Prom

prom

A quanto pare questa sera si terrà la cosiddetta “cena di matura”. Ossia, la cena dei maturandi. L’ultima cena prima della vita vera. Che fa quasi schifo quanto il liceo, sappiatelo. Forse un po’ meno. Giusto un pizzichino. Ma non pensate che diventerete grandi così di colpo. No. Sarete disoccupati o lavorerete a nero, che è la stessa cosa. Perderete altri cinque anni della vostra (inutile) esistenza a studiare ancora e ancora e ancora. E poi? Beh, poi comincia la vita vera. Ma non era già iniziata? Più o meno. Sinceramente io alla fase vita vera non ci sono ancora arrivata. Ma sono quasi certa che farà schifo quanto il liceo e l’università. Forse un po’ meno. Giusto un pizzichino.

Ma non sono certo qui per continuare ad incoraggiarvi, bensì per ricordare la mia fantastica cena di matura. Quando avevo diciannove anni ed ero giovane. Frequentavo il liceo linguistico con una nutrita schiera di “dame” ed era, beh… L’inferno. Ma ora che sono passati parecchi anni, che sono ormai donna di mondo e di esperienza, sto cominciando a superare quel trauma.

Ah, la cena di matura… La nostra classe si credeva la migliore di tutte, di conseguenza bisognava seguire scrupolosamente un dress code. Banditi shorts e canotte: roba da sciattone dell’istituto professionale. Noi liceali dovevamo mantenere un certo decoro e consegnare al mondo un’immagine che rasentasse come minimo la perfezione. Questo valeva anche per i “diciottesimi”. Molte delle mie compagne recapitavano a mano gli inviti, le aristocratiche invece li facevano consegnare da un lacchè o dalla filippina. I diciottesimi si festeggiavano all’interno di sontuosi alberghi con un menu deciso dal papa in persona. Consigliato l’abito scuro.

Noi figlie di operai – cresciute a pane raffermo e a suon di “Bella ciao” – ci limitavamo ad un semplice sms inoltrato a tutta la classe con luogo e ora della festa. Quattro pasticcini presi al discount e vodka a volontà nel locale a ingresso libero del paesino. Mica pizza e fichi.

Ma, dicevo: la mia cena di matura. Ricordo che pregai mia madre di aiutarmi a cercare un abito per la grande soirée. La commessa mi propose un abito da ggiovani verde petrolio, che donava terribilmente al mio favoloso incarnato. D’altra parte a me dona qualsiasi cosa, ma non sono certo qui per fare troppo la modesta. Mia madre mi fece pure i boccoli ai capelli. Sfoggiai inoltre uno smalto rosso fuoco. In pratica somigliavo sempre più a una prostituta messicana coi capelli alla Bollywood; ma che dico? Io sono sempre stata un sacco bon ton.

La mia classe – reduce dell’esperienza americana di qualche anno prima – sembrava pronta per il prom.

La cena si consumò in un ristorante di lusso e la serata proseguì in una discoteca molto in voga della zona. Che era presa d’assalto da moltissimi altri maturandi, tra i quali quelli poco raccomandabili e comunisti dell’istituto d’arte, assolutamente mal visto dalla nostra scuola di belle presenze. Ovviamente all’istituto d’arte ci andava la mia migliore amica. Insieme ci prendemmo una sbronza colossale, rubammo una bottiglia , anzi tecnicamente la rubò la mia amica e io le feci da spalla, così ci beccarono dopo mezzo secondo (quello fu il mio primo e ultimo atto criminale, fatta eccezione per il furto di un pacchetto di  Morositas all’asilo) e finimmo nelle stanze della tortura della discoteca. O forse erano dei semplici uffici. Qualcosa del genere.

Io continuavo a ridere, dopodiché convinta che sarei finita in galera cominciai a piangere. Risultato? Mascara ovunque.

Fu una serata pazzesca, da quel che ricordo. La mattina era previsto il rientro nella città che ospitava la scuola per maltrattare quelli delle classi inferiori (ehm, della scuola dico). Io ero talmente distrutta che anziché imbrattare gli sbarbatelli con uova e farina presi la prima corriera che passava e tornai a casa a farmi una bella dormita.

La cena di matura è un’esperienza che ti rimane nel cuore. Un’esperienza che vi cambia la vita, letteralmente.

Vi sto scrivendo dalla cella della discoteca, tra qualche anno dovrei finire di scontare la mia (ingiusta) pena.

Annunci

34 pensieri su “Prom

    • Cose da V ha detto:

      Moltissima nostalgia! Le serate più belle sono quelle che ti sembra di esserti divertito/a perché eri sbronzo/a. (Ci metto il copyright su sta frase). A parte tutto, ho sempre adorato quella frivolezza dei 18/19 anni… E anche dei 25.

      Liked by 1 persona

  1. Zeus ha detto:

    Ahahahahahaha… la cena di maturità…. ahahhahahah… scusa, ma a ripensarci mi viene da piangere.
    Comunque mi sa che ti frego l’articolo e me lo rivendo sul mio blog, ovviamente citandoti 😀
    Posso dirtelo!? Scrivere dalla cella della discoteca non è neanche il peggior posto esistente al mondo 😀

    Mi piace

  2. Stardust mamy ha detto:

    ahahhahahha! ma sei piccina? o sono io vecchia? o da me non si faceva? Non ricordo cene di matura….ma solo l’ultimo gg di scuola nel parco del liceo con il mio amore di allora strafatto di non ricordo cosa e la professoressa di sociologia, ex 68ina che rideva guardandolo parlare ai fiori….che storie, mi hai fatto tornare lì per un attimo….. 🙂 ❤

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...