Cheesecake all’olio di palma

Ebbene, il bisogno impellente di buttare giù deliri e piagnistei alla fine ha prevalso o meglio: dopo tot “giorni no” ne è arrivato uno mezzo sì. E quindi che fare se non fiondarmi a raffica qui deliziando voi blogger con la mia pres… No, scherzo. Sono venuta a deliziarvi con una fantastica tortazza estiva.

Una torta che uccide. Il caldo. Le zanzare. La dieta. Talmente piena di male che uccide pure gli inestetismi.

Al lavoro tutti non fanno altro che parlare di torte. Me compresa. Ormai è un’ossessione: vedo torte ovunque. Solo che dovevo uscire dalla mia comfort zone della torta al cioccolato (quella che per inciso prepara una bambina di 10 anni) e mi sono buttata sul dolce estivo più gettonato di sempre: la cheesecake!

Per prepararla vi servirà non solo olio di gomito, ma soprattutto olio di palma.

Che a dirvela tutta sta diventando introvabile.

Ora bisogna richiederlo esplicitamente, altrimenti tutti fanno finta di non conoscerlo.

Già.

Questa torta farà crescere i vostri pargoletti forti e sani.

In fin dei conti voi come siete diventati mangiando merendine e Nutella?

Sani come pesci.

Quindi…

L’olio di palma fa super benissimo. Guardate le generazioni di oggi che si ritrovano tutto senza olio di palma. Perfino l’olio extravergine porta la dicitura “senza olio di palma”. Coda di paglia eh, olio extravergine?

Le generazioni di oggi mangiano tutto senza olio di palma e infatti ne hanno sempre una. Il raffreddore, il mal di gambe, i brufoli… Eh, appunto.

Che cosa vi servirà per preparare questa fantasmagorica arma letale?

Nutella, of course.

Simpatia.

E queste cose qui, robine leggere leggere:

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Io le gocce di cioccolato alla fine non le ho utilizzate, ma se le avessi tolte dalla foto si sarebbero offese a morte.

La ricetta originale la trovate qui: http://ricette.giallozafferano.it/Cheesecake-alla-Nutella.html

Se avete dubbi, incertezze, domande a riguardo… Beh, affari vostri.

Ah, quasi dimenticavo:

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Scattate con Lumia Selfie

Questa sono io: la cuoca. Anche se in realtà si trattava di una ricetta senza cottura! Ho incluso occhiaie e capelli schifosi nella foto perché non avevo un altro barattolo di Nutella.

Cookies da V: ricetta di Mela

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Qualche personalità di spicco che sfoglia il mio blog con noncuranza sgranocchiando i miei cookies.

In un’uggiosa giornata di maggio scrissi un post sui miei cookies mal riusciti e la mia carissima amica di blog (niente, non riesco a schiodarmi da sto “amici di blog”) Mela Sbacata venne in mio soccorso con una favolosa ricetta dei suoi cookies.

Voglio dunque ringraziarla perché i biscotti sono venuti buonissimi: burrosi e dolci al punto giusto, ma non stucchevoli. Poi io amo qualsiasi biscotto a base di burro, una volta sostituii il burro con l’olio di semi… E mi sentii persa.

Mela quando parla di cucina scrive cose come questa (Lo zen e l’arte di preparar biscotti). Insomma, è un piacere leggerla pure quando ti spiega il procedimento di una ricetta.

Comunque mi chiedevo perché a me riesca tutto male, esteticamente. Mi auguro non mi venga mai in mente di fare un bambin. Nel caso in cui venga male pure lui, beh: lo cospargerò di zucchero a velo.

Ma bando alle ciance…  Vi presento i miei (brutti), ma buoni cookies, ma ora, intendiamoci: i cookies di loro sono brutti. Volete dirmi che i cookies che vende Starbucks sono più belli dei miei? Non rispondete.

Grazie Mela!!!

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Desperate housewife – tesista

Premetto che adoravo il telefilm “Desperate Housewives”, nonostante io sia una pessima casalinga, mi faceva troppo ridere quel telefilm, vedere gli altri fare le faccende e sfornare figli mentre io me ne stavo seduta comoda a ingozzarmi di pop corn… Beh, era una gran soddisfazione.

A ogni modo, in attesa che giunga marzo (inoltrato), mese più schifido di febbraio (se possibile) e che riprenda il lavoro al ristorante (piango) sto dedicando anima e “corpo” alla tesi.

Va beh, che cazzata che ho detto.

In realtà non studiando medicina, né ingegneria, né fisica, francamente non mi sento di poter dire di aver versato sudore e lacrime, oddio sudore magari nella sessione estiva sì, lacrime, beh, non per l’università.

Certo, non è stata una passeggiata ma manco una cosa così impossibile… Ovviamente lo dico perché ieri ho scritto le conclusioni della tesi.

E quindi sono quasi, ma quasi una donna libera.

Tuttavia mi sto altamente rompendo le ovaie… Nel paniere.

Più precisamente nella terrina.

Perché sì, la mia condizione di studentessa ormai non più in crisi per gli esami ma solo in crisi esistenziale mi spinge ad avere sempre fame.

Sono come quegli adolescenti che crescono e si strafogano sempre di cibo… Solo che io non sono più adolescente.

Quest’anno dunque o meglio negli ultimi mesi ho iniziato a pensare che non (spero) vivrò per sempre sotto l’ala materna… Volendo un sacco di bene a mia madre non posso resistere altri dieci anni sottostando al suo regime nazy che impone a chiunque sia seduto a tavola di chiedere il permesso per alzarsi e cose del genere, insomma.

Poi, essendo io una donna parecchio emancipata, fino all’anno scorso dicevo ma che cazzo me ne frega se non so cucinare, tanto il mio ragazzo è bravissimo, cucinerà lui quando andremo a vivere insieme…

Sì, ciao.

Per anni mi sono (quasi) sempre limitata all’essenziale per la sopravvivenza.

Ma ora gente, ora è nato in me qualcosa… Uno spirito creativo che, grazie alla lettura di blogZ culinari, di post culinari e la visione di programmi di cucina (va beh, questa è una mia vecchia ossessione)… Insomma, grazie a tutti questi stimoli, ho deciso di sperimentare piatti (ossia di copiare papale papale le ricette altrui) in modo tale che quando andrò a vivere SOLA COME UN CANE (con un cane, spero, almeno una gioia, porca puttana) potrò godermi dei gustosi manicaretti, vantandomene pure… Sono in programma il pollo alla birra (stasera) e un modo per far mangiare i legumi ai bambini… Cioè a me, che li schifo. Le polpette di ceci, i felafel o come azzo vi pare.

E ora, guardate qua… Con questi biscottini e biscottoni (che è la solita fottuta frolla che faccio sempre, trita e ritrita) ma shh…

Con questi biscotti potete chiudere l’internet.

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Ovviamente non riprendo i biscotti dall’alto, mostrando così le forme decisamente poco armoniose (inspiegabile sta cosa, visto che ho usato gli stampini) o la delicatezza con cui ho schiaffato sopra il cioccolato fuso.

Sono una torta non sono una santa

Comunque io la torta Mars alla fine l’ho fatta.

È la torta ideale se siete giù di morale. O di glicemia.

Se il vostro fidanzato vi ha lasciato.

Se il tizio (testa di cazzo) che vi piace non vi scrive più.

O se non sa manco che esistiate.

Se, in compenso, quello che non vi piace vi tormenta.

Se la gente vi chiama signora.

Se non siete fotogeniche.

Se siete state friendzonate.

Se vi si è spezzata un’unghia.

Se sperate che vi crescano ancora le tette: sappiate che si cresce fino ai 25 anni, quindi magari per qualcuna di voi c’è ancora speranza.

Se ci provano sempre i peggio tizi.

Se solitamente bruciate le torte o i biscotti. Si tratta infatti di una “torta” senza cottura.

Se siete studentesse in crisi… Di astinenza.

Se la vostra vita fa schifo.

Insomma, è una torta per tutti i giorni.

Vi serviranno pochi ingredienti, ma belli potenti: i famosissimi Mars, del burro (perché il Mars da solo non è sufficiente!), del riso soffiato (bianco o al cioccolato: fate vobis), meglio se “scrocchia”.

E, se vi sembra di non aver fatto abbastanza schifo: del cioccolato al latte/fondente (quel che vi pare) per decorare la vostra torta biologica.

(E dell’insulina, come digestivo).

Questa è una torta dalla difficoltà estrema.

Ci vuole una certa dedizione e molto sentimento per realizzarla.

In molti iniziano a farla per poi arrendersi al primo step.

Tuttavia se seguirete attentamente quell’unico passaggio (e mezzo) della ricetta, forse… E dico forse, riuscirete a prepararla (senza versare troppe lacrime).

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Et voilà!

Ecco qui la terrificante torta Mars di non molto magra consolazion!

Non fatevi ingannare dall’aspetto: è molto peggio di così!

Qui trovate la ricetta.

Mood (quasi) natalizio 2

Sapevo che non avrei resistito alla tentazione di scrivere un secondo temino semi – natalizio.

Oggi brillante idea: mercatini di Natale a  Grado.

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Dico la verità, a me i mercatini natalizi non sono mai piaciuti un granché, nel senso che gira e rigira son sempre le stesse bancherelle. Solo che sto cercando qualche decorazione per la tavola del 25 dicembre e quindi mi sono detta ma sì, famo sta follia. Arrivati a Grado (graziosa citttadina di porto in provincia di Gorizia) ci siamo trovati effettivamente calati in una semi – atmosfera natalizia… Qualche presepe, due decorazioni, gli alberi di Natale. Il problema è che dei mercatini neppure l’ombra. E sapete perché? Perché ci saranno dal 20 dicembre al 6 gennaio, pff.

E insomma mi sono consolata mangiando una frittella e gustandomi una densissima cioccolata calda al bar.

In realtà io non impazzisco per l’accoppiata mare e Natale, nel senso che per me le città di mare possono addobbarsi quanto vogliono, ma non saranno mai natalizie (al 100%).

Comunque, tornata a casa ho iniziato a fare le prove generali per gli antipasti di Natale. Va detto che io non cucino (quasi) mai e che ovviamente non so cucinare, salvo robe essenziali. Ma quest’anno ho detto: voglio fare qualche antipasto per avvelenare i parenti che oseranno chiedermi come procede la tesi e dove ho nascosto il fidanzatino.

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Così ho stalkerato la bravissima Ricette da coinquiline per cercare qualche antipasto facile e veloce da sperimentare. Infatti si sarà chiesta chi continuava a cliccare la stessa ricetta, ma non ho avuto tempo di stare al pc in questi giorni e di stamparla, di conseguenza al supermercato aprivo la sua ricetta perché non ricordavo gli ingredienti. Questa è la ricetta che ho provato a fare (Bacchette magiche al formaggio). La prossima credo sarà quella dei muffin salati.

Le mie povere bacchette sono venute davvero buone, il problema è che sono terrificanti alla vista perché non le ho chiuse bene. (Per capirci, leggetevi la ricetta originale). Ho indossato anche i guanti da chirurgo e ho utilizzato il frullatore, per sporcare il meno possibile la cucina e le mie manine preziose.

Dottore ho un problema

A parte che stanotte ho sognato Dottor House che mi serviva da McDonald’s. E come in ogni mio sogno (a questo punto direi incubo) ogni volta mi trovo sul punto di mangiare qualcosa ma poi mi sveglio o la scena cambia. Ma porca puttana, come è possibile? Mi sembra un vero e proprio tormento, quasi quasi invidio chi sogna il tipo con l’ascia che ti insegue. Che poi, sbaglio o pure lì non ti affetta mai lo psicopatico? Corri e corri e quello non ti raggiunge, storia simile ai miei sogni col cibo.

Beh, dopo aver sognato cibo non mangiato mi è venuta voglia di biscotti al burro. E così in preda al delirio, alla fame, alla gola… Mi sono messa a fare i biscottini burrosi.

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Ora, la ricetta è la seguente:

  • Digitate su Google “biscotti al burro facili” o “biscotti che non prevedano attese lungherrime”
  • Spulciate le varie preparazioni e se siete impazienti, impulsivi e incapaci q.b trovate una ricetta che preveda l’uso del frullatore che impasta lui, fa tutto lui, così non dovrete manco sporcarvi (troppo) le mani e perderete giusto mezz’ora (a chiudere il frullatore, intendo)
  • Non siate tirchi ed eccessivamente pigri come me nell’aggiungere le gocce di cioccolato, perché poi ve ne pentirete a risultato finale.
  • Se i biscotti prima di entrare nel forno erano quasi accettabili e una volta usciti erano brutti e deformi… Cospargeteli di zucchero a velo.
  • Se vi sentite romantici usate gli stampini a cuoricino.

Questi biscotti sono sempre un successone, in qualsiasi stagione. Io li faccio quando sono da sola, quando non c’è il rischio che qualcuno li assaggi e ve lo assicuro: faccio sempre la mia porca figura.