Seduta

Ho il culo poggiato su questa sedia in pelle, morbida e confortevole.

Mi sento la camicia madida, non oso accertarmi se le ascelle siano chiazzate.

Vorrei rimettermi il giubbotto che ho poggiato sulla sedia per coprire tutto, ma qualcosa mi blocca.

Sono un po’ nervoso.

Do un’occhiata alle tendine a pois delle finestre, che obbrobrio.

I medici, qualsiasi sia la loro specializzazione, dovrebbero avere studi freddi e asettici, senza fronzoli.

La dottoressa ha l’aria gentile, non lo so cosa sia un’aria gentile, ha un’aria rassicurante, ecco. Tuttavia il mio sguardo cade inevitabile sulla fessura tra i seni, questa dottoressa ha un’età, credo sia sulla cinquantina d’anni, ma se li porta proprio bene.

Ha un seno grosso, costretto in una camicia turchese, un colore che mi dà il voltastomaco che le concedo, data l’abbondanza.

Chissà come devono essere quelle tette libere da  quella costrizione.

La dottoressa è in realtà la mia psicologa.

Ho trent’anni e ho una psicologa o psicoterapeuta, o quella cosa lì.

Mi fa delle domande per inquadrarmi meglio, mi chieda cosa ne penso di lei, dottoressa.

Sorride gentilmente, gentile, gentile. Chi sa cosa significa essere gentili.

Ha l’aria disponibile. Ma non sessualmente disponibile, eppure…

Non è magra e se le braccia fossero scoperte risulterebbero probabilmente flaccide, tipiche di quella età da menopausa.

Mi concentro di nuovo su quella invitante fessura, poi penso che sia meglio pensare alle sue braccia non proprio sode, dato che mi trovo a una “seduta” e non al bar.

Dannate convenzioni sociali che mi fanno sentire un povero pervertito.

Eppure sono solo un uomo con il cazzo che funziona.

Rispondo alle sue domande, mi piace parlare e dire che di mio non sono un chiacchierone.

In quel posto mi sento logorroico.

La dottoressa sorride, annuisce, prende appunti.

Che stia recitando?

Dopotutto è il suo lavoro, è pagata per ascoltarmi, il che mi sembra un lusso che tutti dovrebbero concedersi una volta nella vita.

Quanta gente non ci ascolta per davvero, quanta gente non ascoltiamo per davvero.

Lei è obbligata ad ascoltare le puttanate che dico, mi scappa un sorriso e lei a sua volta sorride incoraggiante.

In realtà non invento nulla.

Di solito invento con gli amici, ma perché mentire quando pago per essere ascoltato?

La dottoressa si piega in avanti per appuntare qualcosa sul foglio…

Di nuovo il mio sguardo casca lì.

Cristo.

Sono ossessionato dal sesso.

Vedo il sesso ovunque.

Farei sesso con metà delle donne che incontro, se loro fossero consenzienti.

Ma non è possibile.

Perché prima c’è il rituale fottuto del corteggiamento.

C’è quella che non la dà perché non vuole sembrare facile e allora ci si struscia per un po’, scambio di saliva, neppure una misera sega mi concede e così ritorno a casa coi testicoli in fiamme.

Mi chiedo ma se hai voglia quanto me perché non osi farlo.

Che società del cazzo.

Siamo tutti ossessionati dal sesso perché ne facciamo troppo poco.

Ho avuto una ex che ho amato davvero, ma i primi mesi amavo solo il suo corpo.

Ci accoppiavamo ogni volta che ne avevamo l’occasione.

Non è mica così facile trovare il tempo e il luogo per accoppiarsi.

Ci sarebbe l’auto ma la mia ex ha sempre paura che arrivi qualcuno e poi è scomoda se non si è dei ragazzini.

Andiamo in aperta campagna, amore.

No, perché poi qualche malintenzionato ci sfascia l’auto e succede qualcosa di brutto.

Andiamo a casa mia.

Ci sono i tuoi.

Non ci sentono, c’è la tv.

Fare sesso sembra l’atto più naturale di questo mondo ma in realtà non è così.

La mia ex non veniva mai con la sola penetrazione.

Temeva che fosse un problema unicamente suo, poi ne ha parlato con le amiche e ha scoperto che a tutte succedeva così.

La fanno tutti facile con questo sesso, ma in realtà non è così facile.

Io e la mia ex quando non avevamo posti dove fare sesso, o l’amore, ecco, perché per fare sesso in questa società deve esserci l’amore, altrimenti non ci si concede.

Mettici poi che le donne non vengono manco quando amano…

Dicevo, quando non avevamo posti dove fare sesso avevamo sempre voglia, lei mi stuzzicava di continuo… E lo facevamo spesso, tutto sommato.

Poi siamo andati a convivere: potevamo fare sesso continuamente e al sicuro ma lei ha perso tutto il desiderio.

Dottoressa, non le sembra paradossale?

Vorrei chiederle se alla sua età lei faccia ancora del sesso.

Ma di certo non posso.

Perché siamo così ossessionati dal sesso?

Perché in fin dei conti ci impediscono di farlo.

Nei luoghi pubblici è vietato. In auto è “pericoloso”. A casa dei tuoi no, perché potrebbero scoprirci. Anche se lo sanno. Ma immagina l’imbarazzo.

L’imbarazzo ci sta facendo marcire, ci fa invecchiare infelici, Cristo.

Questo infimo pudore che ci fa vergognare di ogni fottuta cosa.

Perché non posso liberare i miei istinti senza ovviamente nuocere a qualcuno, ma solo per trarne del salutare beneficio?

Da quando ci sono tutte queste regole non so più come comportarmi.

Mi comporto in modo innaturale.

Recito.

Fisso una donna e vorrei dirle che la sto immaginando nuda mentre tiene il mio cazzo in bocca.

Ma non posso, mi denuncerebbe come minimo.

Si scandalizzerebbe.

La verità ormai ci scandalizza.

Non siamo più abituati a dire quello che pensiamo.

Dottoressa, mi sento un prigioniero, un carcerato.

Eppure sono libero, tutto sommato, sono un uomo libero.

Ma perché sento come delle catene che mi tengono coi piedi saldi per terra?

Dottoressa, sono ossessionato dal sesso.

Non mi fraintenda.

Mi piace anche l’amore.

Non sono un animale eppure vorrei esserlo, eppure nella mia testa lo sono.

Questi tabù rendono tutto più eccitante, ma alla lunga stancano.

Sono fiacco.

Ho trent’anni e ho paura di dimostrarne il doppio.

Se potessi uscire di casa ed essere libero e vedere persone libere.

Allora mi sentirei meglio, credo.

Invece reprimo.

Dottoressa, sono ossessionato dal sesso ma anche dalla libertà.

Sono ossessionato dal giudizio degli altri, questa è la mia prigione, credo.

È un po’ la prigione di tutti.

Queste regole, questi giudizi mi hanno fatto diventare un povero carcerato.

E ora sono qui, seduto davanti a lei, le fisso le tette e vorrei dirle che sembrano belle, ma che ha anche un bel sorriso. Eppure non sarebbe modo.

Sto zitto e rispondo alle sue domande.

In fin dei conti, sono solo un povero carcerato libero.

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36 pensieri su “Seduta

  1. massimolegnani ha detto:

    Non vorrei dire una fesseria, ma mi sembra sia il primo racconto racconto che posti qui.
    E inizi subito col botto, nel senso che e’ un brano notevole, l’io narrante maschile e’ assolutamente credibile, la scrittura agile e allo stesso tempo ossessive, a tambur battente a trasmettere l’assillo di pensieri di quest’individuo.
    Ed e’ intrigante anche il titolo che fa pensare al femminile e impiego qualche riga a capire che sono fuori strada.
    Brava

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    • Cose da V ha detto:

      Non oso definirlo racconto, più un esperimento, ecco. Tempo fa scrissi un brano sul bullismo, ma anche lì, definirlo racconto ne passa. Certamente è una grandissima novità per me. Grazie mille, sono molto contenta che trovi l’io maschile credibile, sarà che leggo spesso romanzi con protagonisti maschili e pochi con protagoniste femminili, boh! Grazie davvero.

      Mi piace

  2. Zeus ha detto:

    Molto, ma molto, bello questo racconto (sì, è un racconto – gli esperimenti finiscono molto prima della naturale conclusione!). Scritto bene e impersonato bene (anche se quest’uomo ha veramente troppi dubbi e domande ehehe… di solito, per noi, le domande si fermano dopo la seconda).
    Mi raccomando continua a scrivere. Uno dei migliori racconti brevi che ho letto su WP da tempo a questa parte. Brava V.

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    • Cose da V ha detto:

      Grazie infinite Zeus!! In effetti l’ho fatto pensare un po’ troppo : D non ho mai scritto “racconti”, anche perché io fatico sempre a dare una conclusione a un brano. Però è stato divertente, l’ho scritto di getto ed ero sinceramente preoccupata prima di pubblicarlo… Infatti “molti” (va beh, quei 4 gatti ahah) che di solito commentano si sono astenuti dal commentare, ma alla fine è un qualcosa di nuovo (ovviamente nel mio blog) ed ero anche pronta a ricevere critiche negative, diciamo. Magari per il linguaggio, boh, ma era tutto sommato spontaneo. Grazie davvero, comunque.

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      • Zeus ha detto:

        Secondo me devi provarci più spesso. Senza forzare, senza sforzi… quando è naturale scrivere così. Hai scritto bene, il linguaggio era ottimo (o, almeno, adeguato alla circostanza… usare un linguaggio diverso sarebbe stato un po’ forzato – ad es. scrivere “oibò quella Signora ha un petto…etc etc” non era nel timbro del racconto).
        Le critiche negative ci stanno, ma devono essere commentato e spiegate! 🙂
        Comunque brava ancora V. Brava.

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      • Cose da V ha detto:

        Credo che ci proverò, sì. E grazie di nuovo, anche per l’incoraggiamento (anzi, soprattutto per quello). Le critiche negative ci stanno, però sai… Quando “pubblichi” per la prima volta qualcosa di diverso dal solito e ricevi magari solo critiche negative un po’ ti frena (parlo per me). Certo, se sono costruttive e argomentate ti spingono pure a migliorarti, perciò le accetto (anche se son permalosa, lo ammetto). Anche se significa che il pubblico è sincero.

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      • Zeus ha detto:

        O puoi darci qualche informazione in più su questo personaggio (se ti piace). Come hai visto, spesso parto con un racconto breve, poi mi dite: ma chi è? cosa fa? Perché? E io incomincio a raccontare la loro storia 😀
        Ti dirò, se devo fare critiche negative cerco di farlo in versione privata. Mi sembra più corretto 🙂

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  3. zenoecozeno ha detto:

    Tanta verità e ben scritta, davvero complimenti!! Un flusso che scorre bene, ancor meglio in chi se l’è sentito in testa troppe volte.

    Trattare bene il sesso non è facile. Io ci proverò domani, sul mio neonato blog, in una cornice però molto diversa. Se passi mi farà piacere la tua opinione!

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    • Cose da V ha detto:

      Certo, passerò sicuramente! Ti ringrazio per l’apprezzamento. Penso sia molto difficile trattare bene il sesso, si scade o nella banalità o nel trito o nel volgare ecc. Però è interessante leggere sull’argomento. A presto!

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