Peli e riflessioni

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Uguale…

Mentre facevo la doccia e intanto mi passavo il rasoio lady sulle gambe, che non fai in tempo a finire una gamba e cominciare a depilare l’altra che i peli sono già ricresciuti… Che poi si sa, quando una donna decide di levarsi i peli significa che… Ah, no. Questa stronzata del taglio nuovo, vita nuova, vale per i capelli.  Anche perché i peli una è costretta a togliersi spesso, si sa che la società non perdona.

Per la cronaca: ho tagliato pure i capelli.

Dicevo, mentre mi depilavo canticchiando motivetti estivi, come se fossi una di quelle fastidiose persone che non aspettano altro che arrivi l’estate per sentirsi felice e tutto quanto. Ma per cortesia. Io odio l’estate. Gente mezza nuda, appiccicaticcia, finire il turno e arrivare alle sagre quando i musicisti sono già andati a dormire e le friggitrici sono già state nettate.

Dai su, l’estate è per mentecatti. E per i giovani.

Insomma, quest’estate farò una stagione ridotta, ecco tutto.

A luglio o giù di lì, comincio a lavorare sul serio. Con un contratto vero. In un ufficio (dove ho fatto il tirocinio nel 2015) con l’aria condizionata, la macchinetta del caffè nei sotterranei, gente over 50 e cose di questo genere.

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Niente più clienti rompicoglioni da deridere assieme alle colleghe. Niente più birretta dopo il turno di lavoro seduta sul bancone. Niente più se finiamo presto andiamo a bere una roba? 

Cambierà tutto. La mia vita cambierà e non so se in peggio o in meglio. Beh, stipendio corposo a parte.

Il fatto è che non avrei dovuto dirlo, perché non è ancora una cosa super certa. Però non ho resistito. L’ho già detto a un’amica. Che l’ha detto a un’altra amica. E via così…

E stamani dal medico mi sono uscite le parole di bocca prima che potessi accorgermene. Ehm, mentre parlavo con la pettegola del paese.

Ma ciao cara V. Complimenti per la laurea. Tutto bene? E adesso che fai?

Merda. Ma chi ha voglia di dire alla pettegola del paese che dopo 5 anni di università stai ancora a servire calamari fritti?

E così, prima che lei cominciasse a parlarmi del suo figlio prodigio (è effettivamente un prodigio) ho sparato tutte le mie cartucce, incapace di trattenere un sorrisetto piuttosto soddisfatto.

Nel caso in cui sta cosa non andasse in porto emigrerò e ciao.

Che poi a me piacciono le scene in cui la gente cambia ufficio. E hanno i portapenne, le foto del figlio, le scartoffie. E infilano tutta la vita d’ufficio in una scatola e se ne vanno altrove.

Io non ho niente. Non è che posso presentarmi lì con la polo puzzolente arancione del ristorante, infilata in uno scatolone, come segno della mia vita lavorativa passata.

Non so, mi pare poco pertinente, ecco.

Comunque me la sto facendo sotto dalla paura, questo è quanto.

 

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40 pensieri su “Peli e riflessioni

  1. Stardust mamy ha detto:

    EVVIVA!!!!!!!!!!!!!! L’hai detto quindi posso dire evviva giusto??’ Sono super felice per te!!! Anche io ho sempre sorriso di fronte ai film americani dove la gente va va con gli scatoloni 🙂 io avrei solo da portarmi via il cactus e un omino lego di A. che tengo nel portapenne 🙂 In bocca al lupo e tienici aggiornati!!!!

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      • Fabio Agnelli ha detto:

        Ahahahah!! Io sotto la doccia cerco di cantare robe mica troppo danzerecce. Poi sbatto dappertutto. Usando il doccino come microfono… ” si è spento il sole e chi l’ha spento sei tu”… mossa da dab dance (che adoro per ignoranza) e via di gomitate a caso…

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  2. Zeus ha detto:

    Oh, il cambio da un lavoro frizzi-e-lazzi (non è vero, avevo da fare, ma rispetto a questo è tutta un’altra cosa) ad un lavoro “serio” mi ha steso. Per poter andare avanti, e non scherzo, a pranzo mi bevevo una pinta di Guinness. Quando ho incominciato a capire che la Guinness mi stendeva a causa del nervoso, ho smesso. La Guinness, non il nervoso.
    Comunque complimenti. Soprattutto per l’aria condizionata (che, da noi, funziona un po’ a membro di segugio) e per lo stipendio corposo (che puoi dire tutto, ma se non ce l’hai son cazzi).

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    • Cose da V ha detto:

      Lo posso (lontanamente) immaginare. Infatti sono terrorizzata, ma bisogna pur campare. Gli uffici erano freschi e la mensa è ottima. Per il resto, si vedrà. Sono certa che sentirò la mancanza dei clienti rompiballe ; )

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  3. Lallib ha detto:

    Niente, a quanto pare la paura è il sentimento che va più di moda ultimamente. Ne ho parlato anche io nell’articolo pubblicato non più di 5 minuti fa. Comunque l’estate fa schifo e farsi i peli è sopravvalutato. Buon inizio carriera! 😉

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    • Cose da V ha detto:

      Sentimento comune e onnipresente, ahinoi. Ora vado a leggermi il tuo articolo. ; ) Ps: grazie e sì, l’estate fa schifo, non capisco questa voglia di vivere improvvisa che prende la maggior parte quando comincia il caldo.

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  4. lamelasbacata ha detto:

    Come sono contenta!! Un lavoro serio o un serio lavoro per la mia cara V!!
    Questo vuol dire fior di post da leggere sulle tue avventure in ufficio, raccontate con la tua splendida ironia 😉
    Nell’attesa vado a depilarmi le gambe che altrimenti mi tocca farci le treccine e sto con le dita incrociate fino al big day.
    Un bacio grande grande….. smuacckete!! :*

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  5. ivano f ha detto:

    Massì, ci saranno nuovi rituali durante e dopo il lavoro, non sarà la stessa cosa di adesso – pe’fforza- ma potrebbe essere più bello -persino! 🙂 – e poi le sagre eh, finalmente le sagre a orari umani, quei mitici complessi musicali che… chissà se sono ancora sulla piazza J. e i Ricordi 😀
    Tutto il bene 😉

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  6. SognidiRnR ha detto:

    Oh le cose si fanno serie da queste parti!!
    Non vedo l’ora di leggere i tuoi aneddoti da ufficio vero, lavoro vero, colleghi veri!! Insomma Il futuro prende forma o almeno ci prova e son contenta per te 😁
    i cambiamenti terrorizzano sempre ma siamo gente allenata sul campo, l’improvvisazione non manca da queste parti e secondo me te la puoi cavare bene( non sarà mai peggio della volta che il cane ti si attaccò alla gamba mentre servivi da bere, no?!) 😂😂

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  7. cosinonvale ha detto:

    Arrivo tardi per l’in bocca al lupo, ma mi sono imbattuta nel tuo blog solo oggi!!
    E’ sempre cosi “ansiolitico” cambiare lavoro (o iniziarne finalmente uno, o ricominciarne un altro, per l’ennesima volta..dipende dalle varie situazioni)..di solito ne ho una fottuta paura, ma poi ne rimango sempre contenta!Quindi ti auguro un in culo alla balena perchè tu possa proseguire sempre meglio e alla faccia delle pettegole del paese!
    p.s Bel blog!
    Vale

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  8. Therian ha detto:

    Ciao!! Bellissimo post ^____^ io da poco ho iniziato a raccontare le mie avventure in ufficio. Non è che va male. E’ più come essere nella giungla armati di un cucchiaino da caffè. Di plastica. In bocca al lupo!

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