Malsana aria di primavera

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Palloncini che si accasciano nel bosco.

Febbraio è un mese corto che mi dà una noia incredibile.

La gente inizia ad uscire di casa, mette il naso fuori dopo l’ozio invernale, non si è presa il disturbo di vedere come l’inverno conserva la natura, come tutto è nudo e quasi primitivo. C’è un accenno di calore, la gente ha voglia di vivere, di stare fuori…

Così io perdo tutta l’intimità dell’inverno, quando di solito sono l’unica a starsene fuori con le bestie, ora dovrò iniziare a stare attenta a chi c’è, agli altri cani, alle persone felici che vanno in bicicletta o che fanno lunghe passeggiate come se l’unica stagione al mondo fosse la primavera.

La gente vive solo quando è primavera. Posta foto, si trastulla all’idea dei primi fiori che spuntano… Io i fiori li detesto. Preferisco la vita rigogliosa dell’estate, i frutti maturi e pieni, l’esplosione di colori… Non amo i colori tenui, quelle vie di mezzo, quell’incertezza e timidezza della primavera che tenta di sbocciare. La detesto. Preferisco l’inverno cupo e solitario, starmene arrotolata nelle coperte, tremare per il gelo mentre sono fuori, essere l’unica a calpestare certi sentieri, a scivolare quasi sul terreno ghiacciato… E ora dovrò rassegnarmi all’idea di condividere tutto questo, fino a quando l’estate terrà nuovamente tutti tappati in casa, i bambini grassi che leccano gelati davanti alla tv, con l’aria gelida del condizionatore che li rincoglionisce… Estate e inverno, quelle sì che sono stagioni come si deve.

La primavera mi dà la nausea. Solo problemi, solo attesa, dovrò fare di nuovo la stagione? Mi laureo a breve, se tutto va bene e poi? Poi cosa?

Una nuova vita o la stessa di prima?

Un’altra estate al ristorante a servire croccanti e dorate fritture a gente col segno del costume tornata dal mare, contenta, felice, allegra… Odore di crema solare, anche se il mare non è poi così vicino. Servire succosa carne grigliata a chi invece, nonostante sia seduto, servito e riverito non si prende neppure la briga di dire grazie?

Non mi va, eppure sento che pure quest’estate sarà così. Oppure troverò finalmente un’occupazione vera? Utopia… O sarà un altro tirocinio non pagato? Ansia…

Chi lo sa.

Laurearsi a primavera, che schifo. Tutte quelle ragazze coi vestitini dai toni accesi e briosi, che manco ai Prom americani… Mi fanno ridere.

Sarà di nuovo il mio turno, corona d’alloro in testa, i miei con le lacrime agli occhi, la famiglia numerosissima con gli occhi pieni di amore… Mia cugina che alla mia prima laurea allattava sua figlia per tenerla buona mentre io discutevo la tesi… E ora quella bimba cammina. Sarò felice? Sì, sarò felice di averli lì intorno, festosi e rumorosi… E le amiche, l’alcol, il cibo. Ne ho voglia? Quest’anno non molto, ma tanto si farà lo stesso… Una nuova festa, sorrisi sinceri ma incerti, l’ombra di un futuro nero che incombe, demoni stupidi che mi mangiano viva e mi paralizzano, eppure o si combatte o si muore… Ho paura…

Tra poco sbucano di nuovo i fiorellini, di nuovo la gente si riversa tra i campi, sulle strade, nei boschi…

Resto in attesa, l’incertezza mi tiene compagnia.

 

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32 pensieri su “Malsana aria di primavera

  1. cicesdiary ha detto:

    secondo me la maggior parte della gente vede l’inizio della primavera (o l’arrivo dei primi raggi di sole) come la fine del letargo..e l’inizio della libertà di andare in giro. che poi mica è vero, perché alla fine si lamentano solo ogni giorno che nonostante il sole sono costretti a stare in ufficio/al lavoro tutto il giorno 😉 haha quindi non capisco nemmeno io tutte queste lamentele nè l’attesa spasmodica della nuova stagione..mi mettono ansia! 😉

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  2. Zeus ha detto:

    A me piace la primavera, ma anche l’autunno. Forse è colpa della montagna nei dintorni, i colori e quello che promette. L’estate è per il turista, la primavera è per il viaggiatore. L’inverno è strano, di natura altero e difficile, ma bisogna saperci convivere. Convivere con l’inverno significa convivere con sé stessi (e, nelle vallate, con l’alcool – scusa, dovevo rompere un po’ la poesia del mio pensiero eheh).
    Sai perché mi piace la primavera? Perché mi mette davanti la possibilità che, forse, quest’anno, combinerò qualcosa di buono… che ho ben 9 mesi di tempo per riuscirci prima che arrivi l’anno successivo 🙂

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  3. lamelasbacata ha detto:

    Sono giorni di cupezza interiore e il sole che vedo intorno, le persone con abiti più leggeri, l’aria mite non mi rallegrano, anzi tutto il contrario.
    Ho ancora bisogno di freddo e inverno, di giornate nebbiose, di sciarpe di lana in cui affondare il naso, di lunghe notti per andare in letargo. Della primavera non mi sono mai fidata, quella sua instabilità atmosferica, che mi fa ballare l’umore più di un cosacco ubriaco, non mi fa star bene. Non è ancora ora…..

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  4. redbavon ha detto:

    Ok che tu senta “puzza di primavera” ti capisco, ti capisco perfettamente. Dicono che non ci sono più l3 mezze stagioni…un ca…porto! Io quando entra la primavera lo sento perché mi sento più fiacco, devo riadattarmi a un nuovo ciclo…Io amo l’estate è l’inizio dell’autunno, nel resto datemi una grotta che vado in letargo.
    Abitando nei pressi di un’area verde della città, li vedo anche io a primavera in particolare…le persone…tante persone…tantissime persone….Escono dalle fottute case! Escono dai fottuti prati! Corrono su tutti i fottuti marciapiedi! Come vorrei essere Ripley con il lanciafiamme!
    A parte la puzza di primavera, il resto è normale transizione….non c’è nulla che posso fare se non un “in bocca al lupo”

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    • Cose da V ha detto:

      Sto ridendo perché ho appena letto il tuo nuovo pezzo per la storia di Zeus… Non sono l’unica a odiare fiorellini, margheritine, colorini tenui e fastidiosi… Ok, mi sa che sono un’orca : D Per il resto, crepi il lupo!!! E spero che alla gente venga un po’ di allergia (non troppa, eh) così se ne sta a casa.

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  5. ricettedacoinquiline ha detto:

    “Che fretta c’era maledetta primavera”! Mi è venuto in mente già dal titolo, lo dovevo scrivere o morivo male. Guarda, in inverno in realtà è peggio perché quei napoletani maledetti, anzi le femmine chiatte, camminano tutte unite come un muro sul marciapiede a ridere come sceme e a fermarsi ogni due per tre e tu non puoi passare perché se metti piede sulla strada un motorino ti uccide… Poi torno a casa e non ci sta la neve perché “non ci sono più le mezze stagioni” e non so quali altre idiozie. Vabbe lamento a parte, no dai invece devi vedere come si veste male la gente alla sua laurea in estate qui… Un giorno c’era una tipa che teneva un vestito che pareva uscita dalla discoteca

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    • Cose da V ha detto:

      Ahahah volevo metterlo come titolo poi ho lasciato perdere : D Comunque dio mio… Io ricordo a Trieste, sembrava il mio grosso grasso matrimonio greco (bel film, tra l’altro, ho riso troppo) però cazzo… Una laurea. Un po’ di sobrietà. Sì, quelle vestite da discoteca per discutere una tesi sono il top, proprio… Okay, sono bigottona, lo ammetto…

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      • ricettedacoinquiline ha detto:

        No non siamo bigotte: per me ci vuole un certo rispetto per l’istituzione, che ormai si sta perdendo completamente: non puoi venire a lezione, alla tua laurea e per me che sono VERAMENTE bigotta, a scuola con la minigonna… ma che cazzo! O con il vestitino aderente…

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      • Cose da V ha detto:

        La penso come te. Più che altro ho assistito ad esami con studentesse che si presentavano in minigonna o scollate e uscivano con 30. Non toglievano nulla a me, per carità, ma la meritocrazia? Possibile che un uomo con la carica di professore si lasci commuovere da due tette? Sì, possibile… Sobrietà, sempre e comunque, e che cazzo : D

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  6. massimolegnani ha detto:

    febbraio a parte (ognuno ha i mesi preferiti e le proprie idiosincrasie per altri. e le tue idiosincrasie sono ben motivate e divertenti) considero sempre positivo ammettere le proprie paure, il disorientamento, le incertezze per il futuro. non perhè così le esorcizzi ma perchè un poco ci si sente meglio a non barare. e anch’io non ho voglia di barare, di banalizzare, di dire andrà tutto bene che vuoi che sia. no in effetti la svolta della laurea rischia di essere, almeno all’inizio, il rettilineo di prima perchè non è che uno il lavoro lo trova immediatamente. però intanto è un altro traguardo raggiunto che, magari con fatica, ti farà, prima o poi da trampolino per spiccare il volo. sei in gamba, quindi incomincia a sbattere le ali per allenarti, che presto dovrai usarle e bene 🙂
    ml

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    • Cose da V ha detto:

      Mi fa piacere che dici che le paure non si esorcizzano ammettendole. (Magari!).
      Banalizzare a me fa solo venire più nervoso ed è uno dei motivi per cui nel blog scrivo (seppur non specificando le problematiche) ma di persona evito, perché sarebbe tutto un “andrà bene, bla bla”. Non che io sia migliore di queste persone, ovvio. Per il resto, grazie : ) Buona domenica!!

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