Marchette nei blog

Parlando con quella screanzata di Ricette da coinquiline le ho confessato di aver ricevuto un certo commento in un certo post da una tizia. Il fatto è che non mi era mai capitata una cosa simile  (non sono abbastanza vip) ed io che non sono diplomatica ho reagito in malo modo (come sempre). Insomma, una persona è venuta a farsi pubblicità in questo spazio dove ci sono sì e no quattro anime e si è stizzita quando le ho detto che era fuori luogo. Voi direte, serve metterla alla gogna? Io vi risponderei di sì, perché mi attacco a qualsiasi cosa pur di sfogare i sentimenti negativi che ho di sti tempi ma sarei ipocrita a nascondermi dietro a questa scusa, perché l’avrei fatto pure in un giorno soleggiato e sereno. Io odio certe tipologie di persone. Sono pesante e giudicona, ma che dignità hai se vieni a descrivere il tuo blog in quello di un’altra persona, che tra parentesi manco conosci? E ti scazzi pure se te lo si fa notare. Questa persona si è difesa dicendo che le era stato consigliato di fare così. Io, approdata su WordPress qualche mese fa, salvo un paio di persone, ce ne ho messo di tempo a farmi leggere da più di quel paio di persone, primo perché non facevo nulla di accattivante, secondo perché prima di commentare devo valutare bene la persona che sto leggendo e vedere se è bendisposta al dialogo. Quando persone che leggevo e ammiravo da tempo si sono iscritte qui, dopo ere intendo, mi ha fatto ovviamente piacere e l’ho vissuta come una conquista, ma di certo non andavo a far marchette nei blog altrui. E con marchette intendo fare così: ciao, sono V, nel mio blog parlo di… uhm, di??? Di che cazzo parlo in questo blog?. Capito? Marchettare intendo descrivere il mio blog a sproposito negli spazi altrui. Voi direte embè, che ce frega a noi, no niente, è che certi atteggiamenti mi spiazzano… Comunque io sono V,  nel mio blog si parla del nulla, ma manco di quello a dirvela tutta, ognuno è libero di esprimere il proprio parere, ma se il parere è diverso dal mio sono cazzi amari, il mio blog è il più speciale di tutti, il più intelligente di tutti, il più bello di tutti infatti ha una grafica che manco mia nonna defunta avrebbe saputo tirare fuori, insomma, ci siamo capiti… Ecco, se volete farci sorbire queste manfrine fatelo nei vostri blog, non in quelli altrui che rischiate pure di farvi una pubblicità di merda.

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Ciance sui blog

Essendo una domenica da nausea e da tir che mi massaggia le ovaie non tanto dolcemente ho deciso di fare una riflessione sui blog. Premesso che di riflessioni ne ho lette svariate (a riguardo) e mi sono trovata più o meno d’accordo, perciò prendo spunto da voi. Credo che tutti (chi più, chi meno) abbiano aperto un blog per raccontarsi, alla fine pure quando si recensisce qualcosa si racconta qualcosa di sé, tipo un’impressione che ci ha dato una certa cosa rispecchia un po’ quello che siamo. Personalmente il mondo dei blog mi ha sempre affascinata molto, perché non so voi, ma delle mie amiche quasi nessuna legge ciò che scrivo. Potrei benissimo fare nomi e cognomi e loro non lo saprebbero mai. (Col cazzo che vi faccio nomi e cognomi delle mie amiche fighe, non ci sperate).”Avranno altro da fare” (o di meglio), ma assolutamente sì. Invece qualcuno che magari non immaginavi ti dice “ho letto ciò che hai scritto, mi trovi perfettamente d’accordo”. Oppure “non condivido nemmeno una parola”, però ha letto, ciò che ha letto lo ha fatto pensare, gli ha fatto venire in mente un’opinione. Ecco, questo per me è fondamentale quando ci raccontiamo: l’interazione. Che magari all’inizio uno non osa (io in primis) ma poi non può fare a meno di criticarti o di elogiarti o di dirti che sei una testa di cazzo se la pensi così. In effetti questo spazio l’ho aperto per quello, per andare oltre il mero social netwkor (dove mi capita comunque di condividere qualcosa del blog) e perché il confronto mi è sempre piaciuto, pure quello dai toni accesi, magari non troppo cruento, ecco. Per quanto riguarda i blog che ci sono qua o meglio gli utenti, qualcuno proprio non lo capisco. Tipo quelli che ti seguono e vai a capire tu perché ti seguono. Stalker? Ma magari! Sono i fantasmi di WordPress, stagnano tra i tuoi contatti da millemila anni ma non intervengono, non leggono, non ti lasciano un segno del loro passaggio, forse l’hanno fatto due volte nel lontano 98 e poi sono svaniti nel nulla. O meglio, respirano, ma solo a casa loro. Ma allora che mi tieni a fare fra i contatti se non te ne frega una cippa? Misteri. (Non sto dicendo che uno debba sempre “farsi sentire”, figuriamoci, ci sono post noiosi, post poco interessanti e altri che magari “tirano” di più, però se tutti i post appartengono alla prima categoria levami e amici come prima, no?) Infine non reggo quelli che non rispondono mai quando commenti i loro blog. Trovo sia una mancanza di rispetto verso chi ti legge, anche perché se non ti confronti dopo aver sganciato la bomba che senso ha? Tanto per vedere le classifiche schizzare alle stelle? Per vincere il premio “blogger dell’anno per maggiori commenti ricevuti”?  Tutto è possibile. Anche la mia acidità domenicale dovuta al mensile scombussolamento ormonale, lo è, e vince oggi il premio pesantezza.

Ritorno sui miei passi

Le premesse, si sa, devono sempre risultare accattivanti o la lettura viene abbandonata dopo la prima riga. Per questo ho deciso di cominciare a riempire questo spazio con alcune frasi tediose e di circostanza. Masochismo? No, è che non so fare altrimenti. Conclusa questa premessa nella premessa (piuttosto sterile, lo ammetto) vi informo che non scrivevo su un “blog” da moltissimi anni. “Issimi” si fa per dire, avendone io ventitré, trovandomi quindi nel fior fiore della mia giovinezza e, “bellezza”, o perlomeno così dovrebbe essere. Vi ricordate quel grazioso spazio che MSN metteva a disposizione per gli utenti più avventurosi? Si chiamava “Space” se non ricordo male (da non confondere con il più conosciuto Myspace). Io scrivevo lì cose senza alcun senso e riflessioni su quanto amara fosse la vita per noi adolescenti. Mi lamentavo del mondo e dei suoi abitanti e cose di questo genere. Avevo circa tredici anni, non andavo dalla parrucchiera e anziché dedicarmi ad attività nobili come lo sport o i ragazzi mi rifugiavo in quel piccolo spazio che veniva “letto” dalla mia nutrita schiera di contatti. Contatti che contavano sì e no tre compagne di scuola e un paio di utenti conosciuti in qualche forum. Devo dire che le cose non sono cambiate molto, non sono mai diventata una sportiva né una mangiauomini, in compenso, però, vado dalla parrucchiera!