Una fetta di culo

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Signore alla cassa:

“Non sono per niente contento, sa? Noi veniamo sempre a mangiare qui, ma questa sera non sono per niente contento”.

Ah, ma davvero? Non è per niente contento? Lo sa che anche per me è domenica sera, grandissima testa di cazzo che non è altro? Solo che a differenza sua è tutto il giorno che sono in piedi per servire e riverire le teste di cazzo come lei? Non è contento? Sa quanto sono contenta io, invece? Che mi devo sorbire la stagione pagata a nero quando ero convinta che avrei finalmente avuto un lavoro vero, senza bambini urlanti che corrono per la sala mentre tu sei lì col vassoio e le bevande traballanti e questi bambini cagacazzi ti fermano perché vogliono chiacchierare con te?

Mi fingo dispiaciuta, assumo un’espressione contrita, quasi costernata, lo guardo e gli dico: mi dispiace signore, che cosa è successo?

“Eh, ho chiesto il conto e nessuno me l’ha mai portato! E adesso, e adesso mi dica quanto devo pagare”.

Coglione.

“Ah e un’altra cosa. A me è stato portato il pane! Mentre i vicini di tavolo avevano i grissini! Anche io volevo i grissini!”

Oh mamma mia! Che ingiustizia! Che affronto! Che malignità! Come farà a dormire sonni tranquilli dopo un simile sopruso?

(Chiedere a una cameriera/cameriere di farsi portare due grissini merdosi era troppo, ma troppo impegnativo).

Caro signor, oltre al pane, alla cena, alle bevande, ai nostri sorrisi non certamente scontati, alla nostra gentilezza, cosa voleva? Anche una fetta del mio culo? 

Invece…

“Signore, sono tot euro e cinquanta. Posso offrirle un limoncello?”.

Posso anche sputarci dentro, se lo desidera.

“Ah, quello lo accetto volentieri, sì”.

Ma non l’avrei mai e poi mai detto! Invece sa dove può mettersi i famosi grissini del vicino?

“Ecco qua signore, buona serata e grazie”. Sorrido gentile, augurandogli le 10 piaghe d’Egitto.

E un vaffanculo, di cuore.

Una signora mi guarda e con gentilezza e un certo tatto mi dice “coraggio, cara, manca poco alla fine dell’estate”.

Avrei potuto abbracciarla singhiozzando senza ritegno.

 

 

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21 pensieri su “Una fetta di culo

  1. Zeus ha detto:

    Diciamolo subito: i clienti sono la razza peggiore al mondo.

    Domenica eravamo noi i clienti (io e un mio amico): mi sono comportato bene, tanto che la cameriera (dopo che lei si è fermata a chiedere, parlare etc etc incuriosita da questi due brutti ceffi) ci fa “scusatemi veramente ragazzi, vorrei passare più tempo a chiacchierare, ma ho altri tavoli pieni” ehehe.
    Facciamo subito amicizia con la gente.

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    • Cose da V ha detto:

      è sempre bello quando le persone sono gentili e io che non sono proprio la persona più socievole al mondo mi fermo a chiacchierare volentieri. Purtroppo però ci sono spesso cafoni o persone incontentabili. Quando esagerano io mi incazzo, quando avevo 16 anni lasciavo correre, adesso impartisco lezioni di educazione agli incivili.

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      • Zeus ha detto:

        Eheheheh. Rieducational Channel di V? 😀
        Comunque nell’agriturismo tutti si son fermati a chiacchierare con noi. Siamo simpatici burloni 😀

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    • Cose da V ha detto:

      mi hanno chiamata a fine giugno dicendomi che tra 2 settimane mi avrebbero chiamata per il contratto, invece nada. Venerdì mi è stato detto che dovevo mandare il cv a un’agenzia (a cui si appoggia l’azienda), questo dopo 2 mesi che vado avanti attendendo il miracolo. In sintesi: ho sprecato l’estate. Mi hanno detto che il lavoro c’è, ma che i tempi sono lunghi… Mah, ormai finisco la stagione al risto, se non mi chiamano là tocca cercare lavoro D: ❤

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  2. cicesdiary ha detto:

    😂😂😂 questi sono come i clienti che vengono nel negozio dove lavoro io la domenica pomeriggio e alla domanda “tutto bene?” Rispondono “mah, è domenica e sono qua dentro..però certo, state peggio voi che lavorate oggi” 😑 (la mia risposta é sempre “con il caldo che fa fuori, almeno stiamo al fresco 😉”

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  3. Evaporata ha detto:

    Con questo genere di lavoro impariamo a recitare meglio che in una scuola di arte drammatica. Ho indossato maschere per 14 anni lavorando in un circolo golfistico frquentato da persone arricchite di denaro e ricche di ignoranza genetica. Come ti capisco!

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  4. redbavon ha detto:

    Il cliente sarà pure sacro, ma è pure vero che a volte bestemmiarlo non è peccato. E’ come se il semplice fatto di pagare, a certe persone dia il diritto di pretendere anche la fettina di culo vicino all’osso. Spero che utilizziate, non i sottili grissini torinesi, ma quelli belli grossi, aromatizzati e cosparsi di semi di sesamo. Il sesamo ha tante proprietà, ma in certe parti può diventare fastidioso come la granella di ghiaia piccola spezzata…

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  5. ivano f ha detto:

    Beh, intanto ne è uscito un post… che fa ridere 🙂 Poi però penso che quei cagacazzi lì esistono davvero -e il cielo si oscura. Fatti forza pensando alla birra dopo la chiusura 🙂
    Ogni bene

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