2016, portati via

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Foto da qui

Prenditi i rimasugli della giornata, il rancore denso che stagna nello stomaco, la fatica di alzarsi dal letto e stamparsi in faccia un sorriso, le mie preghiere laiche, il gelo mentre aspetto il treno delle sette del mattino, le dita intirizzite, i consigli sterili non richiesti, il pianto a dirotto quando nessuno ascolta, le preoccupazioni di un futuro nero, le labbra screpolate fino a sanguinare, le occhiaie, il vino cattivo di un aperitivo che gorgoglia nello stomaco, la radio che “salta” quando c’è una bella canzone, i picchi di sconforto, l’amaro in bocca quando non mi piacciono le parole degli altri, la rabbia che sale furiosa, le ferite all’anima di chi non sa di infliggertele, le insistenze che sfiniscono, il cuore che batte veloce per l’imbarazzo, il timore di essere inopportuna, il mio continuo rimandare le cose, l’incapacità di adattarmi, la voglia di fuggire da certe situazioni. Soffia via lo strato di polvere rimasto sopra le emozioni che non sono riuscita ad esprimere.

Fammi vedere solo i momenti buoni. I dopo sci che tengono caldi i piedi mentre affondo nel fango. L’amica che mi dice che sono bella, il ragazzo che ha gli occhi buoni e mi sfiora con garbo mentre parla, l’acqua del mattino dopo la sbornia, mia madre che mi dice quant’è bello sentirmi ridere, il profumo della frolla quando apri il forno, i biscotti burrosi e sottili, lo stagno del bosco solitario, ballare canzoni rock fino allo sfinimento, il prosecco freddo, i miei cani che russano e sognano, i polpacci dolenti per le lunghe camminate, le lacrime per il troppo ridere, sentirsi bella.

Prenditi il dolore, le incazzature, i fallimenti… Fanne poltiglia.

(Ascoltando Elisa.)

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Pezzi e spunti

Prendo spunto dal bel post della mia amica Mela Sbacata sul suo viaggio in treno per scrivere il mio post.

Non è che sia una novità ormai prendere il treno, per me, trovarsi con le scarpe lerce, bestemmiare in turco o in friulano (a piacere) per i ritardi, soprattutto io che sono persona puntuale e rispettosa degli orari, anzi direi che vivo in anticipo, cerco di non prendermela con i capotreni – controllori se il treno ritardatario ci fa perdere la coincidenza… Che sarebbe un po’ come prendersela con i camerieri se il cibo fa schifo, a meno che il cameriere in questione non sia Tyler Durden. Detto ciò per affrontare al meglio i viaggi in treno io mi armo di cibo e ipod e chi s’è visto s’è visto. Meno spesso leggo, più che altro perché quando hai le cuffie alle orecchie c’è meno probabilità che qualcuno decida di interagire. In realtà mi è capitato un tizio mentre ascoltavo musica sul regionale “veloce” mi chiese “ma che musica ti piace?”… Maaa, sticazzi? “Non prendermi per maniaco, è che ci si annoia in treno. Ho una compagna che mi aspetta, ma se vuoi ti offro un caffè quando scendiamo”. No, io in treno mi annoio solo se mi importunano, poi fai un po’ te. Cioè, i viaggi in treno a volte sono pesanti, lunghi e appiccicosi se il vagone è senza aria condizionata. Quindi bisogna essere pazienti… Come dicevo, io solitamente ascolto musica. Il mio ipod mi accompagna ormai da 7 anni, poco meno – poco più, ha viaggiato davvero tanto e ne ha viste di cotte e di crude, in fatto di musica. Una specie di calderone dove ho buttato dentro di tutto e di più.

Ad esempio oggi ho prestato attenzione ad alcune canzoni che ho scelto di ascoltare:

Song to say goodbye – Placebo (Tristezza)

Canos – Verdena (Depressione)

Rock the Casbah – Clash (Voglia di concerti)

Istrice – Subsonica (Nostalgia canaglia)

Complesso del Primo Maggio – Elio e le Storie Tese (Sfottimento)

Avrai ragione tu (Autoritratto) – Caparezza (Protesta)

Love hurts – Incubus (Di nuovo nostalgica)

Joy – Elisa (Beh, lo dice il titolo)

21st Century Schizoid Man – King Crimson (Incazzatura e godimento puro ascoltandola)

Ecco, nel calderone musicale che è il mio ipod c’è di tutto, artisti che se sapessero di trovarsi vicino ad altri colleghi si suiciderebbero e via così, il punto è che regna sovrana l’incoerenza, si passa da un estremo all’altro. Oggi non mi andava di fare l’educata, così ho tenuto il volume delle cuffie al massimo, come quei tamarri che ti obbligano ad ascoltare le loro atrocità musicali, una volta tanto ho fatto io la tamarra, anche se fortunatamente non mi riesce bene.

Ovviamente ad accompagnarmi c’era anche la cioccolata, uno dei lati positivi di donare sangue (sì va beh, anche salvare vite è positivo, poi dipende da chi viene salvato): ti lasciano sempre mille sobrissime barrette di cioccolata portatili.

Loone dritte

Oggi mi son svegliata con la luna dritta, questo significa che ho passato la mattinata a spolverare i mobili con le cuffie alle orecchie, che mi passa di più e pulisco meglio e soprattutto non mi metto a maledire il mondo. Certo, avrei dovuto studiare, ma mò non esageriamo. Condivido con voi questo bel pezzo di F… Di Frankie Hi – Nrg Mc… Non fatemelo ripetere, plìs. Statemi ben : )