Giudico dunque sono

Poco fa ho letto l’unica cosa sensata riguardo la vicenda del sedicenne morto suicida a Lavagna e la potete trovare qui, l’articolo si intitola Mamme degeneri e altre catastrofi: sulla madre del sedicenne suicida.

Ho letto anche altre riflessioni su quel figlio suicidatosi perché (prendete con le pinze questo perché) la madre ha chiamato la Finanza dopo aver trovato droga leggera che gli apparteneva.

Quello che più mi ha turbata di questa faccenda, perché i suicidi mi turbano più degli omicidi quasi, indipendentemente dall’età della vittima, sono state alcune delle riflessioni partorite da “psicologi” improvvisati, profondi conoscitori della gioventù di oggi… Ah ah.

La maggior parte di queste grande menti ha accusato la donna di essere una cattiva madre, di essersi scandalizzata per un po’ di fumo… Poi ci sono stati i soliti fricchettoni “comunisti” che hanno accusato addirittura la Finanza e che hanno detto che è assurdo che nel 2017 la gente ancora rompa le palle per le canne.

Insomma, la colpa sarebbe in primis della madre, la quale non avrebbe saputo capire il figlio… Perché si sa, il mondo è pieno di genitori modello, che conoscono tutte le turbe e paturnie dei loro pargoli, che sanno tutto quello che i figli fanno e non fanno, le loro paure e debolezze… Io non sono madre ma sinceramente non ci vuole un genio o un genitore per capire la stronzata colossale che si cela dietro a quella sentenza pungente “non ha saputo capire il figlio”. Ma non perché non sia vera, bensì perché nessuno può capire a fondo un altro essere umano.

La gente poi si è scatenata (fortunatamente poca gente) quando ha scoperto che il figlio era stato adottato, dunque si trattava di una madre non “naturale”.

Ah, quanto ci piace parlare di cosa sia o non sia naturale, al giorno d’oggi.

Qualcuno è addirittura giunto alla conclusione che quel figlio non fosse stato capito proprio perché adottato…

Tralasciando quest’aspetto che mi preme meno, vorrei concentrarmi su quella canna.

Ma noi davvero abbiamo gli strumenti per giudicare questa madre e questo figlio?

Davvero possiamo ridurre tutto a un “lei era una madre cagacazzi che non lasciava fumare il figlio in santa pace?”.

Mi viene la pelle d’oca.

E sapete una cosa?

Tutti o quasi hanno dato contro a queste parole della madre:  “Vi vogliono far credere che fumare una canna è normale, che faticare a parlarsi è normale, che andare sempre oltre è normale. Qualcuno vuol soffocarvi”.

Io sono d’accordo con lei.

Non lo so cosa ci sia dietro alla loro storia e non lo voglio manco sapere, non conosco il dolore di quella famiglia, ci sono persone che soffrono e semplicemente non lo dicono, si portano macigni dentro e alla fine vengono schiacciati.

Ma credo che quando manca dialogo in una famiglia, quando i figli sono viziati, fanno ciò che vogliono perché “tanto sono ragazzi”… Beh, quei figli sono spesso dei deboli.

Così come accade per i figli delle cosiddette “madri chiocce”… Questo per dire che nessun genitore è perfetto, nessun figlio è perfetto, nessuna persona è perfetta.

In tanti hanno detto che la canna non porta all’eroina.

Certo, ma nel mezzo ci sono tante sfumature.

E vi assicuro che conosco persone a me care che dalla canna all’eroina non ci sono arrivate. Ma alla ketamina, agli acidi e ad altre droghe non certo leggere ci sono arrivati eccome.

Non sto dicendo che per forza di cose uno finisca drogato, sul marciapiede, sia chiaro. Ci sono persone che si realizzano lo stesso, ci mancherebbe.

Persone che si fumano le canne e vanno tranquillamente avanti con la loro vita.

Ma non biasimo una madre per essersi preoccupata che il figlio si fumasse le canne.

Ma soprattutto non lo possiamo sapere se fosse tutta lì la questione.

Giorni fa è morto un trentenne (se non ricordo male) qui in Friuli, suicida. La sua lettera d’addio ha fatto il giro della nazione. Quasi tutti si sono soffermati su quel “precario”, quella mancanza di lavoro che fa perdere le speranze, la voglia.

Ma quella lettera parlava d’altro, non solo di lavoro. Parlava di insensibilità, difficoltà a trovare l’amore. Di tutta una serie di mancanze, non solo lavorative, ma affettive.

Ma ecco che riduciamo tutto a una sola causa. Perché fa comodo, fa più clamore.

Precariato, il fumo.

Sarà, ma – sebbene io non lo possa sapere – secondo me c’è sempre altro e noi non siamo nessuno per puntare il dito contro ai genitori.

Nelle parole che ho letto, non tutte, fortunatamente, era un continuo incolpare la madre per essersi preoccupata delle canne che il figlio si faceva.

A me non interessa riflettere sul gesto di questa madre che ha chiamato la Finanza.

Mi interessa capire la presunzione di chi attacca questa donna, la sicurezza che la colpa fosse sua, la cattiveria nell’etichettarla come una pessima madre…

Noi invece siamo sempre tutte brave persone, sedute comode, davanti al pc… Ci vedete? Leggiamo, commentiamo, giudichiamo e siamo sempre migliori degli altri e prendiamo sempre le decisioni migliori degli altri… E ovviamente, al posto di questi cattivi genitori, ci saremmo comportati in modo esemplare.

 

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49 pensieri su “Giudico dunque sono

  1. lamelasbacata ha detto:

    Quella madre si è preoccupata del benessere di suo figlio. Il resto non si poteva certo prevedere però all’indifferenza di genitori che si tacitano la coscienza con soldi e regali io do valore anche a questo gesto di amore, maldestro fin che si vuole, ma amore.
    Tutto il resto è roba per quelli che benpensano….
    “Ognun per se, Dio per se, mani che si stringono tra I banchi delle chiese alla domenica
    mani ipocrite, mani che fan cose che non si raccontano
    Altrimenti le altre mani chissà cosa pensano, si scandalizzano
    Mani che poi firman petizioni per lo sgombero,
    Mani lisce come olio di ricino,
    Mani che brandisco Manganelli, che Farciscono Gioielli,
    che si alzano alle spalle dei Fratelli.
    Quelli che la notte non si può girare più,
    quelli che vanno a mignotte mentre I figli guardan La TV,
    Che fanno I boss, che compra Class,
    che son sofisticati da chiamare I NAS, incubi di Plastica
    Che vorrebbero dar fuoco ad ogni zingara
    Ma l’unica che accendono è quella che da loro l’elemosina ogni sera,
    Quando mi nascondo sulla faccia oscura della loro luna nera”

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  2. unamammazen ha detto:

    Al di là delle squallide strumentalizzazioni televisive a cui ho smesso di credere da tempo… Ammetto che il discorso della madre mi ha fatto rabbrividire. Quanta lucidità, quanta voglia di fare un sermone a poche ore dalla morte di tuo figlio. No, non ho provato empatia per quella mamma. Ma detto questo, chissà cosa si cela. Quante dinamiche familiari a noi sconosciute, cosa c’è dietro una porta chiusa non lo potremo mai sapere. Ma la gente è fatta così. Parla, giudica. Prima al bar. Ora, 1000 volte tanto, sui social network. Un saluto

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    • Cose da V ha detto:

      Che non si possa provare empatia è legittimo, neppure io ne ho provata per quel discorso. Non lo so cosa volesse dimostrare con quel discorso, se fosse un modo per elaborare (si fa per dire) il lutto o perché pensava sarebbe stato utile a qualcuno o chi lo sa? è proprio questo il punto, non lo sappiamo. E quando non si sa bisogna tacere, le opinioni sono legittime ma le sentenze e le accuse le trovo pura perfidia. Di tutta questa faccenda mi ha sconvolta la presunzione della gente, tutti bravi genitori e profondi conoscitori dei propri figli. Tutti pronti a puntare il dito contro la madre per elevarsi moralmente. Mah!! Un saluto anche a te e grazie per il tuo commento, molto apprezzato : )

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  3. Zeus ha detto:

    Bella riflessione. Non scontata e non “dalla presa di posizione facile”.
    Giudicare è semplice, soprattutto quando sono gli altri a dover subire le conseguenze o a trovarsi nel bel mezzo del maremoto. Non vorrei arrivare a citare Fabrizio De André, non penso di esserne degno… ma diciamo che evitare di aprire la bocca per dar aria ai denti è una cosa che bisogna tornare ad imparare.

    Vorrei dire una cosa: se avessero posto l’accento su precario ma nel termine ampio, sarebbe stata l’analisi migliore al mondo.
    Precario non è solo quello che ha un lavoro, ma anche no, per un tempo che chissà e soldi boh forse… precario è uno stile di vita. Un modo di sentirsi. Un tormento interno.
    Precario è lavoro, famiglia, sentimenti etc etc.
    Una condanna a tutti gli effetti.

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  4. salvo la cimice ha detto:

    Sembrerò cinica e sono anche madre. Io penso che la responsabilità dell’accaduto sia da imputare a quel adolescente che non ha voluto darsi una chance.

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  5. intempestivoviandante ha detto:

    Purtroppo la tendenza umana a lasciarsi andare a giudizi tagliati con l’accetta è la stessa da sempre, amplificata da titoli ad effetto, social ecc., a volte non ci si rende conto del male che si può fare, più spesso non ci se ne preoccupa minimamente. Credo che dopotutto si viva molto meglio senza attaccare gli altri, ma per alcuni sembra quasi un bisogno, come se non riuscissero a darsi un valore senza sentirsi migliori di qualcun altro.

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  6. Francesca ha detto:

    In questo periodo la vita mia e della mia famiglia è stata totalmente ribaltata a causa di una dipendenza da alcol.
    Che è legale.
    Non è una critica diretta, ma non amo particolarmente come ogni fatto debba sempre essere analizzato sotto la lente della politica, come se da una tragedia come questa (o come mille altre, purtroppo) si potesse cavare del materiale da proporre in campagna elettorale.
    Sinceramente è così difficile prendere una posizione in merito ad avvenimenti come questo, che mi pare davvero assurdo che riescano ad esserci persone capaci di ricamarci sopra trasmissioni, con opinionisti tuttologi e quant’altro.
    Un pò come dire “prendiamo il peggio delle situazioni, che è quello che fa più rumore”, poi chi se ne importa di tutto quello che c’è nel mezzo, della quotidianità che fino ad allora e da quel momento in poi le persone devono vivere, finchè una notizia “vende” allora va bene.
    Ogni persona in genere cerca di fare le scelte migliori in base alle proprie idee e convinzioni, tanto più se ha una famiglia e dei figli, siamo così diversi l’uno dall’altro di fronte alle azioni da mettere in atto, che mettersi a giudicare solo ed esclusivamente per sentito dire dovrebbe essere punito per legge.

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    • Cose da V ha detto:

      Bravissima, concordo su tutto quello che hai detto. Mi chiedo questa gente con che coraggio stia lì a dire cosa avrebbero dovuto fare o no i genitori ecc ecc… Ho sempre evitato i talk e quei programmi lì, mi irritano all’inverosimile. Tutti seduti comodi a sparare la loro su situazioni che non hanno mai toccato con mano… Bah

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  7. Moon That Never Sets ha detto:

    Non essendo molto informata sull’accaduto, se non per quel che ho sentito dire e letto, come qui, non intendo polemizzare, giudicare né nulla con quanto sto per scrivere. L’unica cosa che mi sento di dire è che, secondo me, qui c’è stata un’esagerazione, un’esasperazione generale un po’ da parte di tutti, a partire dalla madre che ha contattato addirittura la Finanza “per un po’ di erba” e proseguendo con il figlio che per questo si è ammazzato. Mi sembra tutto un po’ tanto eccessivo per una cosa che, alla fin fine, per quanto brutta, non è poi così grave… Insomma, non aveva un cadavere nascosto in camera… E con questo, ripeto, non voglio né accusare né difendere nessuno.

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    • Cose da V ha detto:

      Non lo so, io di esagerato vedo solo i commenti beceri rivolti alla madre o alla Finanza, che quando si parla di canne diventiamo tutti anti finanza… Alla fine non possiamo sapere se si trattasse solo di quel po’ di erba, se ci fossero stati tentativi di dialogo prima ecc ecc… Tuttavia concordo con te (in parte) anche a me, dall’esterno, mi dà la sensazione di essersi “risolto” o meglio concluso tutto in modo esagerato… Ma ripeto, non sappiamo cosa ci fosse dietro. Finché però le opinioni sono pacate come la tua è un conto, quando invece sono sentenze non le reggo proprio!

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      • Moon That Never Sets ha detto:

        Io non mi sento di esprimere una sentenza semplicemente perché so poco e nulla (e anche perché, onestamente parlando, non sono nessuno per poterlo fare). Le vere dinamiche le sa solo chi è coinvolto. Basandosi su quello che hanno detto i telegiornali “ragazzo si suicida perché la madre gli ha trovato dell’erba in camera e ha chiamato la Finanza” però, sembra… Boh… Troppo. Semplicemente troppo. Anche se d’altra parte siamo proprio in un’epoca di esagerazione in tutto… È tutto sregolato, eccessivo… Non ci sono più limiti in niente… Siamo passati da un estremo all’altro.

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  8. Paola ha detto:

    Al di là di ogni commento, penso semplicemente che queste notizie, se proprio devono essere date, dovrebbero essere esposte come fatti, e basta. Tutti i commenti, elucubrazioni, studi ecc, da lasciare, in privato, ai diretti interessati. Davvero pensiamo che questa esperienza possa aiutare qualcun altro nella stessa situazione? Per me è morbosità

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  9. massimolegnani ha detto:

    Condivido in pieno.
    Ho l’impressione che sempre più, di fronte a un qualunque episodio di cronaca, soprattutto se tragico, non si cerchi di capire, non ci si muova a pietà, ma si cerchi solo un “colpevole” qualunque esso sia, da massacrare e contro cui ergersi a immacolati difensori di una giustizia che di giustizia non ha niente e loro di immacolato nulla. Insomma, siamo, sono, fatti davvero male.
    ml

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