Il cliente di merda

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Foto da qui

Memorie di una cameriera “perbene”, reduce di una Pasqua e Pasquetta lavorative.

Il cliente di merda ha solitamente dei gusti di merda.

Ti chiede infatti un “caffè americano”, nonostante si trovi in un paesino sperduto del Friuli.

Per cortesia, mi annacqui un po’ quel corposo espresso con dell’acqua, grazie…

Si guardi un attimo intorno, vede per caso grattacieli?

Il cliente di merda ha gusti molto decisi: un caffè ristretto, non troppo bollente, macchiato freddo senza latte e “con un goccio di sangue di una vergine”, grazie.

Guardi, se vuole ci sputo anche dentro molto volentieri.

Il cliente di merda non è molto sicuro di sé. Arriva con l’aria incerta e sperduta di un cucciolo abbandonato al suo destino. “Mi scusi, qui si mangia?“.

No, abbiamo allestito l’edificio a mò di ristorante, perché ci girava così.

Il cliente di merda si siede al tavolo che non è ancora stato sparecchiato, costringendoti a fare la contorsionista per prepararglielo di nuovo.

Il cliente di merda è vegano, ma viene al ristorante dove il piatto tipico è la grigliata di carne.

Il cliente di merda insulta i camerieri se il cibo non è ancora pronto, mentre tu sei in piedi da 8 ore a stomaco vuoto.

Il cliente di merda arriva alle 9 di sera e si porta appresso altre 25 persone.

Il cliente di merda legge il menu e ti chiede se il tartufo bianco sia quello di Alba.

Signore, quella è la lista dei dolci.

Il cliente di merda si crede un benefattore d’altri tempi: ti lascia i dieci centesimi di resto come mancia “tienteli per te, prenditi un caffè” e ti sorride, come se avesse fatto la più nobile delle azioni.

Certo, mi ci pago anche la retta dell’università, grazie.

Il cliente di merda ordina la stessa cosa a 5 camerieri diversi.

Il cliente di merda viene a insegnarti come preparare le bevande, in quali bicchieri servirle e quanto intende pagarle.

Il cliente di merda ci prova spudoratamente, ma con eleganza e originalità: non te l’ha mai detto nessuno che hai dei bellissimi occhi?

Il cliente di merda ti ferma quando hai in bilico i piatti e ti ordina una ventina di cose diverse… Ma poi un briciolo di umanità lo pervade e ti rassicura con un “tranquilla, fai con calma”…

Grazie per la comprensione.

Il cliente di merda non sa mai chi sta trattando di merda. Che magari la cameriera a cui sta sbraitando addosso sta studiando legge o medicina e sarà il suo futuro medico o avvocato. Ma soprattutto non è consapevole che i piatti li portiamo noi e che quel che succede in cucina… Resta in cucina.

Rimango dell’idea che molta gente dovrebbe farsi almeno una stagione di lavoro in un bar, al ristorante, al chioschetto della spiaggia… Magari si renderebbe conto che in passato è stato anche lui un cliente di merda.

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41 pensieri su “Il cliente di merda

  1. emcquadro ha detto:

    Il rispetto è, anzi sarebbe, comunque, sempre un dovere, sia parte del cliente che da quello di chi si occupa del servizio. Avere la conferma, da cliente, che in cucina non tutto rimane “in cucina”, beh, non depone a favore, ma, si sa, i rompicoglioni sono sempre in agguato. E questo non vale solo per il settore della ristorazione dove, almeno, c’è la vendetta che può esser servita direttamente nel piatto caldo, o nella tazzina.

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  2. SognidiRnR ha detto:

    Io quando vado a mangiare fuori mi ripeto sempre che “i piatti li portano loro e ciò che accade in cucina… resta in cucina” per cui mi comporto sempre bene. Almeno così mi pare. Però mi chiedo come facciano quelli che fanno gli stronzi a non temere che poi chi li serve gli sputi effettivamente nel piatto( o peggio…!!!!) ?! Mistero 😂

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  3. Francesca ha detto:

    Io lavoravo le estati durante le superiori in un bar/gelateria…ricordo con gioia i 10 centesimi oppure uno o due euro “da dividere tra tutte quelle che lavoravano” (che però venivano lasciati in cassa e poi, magicamente inghiottiti da entità aliene).
    Ma la cosa più simpatica è stata la richiesta del tramezzino al tonno e olive.
    “ma il tonno, è pinne gialle in olio extravergine di oliva Italiano?”
    😐
    “non sono neppure sicura che sia tonno, fossi in lei prenderei solo le salviette e dell’acqua. In bottiglia.”

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    • Cose da V ha detto:

      ahahaha allucinante… Comunque gli stranieri lasciano spesso mance abbondanti. Purtroppo sono pochissimi, dato che non è una località turistica. Gli italiani invece sono spilorci, farebbero miglior figura a tenersi quei 10 centesimi. La storia del tonno riomare mi ha fatto morire ahahahaha

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      • Zeus ha detto:

        Ti commuovi? 😀
        Ci credo comunque… la gente non capisce che c’è chi lavora e si fa un culo tanto. Io capisco che si è in un momento di svago (se si va fuori con amici è logico che si è in versione party), ma il rispetto ci sta sempre.

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      • Cose da V ha detto:

        Mi commuovo, davvero. C’è talmente poca gentilezza in giro… Comunque ci sono spesso compagnie “goliardiche”, ma quelle finché fan caciara e scherzano sono gradite, il problema è solo la maleducazione e talvolta la cattiveria.

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      • Zeus ha detto:

        La cattiveria è uno schifo, la maleducazione è una cosa rivoltante. Lo so anche io nel mio lavoro… ricevo risposte ignobili, anche se stai facendo il tuo lavoro e lo fai con rispetto e cortesia.

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  4. redbavon ha detto:

    più che “clienti”, è proprio gentedimmerda. E magari sul suo posto di lavoro pretende anche il rispetto. Io sostengo che il più grande disperso di questo periodo è l’empatia…E questo ha effetti non solo al ristorante.

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  5. massimolegnani ha detto:

    (s)gradevolissimo questo post per l’ironia con venature di sarcasmo con cui dipingi i clienti di merda (il cui denominatore comune è l’arroganza). La (s) è per solidarietà verso chi come te deve sopportare tali imbecilli (chissà se sono mai stato imbecille)
    ml

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  6. luisa sax ha detto:

    sì, sono empaticamente con te, ma non si parla che ci sono pure i ristoranti di merda..che chiedi un’insalata mista e ti danno quella della busta già mezza andata, o quando dopo un’ora di attesa ti arriva la pasta quasi fredda. Se non ce la fanno a servire decentemente 30 tavoli ne mettano 10… e poi alla cassa ti pelano pure… e quindi non lasci la mancia anche se capisci che il personale di sala è incolpevole..

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    • Cose da V ha detto:

      questo è verissimo, ma come dici tu… La colpa è della cucina e insultando i camerieri non si ottiene granché. Tuttavia ci sono anche camerieri maleducati. Io per principio sono maleducata con chi è maleducato. Altrimenti sono educatissima. Sia da cliente che da lavoratrice. Per la mancia ovviamente ero ironica, io ad esempio non lascio mai mance : D

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