Scuse, sempre scuse

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(Dal film Leon)

Scusate l’assenza, non tanto dal mio blog (anche perché, chi cazzo mi credo di essere?), manco fossi mancata mesi.

Cioè, scusarsi per l’assenza fa molto presuntuoso, del tipo che siete convinti che i vostri articoli siano di vitale importanza o assurdità del genere.

Quindi, anche se in fondo anche io sono convinta che i miei articoli siano qualcosa di magico, mi limito a scusarmi per l’assenza dai vostri altrettanto mirabolanti blogZ.

Oggi è la giornata del “mettere a posto”, del “riordinare” i miei precedenti due anni di università. Inoltre c’è il cambio di stagione, quindi via i maglioni infeltriti dentro alle scatole e largo ai frizzantissimi abiti primaverili in viscosa, che dopo due secondi che li indossi hai già le ascelle pezzate.

L’ho già detto che la primavera è una stagione di merda?

Recentemente mi sono laureata e per tutto il tempo dei festeggiamenti ho provato – e continuo a provare – una terribile sensazione di angoscia.

Mi interrogo sul motivo di questa angoscia: di che cosa ho paura? Cosa temo?

Pensavo che dopo la discussione quell’ansia mi avrebbe lasciata, invece no…

Ho paura per il futuro? Ho paura di non trovare un lavoro decente?

Ho forse paura di essere venuta male nelle foto di laurea?

Che i miei capelli fossero fuori posto?

Che i miei calzini fossero troppo vistosi?

Che non riuscirò a digerire il pranzo di ieri?

Non lo so.

Ci ho riflettuto a lungo.

Ho guardato l’ammasso di fogli e di libri, i mucchietti di “scartoffie” sparsi qua e là, gli evidenziatori che ti fanno sembrare una seria…

Poi poco fa ho aperto la casella di posta elettronica universitaria e ho letto la mail che mi era arrivata:

“Le comunichiamo cara e stimata blogger V che la sua carriera universitaria si è conclusa con una discreta ma non ottima votazione, che si sarebbe potuta impegnare di più, che come sempre non ha ottenuto il massimo perché ha il culo che pesa come una casa, eccetera eccetera” – Con affetto, stima e profonda ammirazione: l’Università degli studi di Verona.

Mi sono tremate le ginocchia.

Conclusa?

E ora?

E adesso?

Adesso non ho più niente da studiare, nessuna tesi da ripassare, nessun esame da preparare.

Perché non provo sollievo?

Tormentandomi una ciocca di capelli con aria seducente e finta concentrazione ho riflettuto a lungo.

E poi finalmente ho capito. Ho capito che cosa mi angosciava.

E ADESSO? CHE CAZZO DI SCUSE INVENTERÒ QUANDO NON HO VOGLIA DI USCIRE???

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37 pensieri su “Scuse, sempre scuse

  1. lamelasbacata ha detto:

    Io comunque ti ho pensata! Assenza breve ma pur sempre assenza e mi sei mancata.
    Non preoccuparti, adesso ci mettiamo tutti a pensare e vedrai che troviamo una scusa a prova di bomba! Complimenti dottoressa V 😊😘

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  2. Come parole di polvere ha detto:

    Anch’io mi son chiesta che fine avessi fatto…..e brava la nostra Dottoressa…….brava brava!!!!!!!!!!!😘😘😘🌷🌷🌷🌺🌺🌺🎂🎂🎂🎂🎂🎂🎂🎂

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  3. Zeus ha detto:

    Prima di tutto: complimenti per la laurea V.
    Passiamo alle cose secondarie… giusto perché le lauree, nel 2017, servono sì e no per incartare la pizza (la mia la uso come sputacchiera). Lo so, questo non era il commento da fare, ma volevo gettare simpatia e allegria come coriandoli 😀
    Ma sai che ho le stesse preoccupazioni?
    – devo mettere via tutte le cose invernali… che poi sono le cose estive, sia chiaro… solo che per l’inverno invece che un solo capo ne metto tre. Si chiama risparmio sull’acquisto.
    – stamattina mi sono accorto che la casa sembra uscita da una tormenta ed è un macello. Mi sono depresso.

    Che scuse inventerai? Ah, cara V., cara V…. adesso ti giochi la carta regale (sono laureata, non posso mescolarmi a siffatta plebe), la carta del… non so se incominciare la sesta specializzazione… o la sempreverde… oh, non sto bene. C’è Saturno allineato a Urano che mi è entrato in Mercurio e, soprattutto, nella portiera dell’auto.
    Non va proprio bene 😀

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    • Cose da V ha detto:

      Ahahahaha, la penso come te… Pensa che ho fatto la magistrale solo per avere altri 2 anni di scuse. Le mie stanze sono un macello, idem… Io semplicemente butto tutte le robe calde nella scatola dove c’erano quelle estive, poi guardo i vestiti che sono orridi e mi deprimo. Ecco, potrei usare il cambio di stagione come scusa, se quella di Saturno non regge 😦

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  4. massimolegnani ha detto:

    apprezzo molto la tua ironia: fare un’affermazione seria, l’angoscia al raggiungimento di una meta (brava!) e poi diluirla dirottando l’attenzione del lettore su motivazioni risibili, scuse terminate comprese. è un bel metodo (di scrittura) che poi serve anche a te stessa per sdrammatizzare la vita.
    in gamba, V
    ml

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    • Cose da V ha detto:

      è vero, sdrammatizzo per sopravvivere e per evitare di deprimere chi legge! E forse per evitare di auto deprimermi : D Come sempre sei attento (molto più di me) ed è un piacere leggere i tuoi commenti. Un abbraccio

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  5. Andy ha detto:

    Quella mail ha angosciato anche me. E’ stata come per dire: “è finita, da domani non dovrai più studiare, né fare finta di studiare, né pretendere di avere sempre qualcosa di serio a cui pensare”.
    Ma, a parte questo e il nostro nuovo status da disoccupate, congratulazioni a noi! 🙂

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