Harry Potter tag! (Perdonatemi)

hpglasses

Lo so, lo so.

È demodé, non ha alcun senso parlarne oggi, rivangare il passato, sguazzare nella nostalgia… Ma!

Ma, ma, ma!

Mi sono imbattuta in un video di una “youtuber” che ha risposto a delle domande su Harry Potter (normalmente recensisce libri) e ho voluto copiarla spudoratamente.

Lo so. Ho una certa età per queste cose, ma Harry Potter è un libro per tutti, belli e brutti, soprattutto brutti. E non ho resistito.

Dunque, il giochino consiste nel rispondere a una serie di domande su questa intramontabile saga fantasy, giusto per farvi due palle così! Evviva!

Iniziamo:

1. Quando e come hai conosciuto Harry e il suo mondo? 

Allora. Una mia compagna di classe delle medie mi regalò “Harry Potter e la pietra filosofale” e io ringraziandola con un sorrisetto forzato lo lasciai prendere polvere nella libreria per qualche anno. Ricordo che me lo chiesero in prestito e io senza tante cerimonie lo sbolognai (non mi venne mai restituito). Poi mi regalarono “Harry Potter e il prigioniero di Azkaban”: fu amore.

2. In che ordine hai letto i libri? 3, 4, 5, 2, 1, 6, 7 (circa meno quasi).

3. Qual è il tuo libro preferito? Quello che non ti è piaciuto? Harry Potter e l’Ordine della Fenice (il quinto). Il primo forse è quello che mi è piaciuto di meno, l’ho trovato infantile, in un certo senso.

4. Qual è il tuo personaggio MASCHILE preferito? Severus Piton. Mi piacciono (in letteratura e nei film) i personaggi ambigui, che oscillano fra bene e male. Piton è un personaggio sgradevole, con una personalità assai contorta. Tuttavia la sua storia è quella che ho trovato più intrigante.

5. Qual è il tuo personaggio FEMMINILE preferito? Hermione Granger: dentona, brava a scuola e sfigata. Impossibile non provare empatia. A parte vaghe somiglianze con voi sapete chi, cioè con me, Hermione è una dura. Non tradisce i suoi valori, è una lottatrice, ha buoni sentimenti. La AMO.

6. Dà un voto al tuo libro preferito dall’1 al 10 e spiega il perché. Al quinto libro do 10 perché è il più corposo in tutti i sensi. I personaggi e le loro storie vengono approfonditi. Le atmosfere si fanno decisamente più cupe. Si svelano dettagli sui genitori di Harry e su Piton.

7. La migliore trasposizione cinematografica e la peggiore? Le migliori direi le prime due, forse perché ho visto prima i film e dopo ho letto i libri. Tutte le altre fanno letteralmente schifo.

8. Qual è secondo te l’ambientazione migliore? E la peggiore? La Sala grande è la migliore. E anche l’antica casa dei Black. La peggiore? Nessuna.

9. Qual è il tuo Weasley preferito? Quello che non puoi neanche sentire nominare? Fred è il mio preferito, perché ha un umorismo fantastico. Percy è il più noioso, ma è interessante a modo suo.

10. Qual è la tua Creatura Fantastica preferita? Gli elfi domestici. E il gatto di Hermione: Grattastinchi.

11. Qual è il tuo Mangiamorte preferito? Bellatrix Lestrange. L’adoro per quanto è perfida. E apprezzo il fatto che sia sempre stata fedele a Voldemort, a differenza di altri. Oh, non sopporto i vigliacchi manco tra i cattivi.

12. Se fossi ad Hogwarts, quale sarebbe il tuo passatempo magico preferito? Osservare e studiare le creature magiche. Assistere a una lezione di Pozioni.

13. Quale tra i Big 7 è il tuo preferito? Ron Weasley. Ron è ironico, sarcastico e un tantino cattivello. Credo sia il personaggio più “umano” di tutti, perché sbaglia spesso, perché è invidioso, perché vuole ma non può. Dopo Piton è sicuramente il personaggio che ho apprezzato di più.

14. Qual è il tuo Professore di Hogwarts preferito? La McGranitt. Severa, ma giusta. E Lupin, perché valorizzava tutti gli studenti.

15. Qual è il tuo incantesimo magico preferito? Oblivion. Quello per far perdere la memoria!

16. Hai qualche libro su Harry Potter NON scritto dalla Rowling? Se si, quale? Nope. Ho un libro sulla Rowling, non scritto dalla Rowling: La maga dietro Harry Potter.

17. Hai mai partecipato a un raduno Potteriano? Dove? Assolutamente no. La sola idea mi crea profonda angoscia e disagio e una sottile punta di disgusto.

18. Hai qualche gadget potteriano? Cosa? Bastano e avanzano i libri, tutto il resto è noia.

19. Qual è la tua citazione preferita? “È inutile rifugiarsi nei sogni e dimenticarsi di vivere”. (Citazione pronunciata da Silente).

20. Chi avresti voluto che non morisse? Chi avresti lasciato che morisse? Fred Weasley. Se ci penso, soffro. E anche Lupin avrei salvato, dato che mi piaceva molto. Chi avrei lasciato morire? Boh, forse Sirius, perché alla fine faceva una vita terrificante dato che era rinchiuso in casa contro il suo volere.

21. Ti aspettavi un finale diverso? Se si, come lo avevi immaginato? Pensavo morisse Harry, sono sincera. Capisco che ci sarebbe stata una rivolta popolare, ma l’avrei trovata una scelta coraggiosa. Inoltre non ci sarebbe stato quell’inutile ultimo capitolo, né l’ottavo libro.

22. Qual è la tua materia preferita? Quella che non studieresti volentieri? Allora non avrei voluto studiare nessuna materia, in particolare Divinazione e Artimanzia (o na roba simile). Mi piaceva molto leggere le lezioni di Pozioni.

23. Cosa sceglieresti tra un gufo/ un gatto/ un rospo? Nessuno dei tre.

24. In che casa vorresti essere smistato? In quale ti rifiuteresti di andare? Corvonero. Non sarei voluta finire a Tassorosso!

25. Sei iscritto a Pottermore? Ti piace il sito? Non so se da ragazzina fossi iscritta a qualche diavoleria, francamente.

26. Cosa pensi di quelli che dicono “Harry Potter è solo un libro!” Che è vero. È solo un libro.

27. Hai letto anche gli altri libri di Harry? (Animali fantastici dove trovarli/ Il Quidditch attraverso i secoli/ Le fiabe di Beda il Bardo). Ho letto Harry Potter e la maledizione dell’erede. Un libro davvero evitabile.

28. Qual è il tuo Dono della Morte preferito? Il mantello dell’invisibilità, of course.

29. Qual è la tua coppia preferita della saga? Quella che non approvi? Sono banale! Mi piacciono Ron e Hermione. Non ho approvato Cho e Harry, perché lei era noioserrima e aveva delle amiche di merda.

30. Se potessi parlare con zia Jo, cosa le diresti? Good job!

L’idea l’ho trovata qui.

La youtuber è Ilenia Zodiaco: https://www.youtube.com/watch?v=KYN27ApTkvU.

Mi perdonerete per questo tag fuori moda e fuori tempo?

Non lo direte a nessuno, vero?

(Se qualcuno sotto i 13 anni mi legge: anche io ho 13 anni, giuro).

 

 

Harry Potter e la maledizione… Del sequel!

download-1

E niente, qualche tempo fa ho ceduto alla tentazione.

Ho visto Harry Potter e la maledizione dell’erede alla Coop, avete presente l’aria triste che assumono i libri buttati senza sentimento sugli scaffali del supermercato? Che hanno spesso etichette giganti (a volte più di una sullo stesso libro) con scritto sconto del 15%? Oppure  i best seller con quella copertina cicciotta che costano sempre tot euro virgola 99 centesimi. E probabilmente non li compreresti manco se costassero 99 centesimi.

Poi ci sono quelli che vanno tanto ora che cominciano tutti allo stesso modo: “la ragazza del…”. Che dù palle!

E niente, io ho visto Harry Potter in quel mucchio e ho pensato ai miei 7 libri della saga che ho a casa, a quanto volessero un fratellino, un nascituro di cui occuparsi… E io li ho accontentati.

E quindi eccomi qui, dopo aver letto nel giro di poche ore l’ultimo Harry Potter.

Lo consiglierei?

Ma che me frega, a me in tasca non ci viene nulla tanto.

Io l’ho comprato perché ero morbosamente curiosa. E poi sono un’inguaribile nostalgica.

Il problema è solo uno. Non aspettatevi niente di che. O meglio, non aspettatevi il mondo tanto amato di Harry Potter.

Perché sebbene i personaggi (quelli sopravvissuti, perlomeno, visto che la Rowling ne ha fatti fuori a iosa, tra l’altro accoppava sempre i miei preferiti, prima Sirius, poi Silente, poi Fred Weasley) dicevo, sebbene si ritrovino certi personaggi (e, ovviamente i tre protagonisti della saga) l’atmosfera è andata perduta. Avrei voluto utilizzare un termine più forte rispetto a “perduta” ma parlando di Harry Potter mi pigliava un po’ male.

Il libro è diviso in due parti ma non si tratta di un romanzo, bensì di un’opera teatrale, di conseguenza ci sono solo dialoghi. L’umorismo che caratterizzava i personaggi e i dialoghi della saga è del tutto assente.

I tre protagonisti (Harry, Hermione e Ron) qui non sono affatto la parte principale della storia, a leggerli oltretutto non sembrano manco loro. Che okay che nella vita s’invecchia, ma hanno perso tutta la loro verve.

Direi che è quasi un’altra storia, non fosse per le ambientazioni, i nomi famigliari, certi personaggi secondari che sbucano in alcune pagine. Tra l’altro qualche personaggio – nonostante l’edizione sia sempre Salani – mantiene il cognome originale (in inglese), quindi chi – come me – ha letto la saga in italiano si troverà un tantino spiazzato.

Veniamo però alla storia, in sé. Il libro è incentrato sul figlio di Harry Potter e di Ginny Weasley: Albus.

Albus deve farei i conti con la popolarità del padre, che poi il lettore si ricorderà che il povero Harry a scuola era un infelice sfigato, no?

Poi per carità, ha ucciso il mago più cattivo di tutti i tempi, ma poraccio, solo dopo che a scuola non andava più, quindi capirai il tempismo.

Vi ricorderete l’ultimo (odioso) capitolo del settimo libro? Dove tutti e tre sono adulti e con prole?

Il piccolo Albus chiede al padre: «E se divento un Serpeverde?»

Da lì in qualche modo riprende la storia, scopriremo a quale Casa è stato assegnato Albus, il rapporto con il padre, le amicizie che coltiverà e così via.

Ritroveremo personaggi che mai avremmo immaginato così “importanti” in un ottavo libro.

La storia è una sorta di “Sliding doors”, che cosa sarebbe successo se Tizio non avesse sposato Tizia e così via.

Sinceramente qualche punto è banale, ma i due protagonisti (già, perché come avevo anticipato i protagonisti non sono i tre maghetti della saga originaria) sono ben caratterizzati e questo mi ha reso la storia simpatica, sebbene sia assurda per certi (molti!) versi.

Non so se sia una scelta studiata, quella di evitare un approfondimento dei personaggi principali della saga concentrandosi su altri personaggi (vecchi) e creandone di nuovi. Nel senso, evitiamo di infangare la memoria del lettore lasciando da parte i protagonisti che tanto il pubblico ha amato e soddisfiamo le curiosità del lettore svelando dettagli su altri personaggi.

Ma allora che senso ha sto sequel?

Non ha alcun senso, se non quello di vendere facendola credere un po’ al lettore ingenuo.  E poi è stato realizzato per uno spettacolo teatrale.

Io personalmente ero più o meno consapevole a ciò che andavo incontro e non mi sono stupita né amareggiata leggendo questo libro, però ripeto: non aspettatevi un ottavo capitolo. Questo è proprio un altro libro, che non continua un bel ficco secco, che tratta di altri personaggi (pur famigliari a Harry) e lo fa in modo diverso rispetto allo stile della Rowling.

Si ri – famigliarizza con i personaggi originari verso la fine, dove Harry sembra ritornare in sé, dove semplicemente i tre amici (adulti) hanno maggiore spazio.

Concludo dicendo che avrei preferito un “prequel”, perché nella saga mi piacevano molto quei tuffi nel passato, soprattutto quando riguardavano le paturnie del povero Piton. E sì, ritroverete anche lui!

Una non – storia da lettrice

Oggi vi invito a leggere le mie quasi letture preferite commentate da KalosfAvvocatolo e Ysingrinus.

Andate a leggervi pure le altre storie di lettori mandate al pazzesco trio Kavvingrinus e inviategli pure le vostre, tanto che ve costa? Qui vi ricopio la mia “storia” che non è affatto una storia ma dire storia suona molto bene, però è molto più interessante arricchita dai loro commenti (più una bellissima foto), ve lo assicuro!

Infanzia ad oggi: letture più o meno significative

“Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l’autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira.” (J.D. Salinger). Ecco qui alcuni di quei libri.

Piccole donne (Louisa M. Alcott): prima elementare, mia zia si presenta a casa mia con sto libro e io mi chiedo: e mò chi glielo dice a questa che io leggo solo i Piccoli Brividi? Fingo quindi di leggerlo, mia madre si vanta con parenti e amiche di quanto io sia una lettrice precoce e la maestra dice ai miei compagni di prendere esempio da me, che questi sì che sono libri da leggere. Io non smentisco e leggo quel libro solo qualche anno dopo. Mi taglio pure i capelli come la ribelle Jo (una delle protagoniste), solo che mi stanno di merda e so che quel taglio osceno è la giusta punizione per aver mentito anni prima.

Harry Potter (J.K. Rowling): sono alle medie, suppergiù in seconda, c’è il boom di Harry Potter e io lo snobbo, mi vanto di essere una delle poche a non averlo letto. Un’amica mi regala il primo volume e io non lo leggo, pensando che sia proprio un libro per mentecatti. Così, quando una tizia me lo chiede in prestito non esito un secondo. Quel libro però, non l’ho più rivisto. Anni dopo mi regalano il terzo volume e io mi dico “va beh, famo sto sforzo” e da lì fu amore. Amo tutti e sette i libri. Harry Potter ha personaggi autentici, sia nel bene che nel male. È verosimile, nonostante si parli di magia, è facile immedesimarsi in molti dei personaggi, anche in quelli più ambigui. I protagonisti non sono dei vincenti, vengono derisi, faticano per emergere e devono contare solo sulle proprie forze… Che poi, essendo dotati di bacchette magiche non è che sia così difficile, eh. I “cattivi” principali hanno alle spalle delle storie affascinanti, che spingono il lettore a volerne sapere di più, talvolta si prova quasi compassione per loro, nonostante siano il male in persona. La morte è una costante in tutti e sette i libri, la Rowling non esita ad eliminare personaggi vicini al lettore. Non manca mai l’ironia, ingrediente (a mio parere) fondamentale per la buona riuscita di un libro.

Il giovane Holden (J.D. Salinger): lo leggo in seconda superiore e mi convinco che Holden sia l’uomo della mia vita, forse perché alto e “contaballe”. (Io sono il più fenomenale bugiardo che abbiate mai incontrato in vita vostra. È spaventoso. Perfino se vado in edicola a comprare il giornale, e qualcuno mi domanda che cosa faccio, come niente gli dico che sto andando all’opera.). È sicuramente il mio libro preferito. Holden è un incompreso, sospeso fra l’innocenza e la maturità, troppo maturo per adattarsi ai coetanei, ma ancora legato all’innocenza, alla purezza dell’infanzia, come d’altra parte si sa leggendo la scena centrale del campo di segale.

La signora Dalloway (Virginia Woolf): la storia di questa scrittrice mi ha sempre affascinata molto, vuoi per la fine che ha fatto, vuoi per le turbe che aveva, la Woolf è stata sicuramente una donna interessante. In questo libro credo che la Woolf abbia trasferito parecchie delle sue inquietudini, tentando di concedergli un finale “luminoso”, a differenza del suo, di finale. Lo sfondo scelto per la storia è Londra e l’occasione è una festa organizzata da Clarissa Dalloway, protagonista del romanzo: donna ricca dell’alta società inglese, frivola e sposata a un uomo per convenienza. Clarissa è una donna che si crogiola nei ricordi di un passato piacevole e intenso. È un personaggio nostalgico, che sembra vivere di ricordi. E alla sua festa si circonda di presenze del passato. (Una vecchia fiamma e una vecchia amica). E in quella festa, fra il chiacchiericcio e lo sfarzo, irrompe la morte, la morte di un altro personaggio che Clarissa non conosce. Un reduce di guerra tormentato dal passato, che decide di suicidarsi. La notizia della morte di Septimus (è così che si chiama) porta Clarissa alla consapevolezza di essere viva ed è finalmente in grado di apprezzare il presente.

Il marito in collegio (Giovannino Guareschi): questo è un libro paradossale, la protagonista (Carlotta) è frivola e benestante ed è costretta dallo zio a trovarsi un marito se vuole ereditare i suoi soldi. Tutti i candidati che lei gli propone non vanno bene, tutti tranne Camillo, un uomo poco colto e goffo, ma di buon cuore e perdutamente innamorato di Carlotta. Dal canto suo Carlotta non lo sopporta e Camillo viene mandato in collegio ad imparare le buone maniere. Le vicende sono assurde, i dialoghi brillanti, l’ironia la fa da padrone. È un ottimo libro, con un’ottima trama, scorrevole e con una sua morale nascosta dietro alla satira e allo stile irriverente tipici di Guareschi.

Giudicare un libro dalla “copertina”: il caso Harry Potter

tumblr_static_5hhsb80680sg04so4wcgw4gwo_640_v2

Oggi affronto una questione che mi sta molto a cuore: quella che riguarda il successo di Harry Potter.

Da quando mi sono appassionata alla saga del maghetto più irritante che sia mai stato partorito dalla penna di qualcuno, ne ho sentite di ogni. Che è solo un libro per bambini, che è un libro per stupidi, che non ha nulla a che vedere con il mondo fantasy.

Anzitutto, credo sia essenziale distinguere libri e film e successo post libri. I primi li ho letti molte volte (e qui vi rimando al primissimo post, dove gli adolescenti limonavano sulle panchine mentre io mi flesciavo con incantesimi e civette).

Con il boom di Harry Potter è scaturita una vera e propria mania, che ha banalizzato la storia in sé. Mi riferisco ai dolcetti a tema, alle feste a tema, ai pupazzi a tema, alle persone a tema. Sono quasi certa che chi etichetta Harry Potter come una porcheria per sottosviluppati non abbia neppure sfiorato uno dei sette libri. Perché vi assicuro che pure io considero porcheria tutto ciò che ruota attorno alla saga scritta, film compresi. Non me ne vogliano gli appassionati, ma i film fanno cagare. (Visti e stravisti, ma con i libri non hanno nulla a che fare).

Nei film (ma accade spesso, un film di cui si è letto il libro non ci sembrerà mai all’altezza) mancano dettagli essenziali, manca la psicologia dei personaggi, le atmosfere e così via.

Voglio dunque fare il punto della situazione: Harry Potter non è un libro per bimbiminkia per una ragione principale. Harry non è il tipico eroe fisicato e affascinante, strappamutande (ogni riferimento a quel pattume di Twlight è puramente casuale). Harry è una persona comune. E i suoi amici sono altrettanto comuni e sfigati. Nel libro – come più persone hanno fatto notare (o hanno ipotizzato) – pare venga ripreso il progetto hitleriano della razza pura. In questo caso i non – maghi o chi ha discendenze non magiche deve essere eliminato. Non mi pare molto da bambini, dai. Per non parlare della storia intrigante che sta dietro a ogni personaggio. Il male puro che contamina alcuni dei personaggi. Le atmosfere cupe, rese magistralmente. L’ambiguità di alcuni di loro, la lotta fra bene e male. Non sono concetti proprio scontati e chi ha letto la storia lo sa.

Io, che come sempre sono quattro passi indietro al resto del mondo, ne parlo solo oggi, quando ormai il fenomeno è bello che superato. Ma che mi frega, mi andava di dirvelo.

Dunque, non basatevi sul successo cinematografico, sui fan maniacali che comprano dolci a forma di creature magiche o si vestono da maghetti. Quello è semplicemente una conseguenza del successo dei libri. E poi, piace a me, perciò non posso certo andare in giro a dire che è da bambini, no?