altro giorno ho visto un film che trattava questi argomenti, si chiama Un bacio ed è ambientato nel nord-est italico, la storia era veramente banale e scontata. diciamo un misto tra moccia e qualcosa del genere, anche se con qualche spunto interessante e, secondo me, una citazione molto ma molto visibile dal finale di American Beauty. Ecco il film non mi ha lasciato niente anche a me.

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  7. ysingrinus ha detto:

    Non è il genere mio e mai lo sarà. Quindi parto prevenuto e non lo guarderò.
    Però apprezzo molto la tua frase sulla «solita furbata»: incredibilmente valida per quasi qualsiasi produzione cinematografica o letteraria recente e meno recente.

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  8. massimolegnani ha detto:

    Il cinema e’ finzione, ovvio, ma tu scovi le “finzioni” che non dovrebbero esserci in un film, cioe’ gli stereotipi, le battute posticce, la scarsa credibilita’ della storia rappresentata. Trasferendoci ai libri, certe volte di un romanzo che non mi piace dico che e’ stato scritto a tavolino, cioe’ si sente che e’ finto, studiato per piacere e non per trasmettere emozioni genuine. Qui, mi pare sia lo stesso, un prodotto e non un’opera.
    ml

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  9. Hadley ha detto:

    L’altra sera ho visto nei programmi tv che lo facevano, onestamente non lo conoscevo, dopo aver visto la trama ho deciso che non lo avrei visto, non mi ispirava per nulla, oltretutto ero con il mio moroso che odia i film sdolcinati, l’impressione che ho avuto dalla trama è quella che poi tu hai confermato, l’ostentazione del fatto che fossero lesbiche, personalmente non amo quando si ostenta qualcosa, non amo neppure l’ostentazione dell’amore etero… figuriamoci quello gay, mi sembra quasi un voler dimostrare qualcosa, un voler metterersi al centro dell’attenzione con un “io non sono come gli altri ”
    Poi ammetto che una cosa che mi ha sempre infastidita è quando nei film passano con tale facilità da un rapporto gay a uno etero, come se appuntamento fosse un voler avere il rapporto gay per essere fuori dal comune e non tanto perché realmente lesbica

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  10. La dama distratta ha detto:

    Ho scritto un post poco tempo fa anch’io su questo film. Mi ha annoiata da morire, ho detestato il regista e mi è in antipatia anche Adele. Sono contenta di aver trovato altre critiche, perché è piaciuto moltissimo a tutti i miei amici e non me ne capacitavo:p

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